Niente quote rose a Sciacca
La notizia è di ieri ed ha del clamoroso. Il Tar della Puglia ha accolto il ricorso presentato dal comitato “Taranto Futura” che aveva chiesto con un ricorso l’annullamento della giunta della Provincia di Taranto, di centrosinistra, perchè non ha rispettato le quote rosa, così come dispone lo stesso regolamento dell’ente.
Il presidente Gianni Florido ha nominato gli assessori senza una rappresentanza femminile in violazione del principio di non discriminazione previsto dalla Costituzione italiana e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
La giunta provinciale è illegittima e si dovrà procedere alla sua modifica entro 30 giorni, pena la decadenza della stessa.
La giunta provinciale di Taranto guidata da Gianni Florido (Pd) è composta da 10 assessori, tutti maschi, mentre si pretende che almeno tre donne siano nominate in Giunta. Il presidente ha già dichiarato che in breve tempo provvederà alle dovute modifiche e che da parte sua non c’era stata alcuna attività discriminatoria.
Il ministro alla pari opportunità Mara Carfagna intanto gongola ed esprime soddisfazione.
Del resto non è la prima volta che il Tar pugliese si occupa di quote rosa. Proprio in provincia di Taranto c’è il precedente del comune di Maruggio, mentre in provincia di Bari, nel settembre del 2008, fu sempre il Tar ad imporre al sindaco di Molfetta di ripristinare la parità numerica tra i sessi.
E Sciacca che c’entra penserete voi?
Sentite un pò cosa recita l’articolo 9 comma 3 dello statuto comunale di Sciacca:
“Il sindaco promuove la presenza di entrambi i sessi nella nomina dei componenti della giunta e dei rappresentanti del Comune attribuiti alla propria competenza”.
La giunta saccense è costituita da Alberto Sabella, Ignazio Piazza, Carmelo Brunetto, Antonino Turturici, Giuseppe Montalbano e Gianfranco Vecchio: tutti maschi, sindaco compreso, in palese conflitto quindi con quanto recita il suddetto articolo dello statuto comunale.
Fino a questo momento nessuno aveva preso in considerazione a Sciacca il problema del rispetto delle Quote Rosa, nè si erano intentati ricorsi in merito ma tant’è.
Il sindaco dovrebbe sicuramente correre ai ripari ed evitare che si giunga a problemi di questo tipo, magari su un ricorso che a questo punto siamo certi l’opposizione potrebbe essere pronta a presentare. Si potrebbe magari approfittare del possibile rimpasto autunnale di cui si vocifera da qualche tempo e che dovrebbe prevedere forse una maggiore rappresentanza del Partito Democratico in Giunta.
Chi sono le papabili? Tiziana Russo? Mariolina Bono? Forse qualche assessore tecnico donna ancora sconosciuta?
La presenza di esponenti del genere femminile in Giunta non è quindi solamente un problema politico, ma anche di rispetto delle norme approvate dallo stesso consiglio comunale all’interno dello statuto nonché delle direttive nazionali alle quali il TAr della Puglia, con la sua sentenza, ha dato dignità alimentando anche la letteratura giurisprudenziale.
Insomma più intelligenze femminili per aiutare tutte gli enti che, questo va al di là di qualunque sentenza, hanno senz’altro bisogno dell’arguzia e della fantasia del gentil sesso.
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settembre 27th, 2009 at 21:13
Per correttezza: mi è stato segnalato che durante una delle prime sedute del neo consiglio comunale di Sciacca il consigliere del PdL David Emmi aveva fatto notare alla maggioranza ed al sindaco Vito Bono la non-presenza delle donne e quindi il non rispetto delle cosiddette quote rose. Ne prendo e ne prendiamo atto nell’attesa dei prossimi sviluppi in merito.