Si è svolto ieri sera presso l’ex Chiesa di Santa Margherita un incontro del Coordinamento NO-PROFIT INSIEME di Sciacca con i sei candidati a sindaco del Comune di Sciacca alle prossime amministrative del 6 e 7 Giugno.
Noi de L’ALTRASCIACCA eravamo presenti e abbiamo ripreso, in esclusiva per il nostro sito, gli interventi di questi ultimi. La riunione era stata organizzata dal Coordinamento dei sodalizi per invitare i candidati di condividere e sottoscrivere , dinanzi alla cittadinanza, un documento redatto dalle varie associazioni con il quale si chiedeva loro, qualora eletti, un impegno formale nell’assolvere alla propria funzione di rappresentante dei cittadini e nel cercare di promuovere una politica concreta ed effettiva sui seguenti punti:
1. Riorganizzazione, riordino del personale, assegnazione delle mansioni secondo la pianta organica, riassetto della macchina amministrativa-burocratica del Comune nel rispetto dei principi della trasparenza, dell’efficacia e della legalità.
2. Applicazione della legge sulla trasparenza delle pubbliche amministrazioni e utilizzo degli strumenti di partecipazione dei cittadini: U.R.P., difensore civico, pubblicizzazione via internet della carta dei servizi, del bilancio preventivo e del conto consuntivo.
3. Impegno degli aspiranti sindaci a mantenere le Terme di Sciacca come un bene pubblico e di proprietà della cittadinanza possibilmente con un azionariato popolare.
4. Solidarietà e politiche sociali e giovanili: creare strutture sportive, centri culturali per giovani ed anziani, biblioteca multimediale ed internet, punti d’ascolto per i disagi sociali utilizzando a tal uopo il ristrutturato convento di S.Anna.
5. Attuazione immediata del piano regolatore.
6. Realizzazione di parcheggi, completamento del recupero del centro storico da trasformare in centro a traffico limitato.
7. Attenzione alle problematiche dei quartieri, collaborazione con i comitati esistenti, istituzionalizzazione degli stessi.
8. Vigilare sulla qualità e sull’applicazione delle norme del S.S.N. con particolare attenzione alla medicina del territorio e dell’azienda ospedaliera.
L'impero illegale di Berlusconi
Bisogna aggiornare anche ciò che abbiamo detto sulle liste elettorali per le europee perché ci sono delle novità, delle new entry oppure ci sono delle old entry che però hanno avuto nuovi sviluppi, la giustizia è lenta ma questi sono talmente veloci nel combinarne di tutti i colori che poi ogni tanto anche nei processi succede qualcosa, per esempio sappiamo da qualche giorno, grazie alla sentenza del Tribunale di Milano sul caso Mills che il nostro Presidente del Consiglio è un corruttore impunito, non che fosse una novità naturalmente, bastava leggere la sentenza a proposito del Caso All Iberian per esempio, per sapere che Craxi era stato pagato in nero da Berlusconi tramite il sistema delle società offshore, tra l’altro che era stato costruito dall’Avvocato Mills con ben 23 miliardi occulti, proprio guarda caso negli anni in cui in Parlamento passava la legge Mammì che santificava il monopolio della televisione commerciale da parte del Cavaliere, sono soldi con i passaggi documentali, lo dico perché in questi giorni dicono: ah ma non hanno trovato i passaggi di denaro tra Berlusconi e Mills e quando li hanno trovati tra Berlusconi e Craxi è cambiato qualcosa? Niente, Berlusconi aveva detto: se si scoprirà che ho dato anche soltanto una lira a Bettino Craxi, lascerò la politica, in realtà era entrato in politica proprio per nascondere il fatto che aveva dato i soldi a politici etc., quindi non c’è stata una condanna per corruzione soltanto perché i giudici non hanno stabilito il do ut des tra quei soldi e la legge Mammì anche perché era difficile stabilire un solo do ut des, visto che Craxi di leggi per Berlusconi ne aveva fatte parecchie e aveva fatto anche parecchie non leggi, consentendogli di espandersi all’infinito in un paese che era un far west dove la televisione non era minimamente normata per tutti gli anni 80, quindi ci fu una condanna per finanziamento illecito a entrambi che poi fu confermata, per quanto riguarda la ricostruzione dei fatti, anche se cadde in prescrizione, in Cassazione definitivamente provato che Berlusconi comprava Craxi alla vigilia e durante l’approvazione della Legge Mammì.
