In Sicilia si litiga soltanto sugli stipendi d’oro ai dirigenti regionali
Non c’è solo l’atteso rimpasto della giunta regionale a lacerare i rapporti all’interno del centrodestra siciliano. Sul piatto c’è anche la vicenda degli stipendi d’oro ai dirigenti generali esterni. Il coordinamento regionale del Pdl, leggi Giuseppe Castiglione, l’uomo che sta facendo la guerra al presidente della Regione Raffaele Lombardo, con una nota diramata in serata ha attaccato il governatore. “Non è certo questo il modus operandi migliore ed eticamente corretto per garantire il contenimento della spesa pubblica – si legge nel documento quella di Lombardo è una rivoluzione di cui fanno le spese i siciliani”.
La giunta regionale ha infatti deliberato, nella riunione che si è tenuta venerdì scorso, il contratto e i relativi stipendi a Robert Leonardi, Rossana Interlandi, Nicola Vernuccio, Gian Maria Sparma, e Cosimo Gioia. I cinque nuovi dirigenti esterni percepiranno circa 205mila euro lordi l’anno, vale a dire 25mila in più rispetto ai colleghi anziani. Oltre allo stipendio base, circa 95mila euro l’anno, al conteggio viene aggiunto la massima indennità di produzione, quella del segretario generale di Palazzo d’Orleans. Con il premio di rendimento del 30% si arriva infine a 205mila euro. I dirigenti anziani, invece, hanno un’indennità di produzione più bassa.
Ad altri tre superburocrati, Patrizia Monterosso, Romeo Palma, e Maurizio Guizzardi, è stato confermato il vecchio contratto. A loro sarà assegnato un compenso di 250mila euro, stipendio che, compreso il premio di rendimento, potrebbe lievitare a 290mila euro. Decisione questa che ha fatto imbufalire molti. L’assessore alla Presidenza con delega al personale, Giovanni Ilarda durante la riunione ha fatto mettere a verbale la sua “profonda contrarietà”, mentre gli assessori dell’Udc, Antonello Antinoro e Pippo Gianni non hanno partecipato alla riunione.
“Mentre il Parlamento, per ridurre i costi della politica, ha di fatto azzerato le indennità degli amministratori locali, assumendosi le responsabilità politiche, il presidente Lombardo, contravvenendo a una soltanto declarata austerità, ha elevato oltre misura i compensi ai dirigenti generali esterni”, dicono in coro i deputati regionali del Pdl Leontini, Caputo, Limoli, Mancuso, Corona. I cinque deputati annunciano una mozione da presentare in Aula con la quale si impegnerà il governo regionale alla riduzione dei compensi.
Per il coordinamento regionale del Pdl fatto ancora più grave pensando al fatto che “nel frattempo rimangono a spasso, ma stipendiati, i dieci dirigenti generali che dal 10 febbraio scorso sono rimasti senza alcun incarico”. Per il Popolo della Libertà la delibera di giunta sarebbe stata fatta ad hoc “a vantaggio di alcuni fidatissimi”. Il riferimento è a Rossana Interlandi e Nicola Vernuccio, entrambi dirigenti dell’Mpa. E arriva la minaccia, sempre quella, il redde rationem delle europee. “Subito dopo le elezioni questa situazione deve essere affrontata con determinazione dall’insieme della maggioranza per evitare sprechi e rilanciare l’azione amministrativa”.
L’opposizione assiste allo spettacolo della maretta all’interno della maggioranza e ricorda come nella finanziaria 2007 un emendamento del Pd aveva già abolito gli “stipendi d’oro” per i manager regionali. Si tratta di una norma contenuta nell’articolo 19, dove si stabiliva un tetto massimo di 250mila euro annui per le retribuzioni dei dirigenti esterni dell’amministrazione regionale o presso gli enti controllati o società partecipate a maggioranza dalla Regione. “Il governo regionale ha il dovere di attenersi a questa disposizione – dice Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all’Ars, riferendosi ai compensi previsti per Montedoro, Palma e Guizzardi -. Aggirare il tetto aggiungendo alla retribuzione base un premio di rendimento è una decisione del tutto inopportuna, che mi aspetto venga immediatamente ritirata”.
di S.D’Anna
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