Cura e tutela del verde pubblico. A Sciacca parte il “social green”
“Social green”. È il nome della campagna di sensibilizzazione ambientale e di cura del verde pubblico promossa dall’Assessore Ignazio Piazza di concerto con il sindaco Vito Bono.
“L’Amministrazione comunale – spiega l’assessore Ignazio Piazza – intende coinvolgere i commercianti, gli imprenditori, le associazioni, gli enti, le scuole, le organizzazioni di categoria, tutti i cittadini nella cura e nella tutela del verde pubblico e, perché no, anche nella realizzazione di nuovi spazi a verde”. “I commercianti del centro storico – continua l’Assessore Ignazio Piazza – potrebbero ad esempio adottare un’aiuola a beneficio della città e anche a proprio vantaggio. L’idea è quella che ogni commerciante si prenda cura di uno spazio a verde occupandosi della sistemazione, manutenzione e vigilanza in accordo con i tecnici dell’Assessorato al Verte Pubblico, Ville e Giardini. In cambio avranno un ritorno di immagine. Nell’aiuola adottata potranno, infatti, apporre un cartello con l’intestazione della propria ditta con la pubblicizzazione dell’iniziativa a favore del verde pubblico”. “La campagna di sensibilizzazione – dice l’assessore Ignazio Piazza – è rivolta a chiunque sia animato da buona volontà, dall’amore per Sciacca e dal desiderio di fare qualcosa di utile per la Città. Non a caso abbiamo voluto chiamare quest’iniziativa con il termine inglese ‘social green’ che letteralmente significa ‘verde sociale’. L’obiettivo è quello di promuovere un’azione collettiva partecipata per migliorare la qualità della vita dei nostri quartieri e del nostro centro storico, per renderli ancora più verdi, più curati e più accoglienti”.
Israele (e Italia)…spesso la storia è a senso unico
Dopo la cancellazione della nakba dai libri di scuola, ecco la propaganda anti palestinese
Non c’è pace tra gli ulivi è un proverbio abusato, ma che in Terra Santa torna purtroppo sempre d’attualità. In un momento in cui l’aspetto militare del conflitto vive un momento di stasi, ecco un’impennata della tensione interna alla società israeliana.Una vera crociata. L’ultima trovata del ministro degli Esteri di Tel Aviv, Avigdor Lieberman, sempre più lanciato nella sua crociata contro gli arabo israeliani (palestinesi che dopo il 1948 non hanno abbandonato le loro case diventando cittadini israeliani) è un colpo doppio alla storia. Prima ha spinto il ministro dell’Istruzione d’Israele, Gideon Saar, a cancellare la nakba, la catastrofe, come i palestinesi chiamano la nascita dello Stato d’Israele, nei loro libri di storia. Poi, per rincarare la dose, ha annunciato attraverso un portavoce che venga inviata a tutte le delegazioni diplomatiche israeliane nel mondo una copia della foto che ritrae il dittatore nazista Adolf Hitler e il Gran Muftì di Gerusalemme Haji Amin al-Husseini, scattata a Berlino a novembre del 1941. Al-Husseini era un nazionalista palestinese che, durante la Seconda Guerra mondiale, quando la vittoria delle potenze dell’Asse sembrava scontata, si recò da Hitler per ottenere garanzie sulla futura indipendenza degli arabi e sul fatto che non sarebbe mai stata concessa la nascita di uno stato ebraico in Palestina.Le mani sulla storia. ”E’ importante che il mondo conosca la storia”, ha dichiarato un portavoce di Lieberman.L’iniziativa, con la richiesta per i diplomatici israeliani di dare la massima pubblicità alla foto nelle occasioni pubbliche, arriva dopo che la scorsa settimana il governo Usa aveva chiesto a quello israeliano di fermare la costruzione di venti appartamenti di coloni presso lo Shepherd Hotel di Gerusalemme est, un tempo di proprietà dello stesso al-Husseini. Personaggio, quest’ultimo, per lo meno discutibile. Ma non si fa un favore alla pace o alla storia estrapolando quella foto da un contesto che vedeva Hitler combattere gli inglesi, potenza coloniale in quel mentre in Palestina, e la Germania nazista possibile nuova padrona della Terra Santa. Al-Husseini non è difendibile, ma lo è ancor meno l’uso strumentale di quella foto 58 anni dopo i fatti e facendo di al-Husseini la sineddoche di tutti gli arabi.La politica di Lieberman è sempre più esplicita in chiave anti araba. Sono più di un milione i cittadini israeliani di origine palestinese e, dal suo insediamento, il leader xenofobo non perde occasione per attaccarli e, secondo alcuni, per spingerli ad abbandonare il Paese. Quello che segue è il dossier di PeaceReporter, che raccoglie tutti gli articoli sulla questione che alcuni già chiamano pulizia etnica. Come lo storico Ilan Pappé, del quale ripubblichiamo una recente intervista.