Sapevamo che la Fininvest era un’azienda dedita alla corruzione della Guardia di Finanza perché ovviamente ogni volta che arrivano i finanzieri e mettevano il naso nei libri contabili, se non fossero stati corrotti avrebbero scoperto che i libri contabili erano taroccati, all’epoca non era stato ancora depenalizzato di fatto il falso in bilancio, quindi era un problema taroccare i libri contabili, bisognava corrompere i finanzieri, dopodiché si è depenalizzato il falso in bilancio, così i finanzieri anche se trovano i libri contabili taroccati non ci possono più fare niente.
Nelle sentenze abbiamo addirittura la prova che la Fininvest pagava la mafia, chi di voi legge la sentenza Dell’Utri 2004, la sentenza più sconvolgente, forse ancora più sconvolgente della sentenza Andreotti, quindi la sentenza più sconosciuta della nostra storia, si renderà conto che nell’archivio segreto della Cosca di San Lorenzo, uno dei quartieri di Palermo, uno dei mandamenti mafiosi di Palermo, fu trovato un libro mastro dove il capo cosca, credo che si chiami di cognome Biondino, segnava le entrate e le uscite della cosca, c’erano tutti quelli che pagavano il pizzo e poi in una voce separata c’era scritto Canale 5 e di fianco la cifra.
Era un regalino che ogni tanto la Fininvest mandava alla mafia, quindi che Berlusconi abbia sempre pagato e corrotto tutti, persino la mafia lui e le sue aziende lo sapevamo.
Adesso sappiamo una cosa in più, sappiamo che oltre a comprare, mi sono dimenticato, abbiamo la sentenza Mondadori nella quale è scritto che l’Avvocato Previti, Pacifico e Acampora che erano i legali della Fininvest nella battaglia per il controllo della Mondadori, comprarono con 420 milioni di lire in contanti il Giudice Vittorio Metta per scippare la Mondadori al proprietario legittimo De Benedetti e consegnarla nelle mani di Berlusconi, questo 20 anni fa, sono 20 anni che Berlusconi controlla qualcosa che non è suo.
Come si chiama uno che tiene una cosa che non è sua ma è di un altro? Si chiama ladro a casa mia, poi usate la parola che più vi aggrada, secondo me quella rende abbastanza bene l’idea!
Nella sentenza Mondadori che punisce i 3 Avvocati per avere corrotto il giudice e punisce il giudice per essere stato corrotto dagli Avvocati, c’è scritto che i soldi venivano dalla Fininvest di Berlusconi e che la corruzione del giudice era finalizzata ovviamente a far ottenere a Berlusconi quella Mondadori che il famoso lodo arbitrale aveva invece assegnato indubitabilmente a De Benedetti, quindi sappiamo già prima della sentenza Mills che Berlusconi e il suo gruppo sono il gruppo Berlusconi ha corretto la Guardia di Finanza, ha corrotto giudici, ha pagato politici, ci mancava una categoria, i testimoni, il falso testimone, a cosa serve? Serve a coprire reati commessi precedentemente, quando uno commette un reato, deve stare attento a non lasciare testimoni, se lascia testimoni deve pagarli perché dicano il falso in modo da garantirsi l’impunità e è esattamente per questo che Mills fu pagato, Mills sapeva tutto degli affari occulti di Berlusconi, aveva messo in piedi lui le società offshore nelle isole del canale, le Virgin Island e in altri paradisi fiscali, quelli che oggi Berlusconi dice di voler combattere, 64 società nei paradisi fiscali costruiti da Mills, negli anni 80, Mills sapeva anche perché erano state costruite queste società all’estero, per fare cosa Berlusconi usava queste società occulte che sfuggivano al bilancio consolidato del suo gruppo.
