Terremoto, Stranaffari abruzzesi

giugno 30, 2009 · Posted in Italia · Comment 

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Sono le sette di mattina del 19 giugno, quando una Punto bianca si ferma sul ciglio della statale 17 che attraversa L’Aquila. Al volante c’è un uomo in giacca e cravatta che spegne il motore, abbassa i finestrini e sfoglia il giornale appena acquistato. Vita quotidiana, niente di strano. Eppure all’improvviso il clima cambia, diventa teso. Dalla corsia opposta, spunta una berlina metallizzata che fa inversione inchiodando davanti alla Punto. Scende un giovane alto, palestrato, in jeans slavati e maglietta attillata. Si affianca al conducente e chiede i documenti senza qualificarsi. “Ma cosa sta succedendo? E lei chi è?”, replica allarmato il conducente. “Attenda”, risponde lo sconosciuto. Annota la targa della Punto, si attacca al cellulare, e infine torna con un sorriso finto: “A posto, può andare…”.

L’assedio, lo chiamano gli aquilani. La soffocante militarizzazione che sta stressando il territorio in vista del G8. Migliaia di soldati, poliziotti, carabinieri, agenti dei servizi segreti e paracadutisti calati in città nelle ultime settimane. Forze operative giorno e notte. Per le strade, sulle colline. Ovunque. Tutti ossessionati dalla sicurezza dei 23 capi di Stato e di governo che, dall’8 al 10 luglio, si confronteranno con le loro delegazioni nella caserma della Guardia di finanza ?Vincenzo Giudice?. “Prevenzione indispensabile”, è definita dalla Protezione civile. Ma anche una presenza che esaspera gli sfollati del post terremoto, inchiodati a tutt’altre priorità. A quasi tre mesi dall’apocalisse del 6 aprile, la terra continua a tremare. Tre punto due, tre punto tre, fino a quattro punto cinque come lunedì 22 giugno. Numeri che sulla carta dicono poco, ma da queste parti sono muri che vibrano, angoscia che non passa, riflesso a correre in strada. “Abbiamo sempre in testa l’odore delle macerie, le urla dei feriti e lo strazio dei 300 cadaveri”, dice Rinaldo Tordera, direttore generale della Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila. Lui per primo, racconta, si è faticosamente imposto di non mollare, di “annodare la cravatta e tirare avanti”. Ma la volontà non basta.

Gli ostacoli sono tanti, in questo Abruzzo triste: a partire dal crollo economico. “Per la prima volta in vent’anni”, informa l’Istat, “la regione segna un tasso di disoccupazione (9,7 per cento) superiore a quello italiano (7,9)”. Dal 2008 al 2009 sono scomparsi 26 mila posti di lavoro. E a leggere questi dati, gli artigiani, gli operai, ma anche i manager e i professionisti ospitati dalle tendopoli tremano, sovrastati dal -14 della produzione industriale.

“Superata la prima emergenza, dovrebbe essere questa la principale preoccupazione “, dice il presidente della Provincia Stefania Pezzopane (Pd). “Dovremmo concentrarci sulle necessità pratiche e psicologiche delle 25 mila persone ancora accampate, senza dimenticare le 35 mila esiliate sulla costa adriatica”. Invece non è così. Capita qualcosa di grottesco, e crudele, davanti agli occhi dei terremotati: “La città si sta spaccando in due”, spiega Marco Morante del Collettivo 99 (composto da una cinquantina di giovani ingegneri, architetti e geologi aquilani). “In primo piano, sotto i riflettori, c’è l’efficentismo sfrenato per adeguare la città al G8. E intanto in penombra, trascurata della politica, cresce la frustrazione della gente comune, vittima di una quotidianità invivibile e di una ricostruzione avventata”.

