L’AltraSciacca e le prossime amministrative locali

maggio 19, 2009 · Posted in Sciacca · Comment 

agr Il 13 Maggio scorso è scaduto il termine per la presentazione delle liste dei candidati alle prossime consultazioni amministrative, in programma a Sciacca tra meno di tre settimane. Scorrendo, i nomi dei potenziali sindaci e della schiera dei possibili consiglieri comunali, forse, a qualcuno, dopo un anno e mezzo di tormentoni vari, sarà pur venuto in mente il seguente quesito:

“E L’ALTRASCIACCA? Dov’è la sua lista civica o i suoi candidati?”

La risposta è semplice: La nostra lista non c’è e non siamo candidati alle prossime elezioni. Sappiamo di deludere molti, realmente e sarcasticamente, ma tutto questo non lo stiamo venendo a dire soltanto adesso. Da circa un anno e mezzo, fin dalla costituzione della nostra associazione, abbiamo dovuto fronteggiare un pregiudizio diffuso sulla base del quale, la gran mole di lavoro sviluppata dal nostro sodalizio era finalizzata ad una nostra partecipazione alla prossima competizione elettorale, erroneamente motivata dalla scelta di farci rappresentare da Pietro Mistretta, ex assessore della giunta Cucchiara.

Non è ancora concepibile, in questa città, spendersi per il bene comune senza perseguire mire elettorali. Non è ancora possibile a Sciacca, effettuare un controllo sull’operato degli amministratori, senza essere tacciati d’essere “partiticizzati” o fare semplicemente opposizione per principio. Niente di più sbagliato.

Speriamo che la nostra scelta segni il passo per un deciso cambiamento di rotta. Per questo motivo non aspettiamo cene o semplici scuse da chi pensava che L’ALTRASCIACCA fosse mossa da un preciso “secondo fine”. Fine che, oggi, a liste presentate, viene decisamente a mancare. E non ci va neppure di replicare a tutti coloro che, non contenti, continuano a seminare illazioni su un “improbabile” sostegno della nostra associazione a candidature precise. Lo diciamo a ragion veduta, L’ALTRASCIACCA è un’associazione non convenzionale, all’interno della quale, democraticamente, i ruoli istituzionali hanno un importanza relativa e le decisioni vengono prese dall’intero gruppo, che sfrutta il mezzo informatico per bruciare i tempi e coprire le distanze. L’ALTRASCIACCA, pur essendo formata da innumerevoli teste pensanti, ciascuna delle quali risulta dotata di un proprio pensiero politico, religioso e quant’altro, è un’associazione apartitica ed aconfessionale. Ciascun socio è quindi libero di scegliere chi votare indipendentemente da ciò che decidono di fare gli altri. Per questo motivo non possiamo avere indirizzi politici precisi da seguire. E’ bene che ciò sia chiaro. Il nostro modus operandi (che ha contraddistinto i primi diciotto mesi della nostra attività) non troverà soluzione di continuità nella prossima amministrazione a prescindere da quale sarà la sua coloritura politica.

Noi non puntiamo ad essere una semplice associazione che opera a 360° nella propria città, che si spende giornalmente, grazie al servizio di giovani volontari, nell’organizzazione di iniziative volte alla promozione sociale del cittadino, che vive in funzione della propria città e dei suoi abitanti, puntando ai problemi, cercandone e proponendone soluzioni, mirando alla valorizzazione dei beni culturali ed ambientali. Noi cerchiamo molto di più. Vogliamo essere un movimento di opinione capace di variare il corso, apparentemente già segnato, degli eventi. Desideriamo che il popolo acquisisca la consapevolezza della propria sovranità descritta dall’art. 1 della Costituzione Italiana che pone al suo servizio la politica e non, come spesso accade, il contrario. Un popolo, il nostro, che non deve accettare passivamente quanto gli viene calato dall’alto, ma vuole far sentire la propria voce, soprattutto quando la politica miseramente fallisce. Quella voce rappresenta una forza, una forza che parte dal basso e che spinge gli intenti della nostra associazione, che tanti piccoli traguardi ha raggiunto.

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Se foste veri Cristiani…

maggio 18, 2009 · Posted in Articoli · Comment 

gesu_che_bussa_alla_porta2 Se foste un rom, quella di Salvini non vi
apparirebbe come la sortita delirante di un imbecille da ridicolizzare.
Se foste un musulmano, o un africano, o comunque un uomo dalla pelle scura,
il pacchetto sicurezza non lo prendereste solo come l’ennesima sortita di un
governo populista e conservatore, eccessiva ma tutto
sommato veniale.