Quelle società servivano a schermare delle operazioni che erano illecite e che quindi non dovevano essere ricondotte alla persona di Berlusconi, 23 miliardi a Craxi, decine di miliardi a Previti, dai quali poi Previti attingeva le tangenti per girarle ai giudici, pagavano estero su estero Giulio Malgara perché non lo potevano pagare trasparentemente e ufficialmente? Perché Giulio Malgara era il Presidente dell’associazione degli inserzionisti pubblicitari e era anche uno dei padri padroni dell’Auditel, capite che se colui che deve stabilire gli ascolti di RAI e Mediaset prende soldi all’estero dal proprietario di Mediaset o di Fininvest, qualcuno potrebbe dubitare che l’Auditel non sia attendibile, perché? Perché per essere una rilevazione indipendente, chi fa la rilevazione non deve prendere i soldi né dall’uno né dall’altro, pagavano naturalmente Malgara con dei prestiti che però per anni e anni risultavano non restituiti, non so se li abbia restituiti ultimamente. Letti tutto...
Sai Giovanni,
sono passati 17 anni esatti
da quel giorno.
Io ne avevo 9, e quanto mi sembrava distante la realtà di sangue, tritolo e cemento che ti ha spazzato via. Te e tua Moglie la tua Scorta. Quella Realtà che però non era ancora sazia di Grandi Uomini. I ricordi diretti sono nella mia mente frammentati, ma pungono sempre come aghi. Provavo una sensazione mista di angoscia e curiosità, mentre incredulo ascoltavo un po’ la Tv ed un po’ quello che dicevano i grandi.
Sono passati 17 anni.
Chi non vive al Sud tende ad immaginare la Mafia come un dramma lontano circuito a Droga e Fatti di Sangue. Oggi Giovanni ci saresti tornato utile, perché non puoi immaginare quanto la Mafia sia cambiata. E’ un Morbo che sta Contaminando con sempre più Forza, con sempre più Capacità e Risorse l’Economia Legale. In Italia ed in Europa. I Confini si piegano a Business ed Opportunità. No, la Mafia non coinvolge solo Killer e Spacciatori, ma è il Frutto Maturo di Menti Imprenditoriali spietate quanto colte, preparate, gestito da una Borghesia fatta di Medici, Avvocati, Industriali, Banchieri, Politici. Investe in Ristoranti, Villaggi Vacanze, Banche d’Affari, Centri Commerciali, e soprattutto in tanto, tanto Cemento. La Mafia vince appalti pubblici, costruisce le Strade su cui ignari sfrecciamo, tira su Muri e Case e Palazzi e Ponti. Cemento fatto di Morti e Sabbia, ma è il Cemento più determinato a vincere.
Sono passati 17 anni.
La Mafia è la Prima Azienda italiana per fatturato. E non c’è nessuna reale intenzione di sconfiggerla. Troppi gli interessi in gioco, e chi Governa sa che senza il supporto della Borghesia Mafiosa non può andare da nessuna parte. Lasciamo che le Organizzazioni Criminali operino da Ammortizzatore Sociale, insano e fondato sulla violenza, ma pur sempre Ammortizzatore Sociale. Basta che non scorra troppo sangue, e quando scorre i quotidiani quasi non ne parlano più.
Aveva pensato che bastava presentare la domanda a Sviluppo Italia per usufruire del prestito d’onore, utile ad avviare la sua attività, mai avrebbe immaginato che a causa dei problemi collegati al servizio idrico la sua vita sarebbe diventata un incubo. Questo in sintesi è quello che è capitato ad Antonella Noto, una ceramista di Agrigento, la quale dal mese di gennaio di quest’anno, ha dovuto chiudere il proprio laboratorio perché la Girgenti acque avrebbe interrotto l’erogazione dell’acqua senza un giustificato motivo. Dopo diverse segnalazioni e lamentele da parte dell’interessata la società ha inviato nel mese di febbraio una squadra di operai i quali hanno costatato la mancanza di fornitura idrica ma senza risolverle il problema. Dopo un secondo sopralluogo nel laboratorio della ceramista ubicato in piazzetta S.Calogero, hanno provveduto a rimuovere il contatore dell’acqua sono andati via.