Parole che trovano continui riscontri, girando per l’Aquila. Basta raggiungere la caserma della Guardia di finanza, in zona Coppito, e chiedere alle imprese associate I platani e Todima come hanno realizzato la strada che collegherà la sede del G8 all’aeroporto di Preturo. “In soli 24 giorni abbiamo allargato e sistemato un percorso di due chilometri e 800 metri”, dicono i titolari. Il tutto con un impiego massiccio di mezzi: “60 tra ruspe e scavatori”, attivi sette giorni su sette, grazie ai quali “abbiamo costruito anche tre rotatorie e un piccolo ponte sul fiume Aterno”. Il massimo, con i 3 milioni 200 mila euro stanziati dal Provveditorato alle opere pubbliche. E altrettanto apprezzabile è il rifacimento dell’aeroporto, fino a ieri snobbato per mancanza di strumentazioni, e oggi “dotato di ottimi sistemi radar e illuminazione della pista”, assicura un tecnico dell’aeronautica.

di Riccardo Bocca
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Sciacca, Depurazione non dovuta

giugno 29, 2009 · Posted in Articoli · Comment 

s aTorna prepotentemente a farsi sentire la vicenda Girgenti Acque. In realtà la questione non era mai scomparsa dalle principali notizie di cronaca dato che, specie nelle aree balneari, l’acqua non arriva o arriva di rado, l’ufficio preposto dalla società è assolutamente inadeguato alle necessità degli utenti e inoltre, ma non per ultimo, spesso il prezioso oro blu giunge nelle nostre case non propriamente nella sua versione più splendida ma nella sua brutta copia sbiadita poiché l’acqua assume gradazioni di colore che vanno dal marrone al giallognolo.
Negli ultimi giorni sono arrivate le nuove bollette della Girgenti Acque. Ed è bene, per chiarezza e precisione, fare subito un doveroso distinguo. Stanno arrivando tanto le bollette comprendenti il canone fisso 2009 le quali scadono il 29 giugno e che vanno regolarmente pagate quanto i “preavvisi di distacco” che si riferiscono alle bollette non pagate dall’utenza, quelle che ancora avevano tra le voci il canone di depurazione e che scadevano lo scorso 28 gennaio per le quali si doveva e si dovrà attendere che Girgenti Acque le ritiri e le riconsegni ai cittadini senza gli illegittimi canoni di depurazione come, del resto, la stessa società aveva promesso e sbandierato alcuni mesi fa.
A tal riguardo l’associazione di promozione sociale L’AltraSciacca che da tempo segue la vicenda è stata chiara e continua a consigliare questa linea a tutti gli utenti.
Naturalmente il quadro che delinea Giuffrida, l’amministratore delegato della società, è diametralmente opposto: parla di un servizio nettamente migliorato, di disservizi praticamente scomparsi dallo scenario cittadino, osserva come non vi siano più perdite idriche e come l’acqua giunga sostanziosa e regolare presso tutta l’utenza, compreso nelle zone balneari, dice che l’ufficio sarà potenziato nel giro di poche settimane e che aumenteranno i giorni preposti al ricevimento degli utenti, inoltre, forse la cosa più importante, appura come quelle bollette contestate poiché ancora provviste dei canoni di depurazione vadano pagate subito in quanto la normativa è cambiata e la società non è più obbligata né a ritirarle né a riformularle né a rimandarle.

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Le ultime considerazioni sulla Girgenti Acque. A Roma intanto Forum per l’Acqua Pubblica

giugno 27, 2009 · Posted in Articoli · Comment 

ricevivemento

A proposito delle uniche due bollette emesse da Girgenti Acque, siamo stati ricevuti ieri cordialmente dal dott. Vito Bono, sindaco di Sciacca a cui abbiamo esposto le nostre perplessità nonchè quelle di tutti i cittadini che rappresentiamo.

