Vittime della strada, vittime delle parole

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Articoli

ss115Spesso siamo costretti a confrontarci con una tematica molto intricata e di difficile risoluzione quale quella della sicurezza stradale in particolar modo dei principali snodi che permettono l’accesso o l’uscita da Sciacca. Non più tardi di una settimana fa abbia pianto un’altra vittima della strada, il nostro giovane concittadino Vincenzo Burzotta il quale ha perso la vita lungo la statale 115 nei pressi della nota località balneare di San Giorgio. Quali risposte potranno dare gli enti interessati alle famiglie di tutti le vite spezzate dalle nostre strade sarà solo il tempo a poterlo stabilire. Sappiamo solo che un’altra giovane donna si ritrova da sola e una piccola creatura crescerà senza l’apporto e la guida della figura paterna. Quali risposte e quali soluzioni? Ce lo ripetiamo tutte le volte che una tragedia scuote le nostre vite e le nostre coscienze ma non basta, non ci può e non ci deve bastare poiché si tratta di argomenti di pubblico interesse, si tratta di questioni che debbono essere risolte con priorità assoluta poiché non si può fare finta di nulla, perché potrebbe capitare a chiunque di subire una perdita in un incidente e non si deve sempre demandare agli altri quello di cui ci possiamo fare promotori in prima persona. Con una lettera scritta ai vertici dell’Anas Sicilia l’attuale sindaco di Sciacca Vito Bono ha giustamente e celermente chiesto “di verificare con scrupolo e urgenza le condizioni della statale 115 al fine di garantire la sicurezza e l’incolumità di tanti automobilisti e di conformare alle nuove normative di legge sulla sicurezza stradale i cavalcavia, i ponti, i viadotti le gallerie che risultano privi della necessaria illuminazione e di appropriata segnaletica”.

Naturalmente è fuor di dubbio che ogni utente della strada debba comportarsi sempre con criterio lungo il circuito stradale e non trasformare una via in una pista, è fuor di dubbio che tutti dovremmo attenerci alle regole del codice della strada non eccedendo nella velocità o nel consumo di bevande alcoliche, è altrettanto fuor di dubbio che una tragedia, frutto dell’imponderabile e del destino, possa sempre accadere e frapporsi nelle nostre vite ma quanta sufficienza, quante mancanze da parte di coloro che da decenni promettono delle strade più consone, più sicure, più degne. L’Anas, la provincia di Agrigento, la Regione Sicilia, gli assessorati ed enti preposti non possono giocare sulla vita della gente, non si può e non è possibile fare propaganda politica sulla pelle delle persone, non è tollerabile ascoltare ancora promesse non mantenute sulla questione. La misura è colma, è colma per la gente, è colma per le famiglie di tutte le vittime della strada, è colma da tempo. Adesso è il momento di intervenire, di dar seguito allo sgomento e all’indignazione che fuoriesce solamente dopo una tragedia e un morto, è il momento di dare seguito a tutte quelle parole che vengono versate, più o meno, a proposito durante le campagne elettorali, fin dalla notte dei tempi.
Con una mano si mette e con l’altra si toglie, e questo alla sicurezza stradale non fa bene.
Nel disegno di legge sul nuovo codice della strada in discussione in Parlamento da un lato s’interviene sull’abuso di alcol e droghe inasprendo le pene, mentre dall’altro si parla di elevare i limiti di velocità in autostrada (da 130 a 150), ma solo dove è presente il Tutor (l’unico strumento ammortizzante che ha dato risultati tangibili): nei tratti in cui è entrato in vigore i morti sono calati del 50%.
Anche per il nostro circuito cittadino occorre fare meglio e di più, e non stiamo parlando solamente delle buche che sempre si alterneranno lungo le nostre vie ma stiamo parlando di intere contrade abbandonate al loro destino, di zone scarsamente o per nulla illuminate e lasciate alla speranza che mai nulla di grave accada, stiamo parlando di tutte le zone di accesso al mare, spesso franose e ridotte ad un colabrodo. E ancora. Le due gallerie, tra le quali la famigerata galleria Belvedere, che collegano una parte della città con l’altra, soprattutto con la zona balneare del Sovareto o del castello Incantato spesso versano in condizioni preoccupanti, soprattutto per quanto concerne l’illuminazione, proprio adesso che risultano essere parecchio trafficate sia perché siamo nella stagione più movimentata sia perché la gran parte del traffico veicolare si sposta su queste bredelle stradali a causa dei lavori che stanno interessando da mesi l’area nei pressi del nuovo ospedale, area che dovrebbe essere dotata di nuovi accessi, svincoli e cavalcavia. E’ chiaro che per molti di questi problemi il comune di Sciacca può fare soltanto da pungolo verso gli organi competenti, è chiaro che i dissesti economici che fanno capolino in tutti gli enti della Sicilia sono gravi e pesanti, è chiaro che si continuerà a morire per distrazione, per incoscienza o per caso ma non potrà essere ancora accettabile morire per la fatiscenza delle arterie stradali comunali, provinciali e statali, e soprattutto non potrà essere possibile morire ancora di parole buttate al vento, di dichiarazioni buttate lì sull’ondata del momento: occorrono nuove barriere di protezione, efficiente illuminazione, segnaletica opportuna sia verticale che orizzontale, occorrono i fatti, la concretezza e le decisioni. Di parole ne abbiamo ascoltate tante. Troppe.

Calogero Parlapiano – tratto da “ControVoce”

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