“Strappa da te la vanità” Ezra Pound

CANZONE
Ama il tuo sogno
Ogni inferiore amore disprezzando,
Il vento ama
Ed accorgiti qui
Che sogni solo possono veramente essere,
perciò in sogno a raggiungerti m’avvio.
1908
Ezra Pound
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Non sappiamo usare il catasto, immagina il nucleare!?!
Posto questo simpatico e divertente video di Maurizio Crozza, tratto dalle sue consuete Anteprime del programma televisivo di Rai3 “Ballarò”…
Tra il serio ed il faceto, dice tante cose interessanti, anche per la nostra bella terra di Sicilia.
Buon ascolto e buona visione.
I Nomi degli Eroi per le strade siciliane

Ci sono uomini che sono morti perché hanno deciso di lottare contro la mafia, coraggiosamente ed orgogliosamente. Uomini che sono stati uccisi a pochi passi dalle nostre case, mentre noi ci guadagnavano il pane e ci divertivamo; uomini che avrebbero potuto decidere di dedicarsi ad altro, anziché scagliarsi contro chi ha poi decretato la loro fine. Non lo hanno fatto per meritarsi chissacché, oltre allo stipendio a fine mese, però noi vivi dovremmo ricordarli, alla stregua degli eroi che hanno fatto l’Italia. Non solo eventi, manifestazioni e convegni, ma anche l’intestazione di piazze, vie, vicoli e vicoletti, come si faceva all’inizio del secolo scorso con Giuseppe Garibaldi e Nino Bixio. Sicché fra cent’anni ci sarà chi si darà un appuntamento galante o di lavoro in piazza Rosario Livatino, in via Antonino Saetta, in largo Giuliano Guazzelli, in vicolo Pasquale Di Lorenzo. Quattro nomi non scelti per caso, non sbucati dal tetro e denso cilindro delle vittime delle mafia. Si trattano, infatti, di quattro uomini che sono stati ammazzati nella nostra provincia: il giudice ragazzino sul viadotto Gasena lungo la statale 640 nel 1990; il giudice Saetta fu assassinato nel 1988 sulla strada Agrigento – Caltanissetta, insieme al figlio Stefano, dopo aver assistito a Canicattì al battesimo di un nipotino; il maresciallo Guazzelli, detto il mastino, fu mandato all’altro mondo vicino Menfi nel 1992; il sovrintendente della Polizia Penitenziaria, Di Lorenzo, morì sempre in quell’anno maledetto, a Porto Empedocle. Ebbene, stando alla toponomastica contemporanea dei quarantadue comuni agrigentini, almeno per il momento, solo in poche parti si trova una strada dedicata ai primi tre, mentre nessuna è intitolata a Di Lorenzo, neanche un vicolo di periferia. Ma andiamo con ordine, cominciando con il giudice Rosario Livatino, il “martire della giustizia ed indirettamente della fede”, come lo definì Papa Giovanni Paolo II.
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Mentre Sagunto brucia…

Vi ricordate la famosa omelia proferita dal Cardinale Pappalardo in occasione del funerale di Giovanni Falcone?
“Cosa facevano gli uomini politici, tuonò Pappalardo, mentre gli assassini colpivano dove e quando volevano? Perdevano tempo“. Mentre a Roma si discuteva, Sagunto veniva espugnata.
Qualcosa di simile sta accadendo in Italia su una questione di VITALE IMPORTANZA, quella legata alla privatizzazione dell’acqua! Anche a Sciacca siamo, per così dire, distratti!
Mentre “cincischiamo” del più e del meno, accapigliandoci su questo o su quell’altro gestore, nell’affermare chi è il più avido o il più inefficiente, chi riesce a far maggiori profitti sulla pelle dei cittadini, a Roma si continuano ad approvare leggi che vanno nella direzione opposta alla sacrosanta battaglia che sta avendo luogo in tutta Italia e nella nostra Provincia in particolare.
Mentre nel Paese, i cittadini si aggregano spontaneamente e formano centinaia di Movimenti per dire NO alla privatizzazione dell’acqua, sui media nazionali a farla da padrone sono tutt’altre discussioni. Si parla di eutanasia, di riforma dell’immunità alle altre cariche dello Stato, di riforma delle intercettazioni, dell’utilità del ritorno del grembiulino a scuola, del problema dei ROM o di come creare un centro per l’espulsione dei migranti a Lampedusa. Nel frattempo, il governo Berlusconi, senza dire nulla a nessuno, mutu mutu (come si dice dalle nostre parti), ha dato il via, di fatto, alla privatizzazione dell’acqua, bene che dovrebbe invece essere pubblico.
Il Parlamento ha infatti votato l’articolo 23bis, inserito nel decreto legge 112 dal ministro Tremonti, che candidamente (e sfacciatamente) afferma che la gestione dei servizi idrici può, e deve essere, sottomessa alle regole dell’economia capitalistica e alle regole del mercato, considerata, quindi, alla stessa stregua di una merce.
In questo modo, e con sole tre righe inserite nel testo di un articolo di un decreto Legge, il governo in carica ha sancito che in Italia l’acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e come tale, quindi, potrà essere gestita da società per azioni. Questa società, le cosiddette MULTIUTILITY O MULTINAZIONALI DELL’ACQUA sono le stesse che già possiedono il monopolio sull’acqua minerale.
Un esempio di come si comporteranno è già in atto a Latina, dove la VEOLIA (multinazionale francese che gestisce l’acqua locale) ha impresso alle bollette dell’acqua dei cittadini di Aprilia aumenti del 300%. Ai cittadini che, malauguratamente, decidono d’avanzare proteste, VEOLIA, spedisce i propri “vigilantes”, che accompagnati dai carabinieri, col compito di staccare i loro contatori.
L’intervento del sindaco di Burgio Ferrandelli in due Video
Intervento del sindaco di Burgio Vito Ferrantelli alla manifestazione regionale contro la privatizzazione del 28-02-2009 presso il Cine Astor – prima e seconda parte
buona visione e buon ascolto!





















