Israele (e Italia)…spesso la storia è a senso unico
Dopo la cancellazione della nakba dai libri di scuola, ecco la propaganda anti palestinese
Non c’è pace tra gli ulivi è un proverbio abusato, ma che in Terra Santa torna purtroppo sempre d’attualità. In un momento in cui l’aspetto militare del conflitto vive un momento di stasi, ecco un’impennata della tensione interna alla società israeliana.Una vera crociata. L’ultima trovata del ministro degli Esteri di Tel Aviv, Avigdor Lieberman, sempre più lanciato nella sua crociata contro gli arabo israeliani (palestinesi che dopo il 1948 non hanno abbandonato le loro case diventando cittadini israeliani) è un colpo doppio alla storia. Prima ha spinto il ministro dell’Istruzione d’Israele, Gideon Saar, a cancellare la nakba, la catastrofe, come i palestinesi chiamano la nascita dello Stato d’Israele, nei loro libri di storia. Poi, per rincarare la dose, ha annunciato attraverso un portavoce che venga inviata a tutte le delegazioni diplomatiche israeliane nel mondo una copia della foto che ritrae il dittatore nazista Adolf Hitler e il Gran Muftì di Gerusalemme Haji Amin al-Husseini, scattata a Berlino a novembre del 1941. Al-Husseini era un nazionalista palestinese che, durante la Seconda Guerra mondiale, quando la vittoria delle potenze dell’Asse sembrava scontata, si recò da Hitler per ottenere garanzie sulla futura indipendenza degli arabi e sul fatto che non sarebbe mai stata concessa la nascita di uno stato ebraico in Palestina.Le mani sulla storia. ”E’ importante che il mondo conosca la storia”, ha dichiarato un portavoce di Lieberman.L’iniziativa, con la richiesta per i diplomatici israeliani di dare la massima pubblicità alla foto nelle occasioni pubbliche, arriva dopo che la scorsa settimana il governo Usa aveva chiesto a quello israeliano di fermare la costruzione di venti appartamenti di coloni presso lo Shepherd Hotel di Gerusalemme est, un tempo di proprietà dello stesso al-Husseini. Personaggio, quest’ultimo, per lo meno discutibile. Ma non si fa un favore alla pace o alla storia estrapolando quella foto da un contesto che vedeva Hitler combattere gli inglesi, potenza coloniale in quel mentre in Palestina, e la Germania nazista possibile nuova padrona della Terra Santa. Al-Husseini non è difendibile, ma lo è ancor meno l’uso strumentale di quella foto 58 anni dopo i fatti e facendo di al-Husseini la sineddoche di tutti gli arabi.La politica di Lieberman è sempre più esplicita in chiave anti araba. Sono più di un milione i cittadini israeliani di origine palestinese e, dal suo insediamento, il leader xenofobo non perde occasione per attaccarli e, secondo alcuni, per spingerli ad abbandonare il Paese. Quello che segue è il dossier di PeaceReporter, che raccoglie tutti gli articoli sulla questione che alcuni già chiamano pulizia etnica. Come lo storico Ilan Pappé, del quale ripubblichiamo una recente intervista.
Christian Elia
ROMA – Tombe fenicie a Villa Certosa? Berlusconi ne parla nelle registrazioni dei suoi colloqui con l’escort Patrizia D’Addario a Palazzo Grazioli e la questione si è spostata sul terreno della tutela dei beni culturali mentre l’avvocato del premier Niccolò Ghedini ne smentisce recisamente l’esistenza.La denuncia. E arriva anche un esposto-denuncia alla procura della Repubblica di Roma, al comando generale dei carabinieri dei beni culturali e, per conoscenza, al ministro dei Beni culturali: a presentarlo è l’Osservatorio internazionale archeomafie. Lo rende noto il presidente, Maurizio Montalto. Anche la politica non rimane indifferente grazie ad un’interrogazione dell’Italia dei Valori.
Nella denuncia si chiede alle autorità, una volta verificata la fondatezza delle circostanze segnalate, di “valutare se ricorrano ipotesi di reato” , di individuare “i responsabili dello stesso e adottare tutti gli atti persecutori sanzionatori del caso nei confronti degli stessi. Valuti altresì se ricorrono i presupposti per disporre il sequestro dei beni e ne compia gli atti consequenziali”.La smentita. “Un’altra miserabile storia” la definisce Niccolò Ghedini, legale di Silvio Berlusconi: “Mai – afferma Ghedini in una nota – il presidente Berlusconi potrebbe aver parlato del ritrovamento di 30 tombe fenicie nel suo parco, perchè mai nulla di simile si trova o è stato rinvenuto nell’area di Villa Certosa”. Un’area, afferma, già “oggetto di un minuzioso accertamento dell’autorità giudiziaria conclusosi poco tempo”. In ogni caso, aggiunge l’avvocato, “qualsiasi ulteriore controllo in merito potrà essere eseguito in qualsiasi momento”.La polemica politica. E continua anche la polemica politica. Il vicepresidente del gruppo dell’Italia dei Valori del Senato, Fabio Giambrone, e il senatore Giuseppe Caforio, hanno presentato un’interrogazione rivolta al ministro della Cultura e al premier per avere chiarimenti sul ritrovamento delle tombe. “Il ministro per i Beni culturali è a conoscenza del fatto che nella villa La Certosa, la residenza sulla costa sarda di proprietà del presidente del Consiglio Berlusconi, sono state ritrovate una trentina di tombe fenicie? E se ne è a conoscenza, da quanto tempo lo sa?”. Queste ed altre le domande che attendono una risposta da parte di Sandro Bondi e del presidente del Consiglio. Inoltre Pino Sgobio, dell’ufficio politico del Pdci, si chiede se il premier abbia rispettato la legge, visto che “l’articolo 90 del ‘Codice dei beni culturali e del paesaggio’ prevede che ‘chi scopre fortuitamente cose immobili o mobili (…) ne fa denuncia entro 24 ore al soprintendente o al sindaco ovvero all’autorità di pubblica sicurezza (…)’”. “Non vorremmo che dopo la giustizia ad personam si arrivasse a concepire anche l’arte e la cultura ad uso e consumo di Berlusconi e di chi ne era a conoscenza”, conclude Sgobio. E sul caso torna a parlare anche Giovanna Melandri, Pd, ex ministro dei Beni culturali: “Sulla vicenda il governo deve fare piena chiarezza. Ci sorprenderebbe scoprire che proprio nel giorno in cui il loverno nega in via definitiva ogni forma di sostegno al mondo della cultura, il premier si sia fatto anche beffa delle regole che tutelano il patrimonio artistico e archeologico”. (La Repubblica)
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