Sciacca, Depurazione non dovuta
Torna prepotentemente a farsi sentire la vicenda Girgenti Acque. In realtà la questione non era mai scomparsa dalle principali notizie di cronaca dato che, specie nelle aree balneari, l’acqua non arriva o arriva di rado, l’ufficio preposto dalla società è assolutamente inadeguato alle necessità degli utenti e inoltre, ma non per ultimo, spesso il prezioso oro blu giunge nelle nostre case non propriamente nella sua versione più splendida ma nella sua brutta copia sbiadita poiché l’acqua assume gradazioni di colore che vanno dal marrone al giallognolo.
Negli ultimi giorni sono arrivate le nuove bollette della Girgenti Acque. Ed è bene, per chiarezza e precisione, fare subito un doveroso distinguo. Stanno arrivando tanto le bollette comprendenti il canone fisso 2009 le quali scadono il 29 giugno e che vanno regolarmente pagate quanto i “preavvisi di distacco” che si riferiscono alle bollette non pagate dall’utenza, quelle che ancora avevano tra le voci il canone di depurazione e che scadevano lo scorso 28 gennaio per le quali si doveva e si dovrà attendere che Girgenti Acque le ritiri e le riconsegni ai cittadini senza gli illegittimi canoni di depurazione come, del resto, la stessa società aveva promesso e sbandierato alcuni mesi fa.
A tal riguardo l’associazione di promozione sociale L’AltraSciacca che da tempo segue la vicenda è stata chiara e continua a consigliare questa linea a tutti gli utenti.
Naturalmente il quadro che delinea Giuffrida, l’amministratore delegato della società, è diametralmente opposto: parla di un servizio nettamente migliorato, di disservizi praticamente scomparsi dallo scenario cittadino, osserva come non vi siano più perdite idriche e come l’acqua giunga sostanziosa e regolare presso tutta l’utenza, compreso nelle zone balneari, dice che l’ufficio sarà potenziato nel giro di poche settimane e che aumenteranno i giorni preposti al ricevimento degli utenti, inoltre, forse la cosa più importante, appura come quelle bollette contestate poiché ancora provviste dei canoni di depurazione vadano pagate subito in quanto la normativa è cambiata e la società non è più obbligata né a ritirarle né a riformularle né a rimandarle.
In effetti la legge è cambiata, il Parlamento, con un colpo di spugna, è venuto in soccorso della stragrande maggioranza dei comuni d’Italia per salvarli dall’onta dei rimborsi e contestualmente dalla bancarotta. La legge citata da Giuffrida è la n.13/2009 la quale ribalta sostanzialmente la famosa sentenza della Corte Costituzionale (sentenza n.335/2008, la quale appurava l’illegittimità dei canoni di depurazione) e obbliga i cittadini a pagare i canoni di depurazione anche in assenza del depuratore purchè lo stesso sia stato almeno già progettato (come nel caso di Sciacca in cui i lavori per la sua realizzazione sono in itinere da mesi).
L’AltraSciacca e il suo Presidente Pietro Mistretta affermano però che “per i canoni pregressi il rimborso è dovuto, anche se in maniera parziale in quanto Giuffrida e l’ATO Idrico dimenticano che la legge in questione, la n.13/2009, produce effetti soltanto dalla data della sua pubblicazione, avvenuta lo scorso 28 febbraio. Le bollette contestate di Girgenti Acque sono state invece emesse il 30 dicembre del 2008 ed hanno scadenza 28 gennaio 2009, quindi prima dell’approvazione della Legge n.13/2009. I canoni di depurazione richiesti in quelle fatture rientrano dunque nel conteggio di quelli pregressi, per i quali la stessa legge prevede il rimborso, anche se parziale. Infatti la legge n.13/2009 prevedeva che il CO.VI.RI. (Comitato di vigilanza Risorse idriche) e il ministero dell’Ambiente stabilissero entro due mesi i parametri per l’attuazione degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n.335/2008 al fine di determinare l’incidenza dei costi degli impianti di depurazione a seconda degli stati di avanzamento. Ad oggi nessun regolamento attuativo è stato emanato. Inoltre la stessa legge impone, entro 120 giorni dalla pubblicazione della legge, all’ATO Idrico e ai gestori del servizio, di quantificare l’importo dei rimborsi tenendo conto degli oneri fin a quel momento sostenuti ed obbliga gli stessi a fornire all’utenza le informazioni relative al consuntivo delle spese da sostenere, nonché dei tempi di realizzazione degli impianti. Non essendo possibile, allo stato attuale, a causa del ritardo del CO.VI.RI. e del Ministero dell’Ambiente, quantificare ed estrapolare la parte dovuta dagli importi complessivi indicati, anche nella bolletta Girgenti Acque del 28/01/2009, i canoni di depurazione rimangono, a nostro avviso, nel complesso ancora non dovuti.”
Sicuramente il sindaco Vito Bono e la sua giunta dovranno far fronte a questo problema e fare il possibile per appianarlo.
Infatti manca sicuramente nella vicenda l’informazione. I cittadini, quando è lecito, hanno il dovere di pagare. Gli stessi cittadini hanno però il sacrosanto diritto di venire debitamente informati nel dettaglio di quello che accade in merito alla questione.
E’ un dato di fatto che i cittadini saccensi, ma non solo, siano stufi di una situazione che si protrae da molto tempo e che va anche al di là della mera questione delle bollette. In molti ne fanno una battaglia di principio, ideologica, ossia l’acqua, bene primario ed essenziale per la vita di tutti, non può e non deve essere privatizzato, non può essere ridotto alla stregua di una merce e così fare arricchire, attraverso gli utili, pochi individui e gestori ma deve tornare ad essere gestito dall’ente pubblico. Le oltre 5000 firme raccolte dal comitato “Sciacca per l’acqua” muovono perfettamente in questa direzione e Vito Bono, dalle pagine del nostro giornale, ha promesso che si sarebbe schierato al fianco dei sindaci ribelli, quelli dei comuni dell’hinterland che da mesi lottano per la ripubblicizzazione dell’acqua e per un servizio migliore.
Se a questo quadro aggiungiamo il fatto che gli utenti per poter effettuare un nuovo allaccio debbono attendere dai quattro ai cinque mesi, presentare una documentazione infinita e pagare una cifra non certo abbordabile, specie in questo periodo di crisi e recessione economica, comprendiamo bene che la situazione non è di certo delle migliori.
Ad un anno dall’insediamento di Girgenti Acque a Sciacca non è stato ancora possibile prendere visione del famoso Piano d’Ambito e cosa, di conseguenza, molto significativa, ancora nessuno è stato in grado di dare risposta ad una semplice domanda: “quanto costerà l’attuale gestione del servizio idrico? È vero che i costi prima duplicheranno e poi triplicheranno?”
Chi tace, acconsente.
Calogero Parlapiano - tratto da “Controvoce”
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