Le fatture con scadenza 28/01/2009, presentavano un serie di anomalie già all’atto della loro emessione (avvenuta il 30/12/2008), tra le quali ricordiamo:
- la mancanza di un dettaglio della quota imponibile espressa in termini di consumo in m.c. di acqua;
- la presenza dei canoni di depurazione, dichiarati illeggittimi dalla sentenza n.335/2008 della Corte Costituzionale e poi reintegrati, ma solo parzialmente, dalla legge n.13/2009.
In questi giorni, il geom. Giuseppe Giuffrida, non tenendo fede ad un impegno preso con la cittadinanza il 5 Marzo 2009, data in cui assumeva l’onere di ritirare, correggere e ristampare le bollette, ha fatto sapere che la fatturazione non solo era corretta ma che questa va saldata urgentemente, pena il distacco dell’utenza morosa. Noi de L’ALTRASCIACCA, che ci opponiamo fermamente a tale mancanza di rispetto nei confronti di tutti i saccensi, abbiamo chiesto al nostro sindaco di ribadire all’ente gestore:
- il ritiro delle bollette con scadenza 28/01/2009 e la riemissioni previa l’inserimento in esse di tutte le informazioni riguardanti il consumo espresso in m.c. e l’eliminazione della voce relativa ai canoni di depurazione, visto che, allo stato attuale, non sono in grado di quantificare correttamente la quota parte dovuta;
- l’emissione di Note di Credito per la quota relativa ai canoni di depurazione verso tutti coloro che hanno già pagato le stesse fatture.

Per quanto riguarda le bollette con scadenza 29/06/2009, abbiamo fatto notare al nostro primo cittadino che le stesse non presentano chiare specifiche sulla quantità dei m.c. che vengono garantiti col il pagamento del canone fisso nè risulta evidente a quale anno si riferisce lo stesso. Avendo assicurato che queste ultime fatture vanno invece pagate, abbiamo chiesto al Dott. Vito Bono di farsi certificare per iscritto dall’ente gestore che:
- le fatture con scadenza 29/06/2009 si riferiscono, in modo univoco, al pagamento dei canoni fissi relativi all’anno 2009 e questi canoni corrispondono ai primi 80 m.c. di consumo.

Su ambedue le fatture risulta discutibilmente presente la voce relativa al “servizio di fatturazione/bollettazione”, non dovuta per legge, per la quale, se necessario, agiremo in altra sede.
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Vito Bono parla di consulenze e settore economico

giugno 26, 2009 · Posted in Sciacca · Comment 

sciacca DICHIARAZIONE DEL SINDACO VITO BONO

Il sindaco di Sciacca Vito Bono tiene a precisare quanto segue:“Contrariamente alle illazioni che circolano, non ci sono nomine di parenti per consulenze pagate dal Comune presso l’Ufficio di Gabinetto del Sindaco. Allo stato ci sono solo due persone di fiducia che a titolo meramente gratuito, e sottolineo gratuito, con spirito di servizio e con ammirevole abnegazione mi stanno coadiuvando in questa primissima fase di avvio della nuova amministrazione”.

BOOM DI PRESENZE IN CITTA’DICHIARAZIONE DEL SINDACO VITO BONO“NETTO SEGNO DI RIPRESA DI UN IMPORTANTE SETTORE ECONOMICO”

 “I dati forniti dal Servizio Turistico Locale sulle presenze turistiche in città sono molto positivi ed anche sorprendenti. Sciacca, possiamo dire, riconquista i suoi turisti. Un importante settore dell’economia cittadina dà un netto segno di ripresa e di vitalità”. È quanto dichiara il sindaco di Sciacca Vito Bono che aggiunge: “Di fronte a tanti indicatori economici da troppo tempo in flessione a livello internazionale, sono numeri che fanno ben sperare per la stagione estiva. Il solo mese di maggio ci dà un più 35 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono molto fiducioso per i prossimi mesi anche perché è previsto un incremento con l’apertura a luglio del Golf Resort Verdura che è da annoverare tra gli elementi che hanno contribuito e contribuiranno in modo determinante in futuro alla promozione del nostro territorio nel mondo. Più turisti significa più economia e più ricchezza per chi è direttamente occupato in questo settore o ne trae indirettamente beneficio con l’indotto”.

