Rocco (Forte) e i suoi fratelli

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Articoli

resortLo scorso 15 luglio ha finalmente aperto i battenti il Golf Resort di contrada Verdura, meglio conosciuto come il complesso alberghiero di Rocco Forte. E’ stata un’apertura un po’ in sordina, niente strombazzamenti particolari, niente fuochi d’artificio, i cancelli sono stati aperti nel silenzio della calura estiva.
Il Golf Resort, come ricorderete, è stato inaugurato dopo anni di contestazioni, battaglie legali e burocratiche, buche più o meno vicine al mare e finanziamenti privati e pubblici non di poco conto. La struttura si estende su 230 ettari e per la sua costruzione sono stati investiti ben 125 milioni di euro. Ci sono tre campi da golf, due per giocatori professionisti con ben 18 buche ed uno riservato ai principianti costituito da 9 buche, in più centri benessere con vasche di acqua salata proveniente da Marsala per la talassoterapia, piscine, palestre, suite, arredi eleganti e di lusso, alta gastronomia siciliana, villette e cinquecento posti letto complessivi.
Un resort faraonico come del resto tutti quelli che fanno parte nel mondo della catena Rocco Forte. Il magnate italo inglese spesso è stato sul punto di rinunciare all’investimento e tornarsene in Inghilterra ma alla fine è riuscito a portare a compimento il suo progetto alberghiero.
Il Golf Resort si trova in una posizione invidiabile sia dal punto di vista paesaggistico sia dal punto di vista stradale, in quanto la contrada Verdura è facilmente raggiungibile da Sciacca, da Ribera, da Selinunte, dalla Valle dei Templi. Insomma tutto sembra giocare a suo favore per quanto riguarda
l’ impatto sull’economia turistica della zona. Ancora da verificare invece il riscontro che l’investimento avrà a livello occupazionale, con i famigerati curriculum e colloqui che sono caduti ultimamente un po’ nell’oblio e con le domande in lingua straniera che hanno terrorizzato per mesi tutti coloro che speravano di poter lavorare all’interno di questa mega struttura.
Numerose pervengono le segnalazioni da parte di lavoratori ingaggiati dalla Rocco Forte solo per pochi mesi, sottoposti a turni di lavoro massacranti, senza orario e con straordinari non pagati. Questi minicontratti naturalmente non si sa se e quando verranno rinnovati poiché, è chiaro, la lista degli aspiranti lavoratori all’interno del Resort Rocco Forte è lunghissima e questo gioca a tutto vantaggio dell’entourage della struttura. Inoltre queste lamentale e questo tipo di trattamento segnano e sottolineano l’avvenuta sconfitta dei sindacati locali che evidentemente non solo non sono riusciti a fare rispettare i protocolli di intesa stipulati mesi addietro con i vari amministratori delegati che si sono succeduti ma non riescono a tutt’oggi a penetrare bene nei meccanismi contrattuali offerti dalla holding inglese.
Del resto quello che giustamente è stato ribattezzato come il campo da golf più a sud d’Italia non era nato sotto i migliori auspici. Il 4 dicembre del 2007 al tribunale di Sciacca si è aperto un processo, tuttora in corso, che vede tra gli imputati per reati ambientali Moreno Occhiolini, ex amministratore delegato della Si Rocco Forte Hotel e il progettista Domenico Baudille.
Due anni fa l’ex presidente della Regione Sicilia nonché attuale senatore della Repubblica Totò Cuffaro varò con la sua Giunta un decreto in tutta fretta per consentire la costruzione di questi maxialberghi. Come si ricorderà, nel 2006 il progetto era rimasto bloccato per più di un anno a causa delle denunce inoltrate da Gianni Mento, responsabile del Cai, e da Angelo Dimarca, vicepresidente siciliano di Legambiente. Queste denunce avevano fatto saltar fuori un paio di grane per l’ormai famoso Resort in quanto la holding Rocco Forte ammancava di alcuni permessi, non aveva la Via (Valutazione d’Impatto Ambientale) e nemmeno la Valutazione d’Incidenza che è obbligatoria per tutti quei siti d’interesse comunitario: infatti la struttura alberghiera è stata costruita per l’appunto su un Sic (Sito d’Interesse Comunitario).
Nel 2006 quindi si era tutto fermato, finanziamenti, cantieri, lavori, curriculum, e si temeva che il progetto potesse andare in fumo.
La questione non poteva finire in questo modo. Così nell’estate 2007 la Regione Siciliana ha approvato una legge che ha permesso la realizzazione e ha reso legali le famose buche per il campo da golf costruite a pochi metri dal mare. La volontà politica non si è fermata nemmeno dinanzi a centinaia di ettari di terra stravolti né innanzi alla vegetazione presente alla foce del fiume Verdura, ormai distrutta. Si è andato avanti ad ogni costo. Naturalmente ci sarà ancora tutto il tempo per verificare la bontà di questo investimento, per carpire le abilità di Rocco Forte nel fare di alta classe, per capire che ritorno economico avrà la nostra città di Sciacca e tutti i paesi dell’hinterland, per contare quanti saranno i lavoratori della zona che riusciranno ad entrare al servizio di questi prestigiosi clienti, per sciogliere tutte le riserve del caso. Nell’attesa ci auguriamo che la giustizia ed i processi in itinere possano fare il proprio corso e che la legalità non venga definitivamente accantonata in una terra, quella siciliana, che abbisogna più di altre di trasparenza e correttezza amministrativa.

Calogero Parlapiano – tratto da “ControVoce”

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