A niente sono servite le diverse lettere inviate dall’artiagina alla società con le quali ha fatto presente di essere in possesso, sin dal 2004, di regolare contratto per fornitura idrica e che senza quel liquido prezioso non poteva portare avanti la sua attività. La società non le ha risposto, come se quella attività non esistesse. Giunta allo stremo delle forze e con una situazione economica difficile, ha dovuto cessare l’attività, si è trovata pertanto costretta a rivolgersi ad un legale per far valere i suoi diritti e nel frattempo ha ricevuto un’altra mazzata: con una nota Sviluppo Italia le ha chiesto di restituire il prestito, circa 30 mila euro.
Dopo il terremoto in Abruzzo e i duecento morti causati dai crolli di case e palazzine, dopo lo sdegno unanime, dopo i primi controlli e le prime indagine, dovunque in Italia si cerca di correre ai ripari e fare revisionare edifici pubblici e non, verificare modalità e regolarità di costruzione, accertarsi quanto le nostre case sono sicure e quante di esse sarebbero davvero in grado di reggere all’urto della natura e del terremoto.
L’Italia periodicamente viene investita da questi fenomeni scatenati dalla forza della natura e anche a distanza di quarant’anni in tante persone è ancora vivo il ricordo del dramma del Belice il quale, seppur in modo più superficiale, aveva colpito anche la nostra città di Sciacca.
Dopo quanto accaduto ai nostri fratelli abruzzesi, anche in Sicilia, anche a Sciacca dubbi e perplessità hanno cominciato ad incombere, a prendere il posto dell’incauto ottimismo, come accade ogniqualvolta un evento assuma un elevato impatto mediatico. Così ci chiediamo: e noi saremmo pronti? Dopo i terremoti del 1908 a Messina e Reggio Calabria, dopo i danni del terremoto del Belice del 1968 quanto la nostra area geografica, da sempre una delle aree a maggior rischio sismico, sarebbe in grado di ottemperare ad una calamità del genere? Quante sono sicure le nostre abitazioni? Quanti sono sicuri i nostri edifici pubblici? Le scuole, gli ospedali, i tribunali, gli uffici comunali, insomma tutto quello che regge in piedi una società civile? Quali sono gli eventuali piani di emergenza predisposti dai comuni della Sicilia e dal nostro? O il tutto è lasciato al caso, alla speranza che mai una cosa del genere possa toccare a noi?
Le prime indagini portate avanti all’Aquila e a Onna, i paesi più colpiti dal terremoto abruzzese, hanno lasciato pochi dubbi: i tanti morti, le famiglie distrutte, i lutti non sono stati causati dal terremoto ma dall’uomo. Abitazioni costruite senza o con poche staffe di ferro, senza alcuna protezione antisismica, edifici anche nuovi costruiti con sabbia di mare, intere palazzine di cui in nessun ufficio si riesce a trovare la ditta e gli operai che hanno messo su il plesso…misteri dell’abusivismo edilizio e del lavoro in nero che genera inoltre l’aumento delle morti bianche.
Il dramma della casa degli studenti, eretto a simbolo del dolore ma anche del malaffare, simbolo di giovani che non potevano permettersi abitazioni e stanze migliori o semplicemente più sicure e adatte ai normali standard di vita.
Dalle nostre parti è stato tutto costruito a regola d’arte? A quando un maxi controllo a tappeto di tutte le principali scuole ed edifici pubblici presenti nel nostro territorio? Occorre per forza sperare nella nostra buona stella che ci protegga e ci salvi da tutto e da tutti? Letti tutto…