Istanze di fallimento contro Girgenti Acque: fà acqua da tutte le parti

giugno 25, 2009 · Posted in Articoli 

H2OTre Sorgenti, istanza di fallimento contro Girgenti Acque

Il Consorzio Acquedotto Tre sorgenti di Canicattì, attraverso il suo legale Luigi Restivo, ha presentato istanza di fallimento al tribunale di Agrigento nei confronti della Girgenti Acque. Tale società, che gestisce il servizio idrico per la Provincia di Agrigento, sarebbe debitrice nei confronti del Consorzio di 2.269.151,59 euro. E’ la seconda istanza fallimentare proposta dal Tre Sorgenti, cui sono consorziati i Comuni di Campobello di Licata, Canicattì, Grotte, Licata, Palma di Montechiaro, Racalmuto e Ravanusa. “Il mancato pagamento delle somme e l’attuale ritardo nei successivi pagamenti – come si legge nell’istanza fallimentare – si inserisce in un chiaro disegno che tende alla definitiva eliminazione del Consorzio Tre sorgenti dal processo di gestione delle risorse idriche. Ma il comportamento assunto dalla Girgenti acque, dimostra altresì inequivocabilmente lo stato d’insolvenza della società e la sua incapacità di adempiere con regolarità alle obbligazioni assunte”. Queste tesi, secondo Restivo, sarebbero avvalorate altresì da quanto succede quotidianamente in tutti i centri della provincia di Agrigento. Dall’istanza emerge che “nelle ultime settimane inoltre, la Girgenti acque ha preferito approvvigionare la città di Agrigento utilizzando in modo massiccio il dissalatore di Porto Empedocle, gestito da una delle società che partecipa al suo stesso capitale sociale, con costi più che doppi, invece di acquistare da Siciliacque o da altri soggetti l’acqua sorgentizia che ha un costo notevolmente inferiore”. Con la Sicilia acque l’esposizione debitoria ammonterebbe a quasi 10 milioni di euro. Con l’EAS sarebbe superiore ad un milione di euro, per gli oneri che la Girgenti acque aveva assunto con l’affiancamento del personale al proprio, dall’aprile 2008 al gennaio 2009. Il debito complessivo della Girgenti acque ammonterebbe dunque quasi a 15 milioni di euro. (da agrigentoflash.it)

Girgenti Acque: un’istanza di fallimento anche da Siciliacque

Ormai attorno a Girgenti acque la morsa si stringe. Quattro istanze di fallimento in poco tempo. Le ultime da parte di Siciliacque per un insoluto di 12 milioni di euro, e una dal Consorzio Tre Sorgenti per circa due milioni e trecentomila euro. Sono cifre che superano i 15 milioni di euro, se si considera l’ulteriore esposizione debitoria nei confronti dell’Eas, nell’attività di affiancamento del personale dell’ente al proprio, dall’aprile 2008 al gennaio 2009. Ma non è tutto. Il Voltano, che detiene circa il 20% delle azioni di Girgenti Acque, avrebbe una perdita di esercizio pari ad oltre un milione e mezzo di euro. La Acoset, società che partecipa a Girgenti Acque per circa il 40% ha chiuso l’esercizio finanziato 2007 con costi di produzione superiori ai ricavi per quasi un milione di euro, e con crediti vantati per circa 17 milioni, debiti verso banche e fornitori per 14 milioni di euro. Tutto questo, se suffragato dagli accertamenti giudiziari,portereb be ad escludere la capacità dei soci di ricapitalizzare Girgenti Acque. Per il deputato regionale del Pd, Giovanni Panepinto, non c’è altra scelta che il commissariamento. “Il governo invii, immediatamente, un commissario a Girgenti Acque per verificare lo stato economico finanziario della società, e garantisca l’erogazione idrica”. Lo chiede con un’interrogazione al presidente della Regione. “Da tempo – sottolinea Panepinto – sono noti i problemi economici della società, che dovrebbe gestire il servizio idrico integrato dell’intera provincia. Ora, ‘Sicilacque’ ha presentato un’istanza di fallimento nei confronti di ‘Girgenti acque’ per un importo di circa 12 milioni di euro, un credito che si aggiunge al milione e trecento mila euro vantati dal ‘Consorzio Tre sorgenti’. La situazione, insomma, – continua il parlamentare – è divenuta insostenibile. Non si può quindi rinviare – conclude – l’invio di un commissario che verifichi la situazione e gestisca l’emergenza della condizione idrica nella provincia venutasi a creare nonostante l’enorme portata d’acqua esistente”. (da agrigentoflash.it)

Cosa accadrà nella nostra provincia di Agrigento? Cosa accadrà a Sciacca?

Staremo a vedere…la sensazione è che quest’acqua la pagheremo cara… molto cara.

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