Istanze di fallimento contro Girgenti Acque: fà acqua da tutte le parti

giugno 25, 2009 · Posted in Articoli · Comment 

H2OTre Sorgenti, istanza di fallimento contro Girgenti Acque

Il Consorzio Acquedotto Tre sorgenti di Canicattì, attraverso il suo legale Luigi Restivo, ha presentato istanza di fallimento al tribunale di Agrigento nei confronti della Girgenti Acque. Tale società, che gestisce il servizio idrico per la Provincia di Agrigento, sarebbe debitrice nei confronti del Consorzio di 2.269.151,59 euro. E’ la seconda istanza fallimentare proposta dal Tre Sorgenti, cui sono consorziati i Comuni di Campobello di Licata, Canicattì, Grotte, Licata, Palma di Montechiaro, Racalmuto e Ravanusa. “Il mancato pagamento delle somme e l’attuale ritardo nei successivi pagamenti – come si legge nell’istanza fallimentare – si inserisce in un chiaro disegno che tende alla definitiva eliminazione del Consorzio Tre sorgenti dal processo di gestione delle risorse idriche. Ma il comportamento assunto dalla Girgenti acque, dimostra altresì inequivocabilmente lo stato d’insolvenza della società e la sua incapacità di adempiere con regolarità alle obbligazioni assunte”. Queste tesi, secondo Restivo, sarebbero avvalorate altresì da quanto succede quotidianamente in tutti i centri della provincia di Agrigento. Dall’istanza emerge che “nelle ultime settimane inoltre, la Girgenti acque ha preferito approvvigionare la città di Agrigento utilizzando in modo massiccio il dissalatore di Porto Empedocle, gestito da una delle società che partecipa al suo stesso capitale sociale, con costi più che doppi, invece di acquistare da Siciliacque o da altri soggetti l’acqua sorgentizia che ha un costo notevolmente inferiore”. Con la Sicilia acque l’esposizione debitoria ammonterebbe a quasi 10 milioni di euro. Con l’EAS sarebbe superiore ad un milione di euro, per gli oneri che la Girgenti acque aveva assunto con l’affiancamento del personale al proprio, dall’aprile 2008 al gennaio 2009. Il debito complessivo della Girgenti acque ammonterebbe dunque quasi a 15 milioni di euro. (da agrigentoflash.it)

Girgenti Acque: un’istanza di fallimento anche da Siciliacque

Ormai attorno a Girgenti acque la morsa si stringe. Quattro istanze di fallimento in poco tempo. Le ultime da parte di Siciliacque per un insoluto di 12 milioni di euro, e una dal Consorzio Tre Sorgenti per circa due milioni e trecentomila euro. Sono cifre che superano i 15 milioni di euro, se si considera l’ulteriore esposizione debitoria nei confronti dell’Eas, nell’attività di affiancamento del personale dell’ente al proprio, dall’aprile 2008 al gennaio 2009. Ma non è tutto. Il Voltano, che detiene circa il 20% delle azioni di Girgenti Acque, avrebbe una perdita di esercizio pari ad oltre un milione e mezzo di euro. La Acoset, società che partecipa a Girgenti Acque per circa il 40% ha chiuso l’esercizio finanziato 2007 con costi di produzione superiori ai ricavi per quasi un milione di euro, e con crediti vantati per circa 17 milioni, debiti verso banche e fornitori per 14 milioni di euro. Tutto questo, se suffragato dagli accertamenti giudiziari,portereb be ad escludere la capacità dei soci di ricapitalizzare Girgenti Acque. Per il deputato regionale del Pd, Giovanni Panepinto, non c’è altra scelta che il commissariamento. “Il governo invii, immediatamente, un commissario a Girgenti Acque per verificare lo stato economico finanziario della società, e garantisca l’erogazione idrica”. Lo chiede con un’interrogazione al presidente della Regione. “Da tempo – sottolinea Panepinto – sono noti i problemi economici della società, che dovrebbe gestire il servizio idrico integrato dell’intera provincia. Ora, ‘Sicilacque’ ha presentato un’istanza di fallimento nei confronti di ‘Girgenti acque’ per un importo di circa 12 milioni di euro, un credito che si aggiunge al milione e trecento mila euro vantati dal ‘Consorzio Tre sorgenti’. La situazione, insomma, – continua il parlamentare – è divenuta insostenibile. Non si può quindi rinviare – conclude – l’invio di un commissario che verifichi la situazione e gestisca l’emergenza della condizione idrica nella provincia venutasi a creare nonostante l’enorme portata d’acqua esistente”. (da agrigentoflash.it)

Cosa accadrà nella nostra provincia di Agrigento? Cosa accadrà a Sciacca?

Staremo a vedere…la sensazione è che quest’acqua la pagheremo cara… molto cara.

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