Se foste un lavoratore che guadagna il pane per se’ e
per i suoi figli su un’impalcatura, l’annacquamento delle leggi sulla
sicurezza nei luoghi di lavoro non lo dimentichereste il giorno dopo per
occuparvi di altro.

Se foste migrante, il rinvio verso la condanna
a morte, la fame o la schiavitu’, non provocherebbe solo il sussulto di
un’indignazione passeggera.

Se foste ebreo sul serio, un politico xenofobo, razzista e malvagio fino
alla ferocia non vi sembrerebbe
qualcuno da lusingare solo perche’ si dichiara amico di Israele.

Se foste un politico che ritiene il proprio impegno un servizio ai
cittadini, fareste un’opposizione senza quartiere ad un governo autoritario,
xenofobo, razzista, vigliacco e malvagio.

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In Sicilia si litiga soltanto sugli stipendi d’oro ai dirigenti regionali

maggio 14, 2009 · Posted in Articoli · Comment 

sicilia1 Non c’è solo l’atteso rimpasto della giunta regionale a lacerare i rapporti all’interno del centrodestra siciliano. Sul piatto c’è anche la vicenda degli stipendi d’oro ai dirigenti generali esterni. Il coordinamento regionale del Pdl, leggi Giuseppe Castiglione, l’uomo che sta facendo la guerra al presidente della Regione Raffaele Lombardo, con una nota diramata in serata ha attaccato il governatore. “Non è certo questo il modus operandi migliore ed eticamente corretto per garantire il contenimento della spesa pubblica – si legge nel documento quella di Lombardo è una rivoluzione di cui fanno le spese i siciliani”.
La giunta regionale ha infatti deliberato, nella riunione che si è tenuta venerdì scorso, il contratto e i relativi stipendi a Robert Leonardi, Rossana Interlandi, Nicola Vernuccio, Gian Maria Sparma, e Cosimo Gioia. I cinque nuovi dirigenti esterni percepiranno circa 205mila euro lordi l’anno, vale a dire 25mila in più rispetto ai colleghi anziani. Oltre allo stipendio base, circa 95mila euro l’anno, al conteggio viene aggiunto la massima indennità di produzione, quella del segretario generale di Palazzo d’Orleans. Con il premio di rendimento del 30% si arriva infine a 205mila euro. I dirigenti anziani, invece, hanno un’indennità di produzione più bassa.
Ad altri tre superburocrati, Patrizia Monterosso, Romeo Palma, e Maurizio Guizzardi, è stato confermato il vecchio contratto. A loro sarà assegnato un compenso di 250mila euro, stipendio che, compreso il premio di rendimento, potrebbe lievitare a 290mila euro. Decisione questa che ha fatto imbufalire molti. L’assessore alla Presidenza con delega al personale, Giovanni Ilarda durante la riunione ha fatto mettere a verbale la sua “profonda contrarietà”, mentre gli assessori dell’Udc, Antonello Antinoro e Pippo Gianni non hanno partecipato alla riunione.
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Rifiuti: allarme in Sicilia

maggio 12, 2009 · Posted in Articoli · Comment 

rifiuti20 Ci sarà una catastrofica emergenza rifiuti in Sicilia in periodo estivo, come, e peggio, di Napoli? L’ex deputato regionale e nazionale – e persona che studia – Franco Piro, lo teme. I dati costitutivi ci sono tutti: gli Ato di tutta la regione economicamente in ginocchio, nonché funzionanti a basso regime, con addosso l’insopportabile fardello di 900 milioni di euro di deficit; le società di igiene ambientale delle grandi città siciliane con i bilanci in rosso, e l’organizzazione “industriale” trasandata, a cominciare dalla disastrosa vicenda dell’Amia di Palermo (almeno 155 milioni di euro); l’esaurimento progressivo della capacità di poter stoccare rifiuti delle discariche (parapubbliche e private) disseminate nelle nove province.

Dopo anni di “follie Ato”, e proprio mentre il governo della Regione parrebbe orientato ad una drastica riduzione degli Ato in Sicilia, la commissione Ue ha annunciato di avere aperto l’ottava istruttoria per infrazione alle regole dell’Unione contro la Sicilia in materia di rifiuti.

