Girgenti Acque taglia pure chi è in regola
Aveva pensato che bastava presentare la domanda a Sviluppo Italia per usufruire del prestito d’onore, utile ad avviare la sua attività, mai avrebbe immaginato che a causa dei problemi collegati al servizio idrico la sua vita sarebbe diventata un incubo. Questo in sintesi è quello che è capitato ad Antonella Noto, una ceramista di Agrigento, la quale dal mese di gennaio di quest’anno, ha dovuto chiudere il proprio laboratorio perché la Girgenti acque avrebbe interrotto l’erogazione dell’acqua senza un giustificato motivo. Dopo diverse segnalazioni e lamentele da parte dell’interessata la società ha inviato nel mese di febbraio una squadra di operai i quali hanno costatato la mancanza di fornitura idrica ma senza risolverle il problema. Dopo un secondo sopralluogo nel laboratorio della ceramista ubicato in piazzetta S.Calogero, hanno provveduto a rimuovere il contatore dell’acqua sono andati via.
A niente sono servite le diverse lettere inviate dall’artiagina alla società con le quali ha fatto presente di essere in possesso, sin dal 2004, di regolare contratto per fornitura idrica e che senza quel liquido prezioso non poteva portare avanti la sua attività. La società non le ha risposto, come se quella attività non esistesse. Giunta allo stremo delle forze e con una situazione economica difficile, ha dovuto cessare l’attività, si è trovata pertanto costretta a rivolgersi ad un legale per far valere i suoi diritti e nel frattempo ha ricevuto un’altra mazzata: con una nota Sviluppo Italia le ha chiesto di restituire il prestito, circa 30 mila euro.
Ma questo non è il solo problema che deve affrontare. A causa della chiusura del locale, infatti, Antonella Noto non ha potuto realizzare alcun utile e conseguentemente dovrà fare fronte a tutte le spese di gestione relative all’attività. Adesso però la vicenda è passata nelle mani della magistratura dopo che è stata costretta a rivolgersi ai carabinieri denunciando la Girgenti Acque per interruzione di pubblico servizio.
Nel frattempo il suo legale ha inoltrato una richiesta al presidente del tribunale per richiedere la nomina di un consulente tecnico che accerti lo stato dei luoghi, l’effettiva mancanza di erogazione idrica, per capire la causa di questo mancato approvvigionamento. Ma non solo: il giudice civile sarà investito ad accertare tutti i danni che l’interruzione del servizio idrico avrebbe causato all’artigiana, al fine di chiamare a responsabilità , sia contrattuale che extracontrattuale, la Girgenti acque.
di Nino Reginella
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