Christian Elia
ROMA – Tombe fenicie a Villa Certosa? Berlusconi ne parla nelle registrazioni dei suoi colloqui con l’escort Patrizia D’Addario a Palazzo Grazioli e la questione si è spostata sul terreno della tutela dei beni culturali mentre l’avvocato del premier Niccolò Ghedini ne smentisce recisamente l’esistenza.La denuncia. E arriva anche un esposto-denuncia alla procura della Repubblica di Roma, al comando generale dei carabinieri dei beni culturali e, per conoscenza, al ministro dei Beni culturali: a presentarlo è l’Osservatorio internazionale archeomafie. Lo rende noto il presidente, Maurizio Montalto. Anche la politica non rimane indifferente grazie ad un’interrogazione dell’Italia dei Valori.
Domani presentazione di “Babbaluci” a Joppolo Giancaxio
“Babbaluci”, presentazione e proiezione del film “social budget low-cost”
venerdì 31 luglio in Piazza Umberto a Joppolo Giancaxio
Sarà presentato questo fine settimana “Babbaluci”, il film umoristico scritto e diretto da Raimondo Moncada con al centro le corna e il gossip popolare sul tradimento coniugale alla siciliana. Il lungometraggio sarà proiettato a Joppolo Giancaxio (dove sono state girate le riprese esterne) nell’ambito dell’Estate Joppolese 2009, il cartellone di eventi promosso e organizzato dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Lo Dico. L’appuntamento è per venerdì prossimo, 31 luglio 2009 alle ore 21 in Piazza Umberto Primo.
“Babbaluci”, che ha una durata di un’ora, è una produzione dell’Associazione “Emanuela Loi” di Agrigento. Il film – scherza ma non troppo l’autore – non potendo contare sulle milionarie risorse di Hollywood è stato realizzato con la formula del ‘social budget’, ancora più chiaramente con il sistema del ‘budget low-cost partecipato’ ovvero è stato prodotto in amicizia contando sul gratuito apporto di tecnici, musicisti e di circa cento attori e figuranti non professionisti della provincia di Agrigento che di mestiere fanno ben altro: imprenditori, impiegati comunali, dipendenti provinciali, insegnanti, rappresentanti delle forze dell’ordine, rappresentanti farmaceutici, assistenti sociali, pasticcieri, studenti universitari, pensionati, casalinghe, disoccupati.