Stavolta si tratta, pare, di qualche decina di discariche non a norma. Di sicuro, agli organismi responsabili siciliani di discariche “non in regola” ne risultavano già 13. Tra queste vale la pena di raccontare la storia di quella di Castellana Sicula, che serve ben due Ato: Cefalù- Termini Imerese, e Madonie. Era, materialmente, franata addosso al mondo per la maniera beota con cui era stata organizzata e gestita. Per tentare di sfuggire alla mannaia amministrativa europea, l’hanno chiusa. Adesso, i due Ato cointeressati al fatto, devono conferire i loro rifiuti territoriali addirittura alla discarica privata di Mazzarrà Sant’Andrea, in provincia di Messina, pochi centinaia di chilometri oltre Castellana.. Ma, paradosso dei paradossi, gli amministratori dei due Ato palermitani, hanno scoperto che versare lì i rifiuti, in quella discarica privata, costa 30 euro meno a tonnellata. Come è possibile?

Sorride amaro Franco Piro: “è una delle costanti contraddizioni del sistema rifiuti in Sicilia, le tariffe di conferimento nelle discariche pubbliche costano quasi sempre di più di quelle private. Loro se la cantano, e loro se la suonano”.

Ma la Ue avrà il cuore di colpire la Sicilia con una maxi multa?

“La Ue non fa sconti – spiega Piro – intanto perché, ovviamente, pretende che si rispettino le leggi comunitarie, per di più se recepite pure dal Parlamento nazionale. E poi in tutte le analisi dei tecnici della Ue, uno dei più temuti pericoli considerati è l’esplosione dei sistemi regionali di gestione dei rifiuti, ordinari e speciali, al pari delle cose della crisi economica e del crescere delle criminalità organizzate a livello continentale. La Ue, non può, e non vuole, chiudere alcun occhio . Specie di fronte ad un comportamento sfacciato, schizofrenico ed apparentemente masochistico, della Regione Siciliana negli ultimi tre anni”.

E’ il caso di raccontarvi che le multe per infrazioni alle disposizioni comunitarie sono pesantissime. Partono, per infrazioni palesemente piccolissime e di quelle imprevedibilmente necessitate, da 100mila euro al giorno; poi, si assestano mediamente sui 300mila al dì; ma possono arrivare sino ai 700mila euro quotidiani, a decorrere dal giorno in cui viene notificata la sentenza passata in giudicato, conseguente all’infrazione comunitaria contestata dalla commissione Ue. Un ammontare di denaro in grado di mettere in ginocchio il Bilancio della Regione siciliana. “E poi ci sono le possibili interconnessioni mafiose” conclude Piro,”ma lì ti devi rivolgere ad un esperto; ma che sia esperto”.

Il vostro cronista, secchione, l’esperto l’ha trovato. Uno dei più preparati di una delle centrali nazionali della Sicurezza nazionale,impegnato nel contrasto alle attività economiche della criminalità organizzata.

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Pregi e difetti di Sciacca

maggio 11, 2009 · Posted in Sciacca · Comment 

Le città marinare sono tutte belle e Sciacca lo è particolarmente per le sue tradizioni, le chiese, il  pittoresco porto, le Terme. 
Queste nel tempo hanno costituito motivo di attrazione di viaggiatori venuti anche da lontano, per la fangoterapia ed altre cure.

Ma è proprio l’Azienda Termale di Sciacca gestita dalla Regione Siciliana che costituisce il maggior punto dolente della città.

La struttura risente delle carenze prodotte da una gestione politica e dall’indolenza di alcuni lavoratori alle dipendenze di enti pubblici.

E’ davvero peccato che una struttura di grande prestigio e valore economico sia destinata al tracollo per rassegnazione o per disegno preordinato (come dice la gente di Sciacca).

Gente laboriosa e sana. Così i pescatori impegnati quotidianamente  nella pesca di pesci prelibati.

L’assetto urbanistico del porto, che dovrebbe costituire il fiore all’occhiello della città, è talmente degradato che ricorda la casbah. Che peccato! Che dire poi dei due alberghi sul Monte Cronio, abbandonati dalla Regione. E di quell’eco-mostro: l’enorme e tetro edificio destinato a teatro (mai utilizzato) costruito tra la Chiesa di S. Francesco d’Assisi e l’edificio termale.

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