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Sciacca, tutto pronto per il Premio Nazionale di Letteratura “Vincenzo Licata”

Ormai è tutto pronto per l’atto finale della prima edizione del Premio Nazionale di Letteratura e Poesia “Vincenzo Licata – Città di Sciacca”. La giuria presieduta dal prof Giuseppe Corallino e composta inoltre dal prof Enzo Puleo, dall’editore Gianmarco Aulino, dal giornalista Raimondo Moncada e dal critico d’arte Tanino Bonifacio, dopo lunghi ed esaustivi approfondimenti, ha scelto le opere e gli autori migliori i quali porteranno a casa i premi messi in palio dall’organizzazione dell’evento. La serata conclusiva del Premio è prevista per sabato 1 agosto a partire dalle ore 19,30 presso l’ex chiesa S.Margherita sita in piazza Carmine. Tutti coloro che hanno partecipato, a prescindere che abbiano vinto o meno, tutti gli amanti della cultura, della letteratura, della poesia e del poeta Licata sono invitati sin da adesso a prendere parte della manifestazione. La serata conclusiva sarà presentata dai giornalisti Raimondo Moncada e Giusy Di Giovanna. Protagonisti saranno, oltre ai vincitori e ai partecipanti del Premio, tutti i membri della giuria. Il convegno sulla figura del poeta Vincenzo Licata e l’atto della premiazione saranno intermezzate dalla presenza di un prestigioso duo musicale, il Duo Entr’Acte, formato da Ester Prestia al flauto traverso e da Maurizio La Rocca alla chitarra classica che si esibiranno con alcuni pezzi tratti dal repertorio classico mentre gli attori Pippo Graffeo e Paola Caracappa si alterneranno nel recitare le opere risultate vincitrici dell’evento. Il Premio è stato organizzato e portato avanti dall’Associazione di promozione sociale L’AltraSciacca che, per la prima edizione e per la serata conclusiva, ha ottenuto il patrocinio del comune di Sciacca e dell’assessorato dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione della Regione Sicilia, ed inoltre si è avvalsa della preziosa e fattiva collaborazione della banca di Credito Cooperativo Sambuca di Sicilia, della Cooperativa fra i Pescatori di Sciacca presieduta dal dott. Nino Randazzo, del Circolo Nautico Il Corallo “Mimmo Marchica” nelle persone soprattutto del presidente Giovanni Palagonia e del direttore sportivo Angelo Roscigno e della gioielleria Nocito dei fratelli Di Giovanna che ha fornito il superpremio finale costituito da un ramo di corallo inserito all’interno di una campana di vetro e che sarà attribuito all’opera migliore in assoluto pervenuto a questa prima edizione del Premio. La direzione del Premio inoltre ci tiene a ringraziare in particolar modo Giuseppe Piazza curatore del sito www.vincenzolicata.it , il prof Enzo Porrello per l’attenzione dimostrata verso questa importante iniziativa culturale e tutta la redazione di ControVoce così vicina ed attenta ad un evento che ha avuto respiro nazionale. Sono state tantissime le opere infatti pervenute dal centro e dal nord Italia, oltre che dalla Sicilia, significato che, seppure alla prima edizione, il premio è stato particolarmente seguito ed apprezzato da tutti gli amanti della parola poetica. Alla serata sono state invitate naturalmente tutte le autorità cittadine e gli eredi del poeta Vincenzo Licata che hanno dato all’associazione L’AltraSciacca l’autorizzazione e l’esclusiva in merito all’organizzazione di questo premio. All’evento prenderà parte anche il dott.Francesco Verderame, presidente della Lilt, il quale accettando l’invito degli organizzatori, interverrà per un saluto e per promuovere una raccolta fondi a sostegno della Lilt da portare avanti tra i presenti alla serata. Un momento importante per veicolare la solidarietà e la generosità della gente verso una tematica tanto delicata e complessa, un motivo in più per partecipare in tanti e non mancare.
Il poeta Vincenzo Licata ha lasciato una traccia indelebile attraverso i suoi innumerevoli scritti, una traccia che non si finisce mai di apprezzare ed ammirare. Oltre al premio a lui dedicato, L’AltraSciacca si è fatto promotrice di altre due iniziative correlate e che speriamo ben presto possano andare in porto e venire finalmente alla luce, ossia la collocazione della statua del poeta realizzata dal maestro Filippo Prestia e l’intitolazione di una via a perenne memoria del nostro illustre concittadino. Inoltre, in un futuro non troppo lontano, non sarebbe male rispolverare, riportare a nuova luce e ripubblicare la preziosissima Opera Omnia la quale raccoglie tutte le poesie del poeta e che era stata già pubblicata in prima edizione una diecina di anni fa andando letteralmente a ruba. Sarebbe tutti questi ottimi segnali di una città che non perde la memoria di quello che è stato e di quello che è: un borgo marinaro tra i più belli della Sicilia, un borgo magistralmente racconto per anni dalla penna ora romantica ora sarcastica del nostro amato poeta Vincenzo Licata.
Acqua, i consumi di cui non ci accorgiamo – Abruzzo, cronaca di una morte annunciata
I consumi di cui non ci accorgiamo. Quanta acqua serve per produrre beni ed oggetti d’uso comune
Torno sul waterfootprint, il consumo di acqua necessari per produrre i beni e gli oggetti più comuni. Consumi enormi, lo ricorderete: 15.000 litri d’acqua per un chilo di carne bovina, 300 litri per un bicchiere di birra e via dicendo. Ho trovato informazioni del genere relative ad altri oggetti, dall’automobile all’acciaio, dal cemento ai jeans. Ed è bene ricordare che siamo sull’orlo di una “crisi dell’acqua”: i consumi crescono, miliardi di persone non hanno acqua a sufficienza ma il genere umano già sfrutta metà dell’acqua dolce disponibile. Volete sapere quanta acqua ci vuole per fabbricare un’auto? Venite. Ebbene, per costruire un’automobile servono circa 150.000 litri d’acqua. Non è chiaro se questa quantità comprende anche gli pneumatici, per ciascuno dei quali ne servono circa 500 litri. Un paio di jeans: solo per crescere il cotone, 6.800 litri d’acqua. Per crescere il cotone necessario a fabbricare una maglietta, 1.500 litri circa. Solo per il cotone: il procedimento di tintura e tutto il resto, qui, non è stato calcolato. Per un asse di legno da costruzione, servono quasi 19 litri. Un litro di pittura, 13 litri d’acqua. Per fabbricare una bottiglietta di plastica in cui si compra l’acqua ne sono stati consumati altri quattro litri, o poco meno.Servono 235.000 litri d’acqua per produrre una tonnellata di acciaio; 5.100 litri per una tonnellata di cemento. Sono solo degli esempi.L’acqua secondo me è un problema troppo trascurato. Siamo già al “picco dell’acqua” e l’estrazione d’acqua d’ora in poi non potrà che diminuire: certo possiamo risparmiare acqua nella vita quotidiana. Ma mi piacerebbe che anche le decisioni sull’assetto della vita collettiva fossero impostate su un uso più saggio dell’acqua.
Da Treehugger i consumi di cui non ci accorgiamo. Quanta acqua serve per produrre beni ed oggetti di uso comune
Abruzzo : cronaca di una morte annunciata
Luglio 19, 2009
Se prendete la strada da Roma verso nord o sud e vi fate 150 chilometri, lo stacco ambientale , il cambio di epoca non lo trovate. Se invece ve li fate verso est passate il Gran Sasso vi capita di entrare in epoche lontane come succede in pochi posti in Italia. Incontrate paesini “dipinti” sui monti, transumanze e pastori a frotte , cafoni di Silone che ancora si inchinano ai preti ed ai maggiorenti del paese, operai che ancora parlano di scuola serale e sindacato con lo sfilatino con la frittata di peperoni e la bottiglia di vino rosso seduti per terra in fila per uno, giovani con sul viso disegnato un bel paio di cerchi rossi sulle guancie e non sono pagliacci, ma salute vento e formaggio buono, anzi formaggio vero. Vecchi vestiti con mantelli neri e seduti sui sagrati delle chiese a parlare ancora di raccolti e si tolgono il cappellone nero quando passi perché sei teoricamente appartente ai maggiorenti, quel modo antico di sentire le differenze di classe ed i mestieri. Sono stato sabato in Abruzzo nei 50 chilometri intorno a L’Aquila ed ho parlato con la gente vera , quella in carne ed ossa, non con i figuranti e le comparse che sbraitano per una foto col silvio.




















