"Quella nave è una bomba tossica ma il governo dorme"
Quando divenne assessore all’Ambiente della Calabria, il biologo marino Silvio Greco non immaginava che le sue competenze tecniche gli sarebbe tornate tanto utili. Ora è come un cardiochirurgo che, diventato direttore diuna Asl, s’imbatte in uno scandalo connesso ai trapianti di cuore: conosce la sofferenza del paziente e, nel contempo, individua le responsabilità dell’ amministrazione. Il cuore sofferente che indigna Silvio Greco è il mare della sua terra. La malattia è una nave carica di fusti velenosi, una bomba di cui non si conosce la composizione, idonea a provocare una catastrofe ambientale di proporzioni spaventose e a colpire gravemente la salute dell’uomo. L’amministrazione sciatta è quella dello Stato: «Il governo ancora non ha fatto niente. Se una cosa del genere fosse stata scoperta a largo di Portofino o di Venezia non credo proprio che le cose sarebbe andate così. Evidentemente non si rendono conto che il mare non conosce i confini amministrativi. Il mare è di tutti. Questa è una catastrofe nazionale».
Cominciamo dall’inizio.
«Era lo scorso 13 maggio. Il procuratore della Repubblica di Paola, Giordano Bruno, mi presentò una relazione che riguardava un eccezionale aumento dei tumori nella zona di Serra D’Aiello e anche uno studio realizzato per verificare le dichiarazioni di unpentito che aveva parlato di navi cariche di veleni affondate davanti alle nostre coste. Dal tracciato di un sonar risultava che in un punto-mare corrispondente a quello indicato dal pentito erano giunti segnali compatibili con la presenza di un relitto. Si trattava di verificare e la procura non aveva i mezzi».
La pensilina per la fermata degli autobus urbani, posta in Via Figuli, ritornerà in corso Vittorio Emanuele davanti alla villa comunale. E’ una delle decisioni prese nel corso di una conferenza di servizi convocata dal vice sindaco e assessore alla Polizia Municipale Carmelo Brunetto su sollecitazione del consigliere comunale Simone Di Paola. La riunione si è tenuta ieri nell’ufficio del vice sindaco, nel palazzo municipale. Oltre al vicesindaco Carmelo Brunetto e al consigliere Simone Di Paola, hanno partecipato, tra gli altri, alla conferenza di servizi rappresentanti della Cooperativa “Aeternal”, rappresentanti dei tassisti ed il comandante della Polizia Municipale Francesco Calia. “Su richiesta della cooperativa Aeternal, dei tassisti, dei commercianti e di tanti cittadini – dice il vice sindaco Carmelo Brunetto – abbiamo deciso di rimuovere da via Figuli la pensilina per la fermata degli autobus urbani e di riportarla nel sito dove si trovava fino a qualche anno fa e cioè dinnanzi alla villa comunale Scaturro. I taxi, attualmente sistemati davanti alla villa comunale, saranno riportati in via Figuli”.
La notizia è di ieri ed ha del clamoroso. Il Tar della Puglia ha accolto il ricorso presentato dal comitato “Taranto Futura” che aveva chiesto con un ricorso l’annullamento della giunta della Provincia di Taranto, di centrosinistra, perchè non ha rispettato le quote rosa, così come dispone lo stesso regolamento dell’ente.
Il presidente Gianni Florido ha nominato gli assessori senza una rappresentanza femminile in violazione del principio di non discriminazione previsto dalla Costituzione italiana e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
La giunta provinciale è illegittima e si dovrà procedere alla sua modifica entro 30 giorni, pena la decadenza della stessa.
La giunta provinciale di Taranto guidata da Gianni Florido (Pd) è composta da 10 assessori, tutti maschi, mentre si pretende che almeno tre donne siano nominate in Giunta. Il presidente ha già dichiarato che in breve tempo provvederà alle dovute modifiche e che da parte sua non c’era stata alcuna attività discriminatoria.
Il ministro alla pari opportunità Mara Carfagna intanto gongola ed esprime soddisfazione.
Del resto non è la prima volta che il Tar pugliese si occupa di quote rosa. Proprio in provincia di Taranto c’è il precedente del comune di Maruggio, mentre in provincia di Bari, nel settembre del 2008, fu sempre il Tar ad imporre al sindaco di Molfetta di ripristinare la parità numerica tra i sessi.
E Sciacca che c’entra penserete voi?
Sentite un pò cosa recita l’articolo 9 comma 3 dello statuto comunale di Sciacca: “Il sindaco promuove la presenza di entrambi i sessi nella nomina dei componenti della giunta e dei rappresentanti del Comune attribuiti alla propria competenza”. La giunta saccense è costituita da Alberto Sabella, Ignazio Piazza, Carmelo Brunetto, Antonino Turturici, Giuseppe Montalbano e Gianfranco Vecchio: tutti maschi, sindaco compreso, in palese conflitto quindi con quanto recita il suddetto articolo dello statuto comunale.
Fino a questo momento nessuno aveva preso in considerazione a Sciacca il problema del rispetto delle Quote Rosa, nè si erano intentati ricorsi in merito ma tant’è.
Il sindaco dovrebbe sicuramente correre ai ripari ed evitare che si giunga a problemi di questo tipo, magari su un ricorso che a questo punto siamo certi l’opposizione potrebbe essere pronta a presentare. Si potrebbe magari approfittare del possibile rimpasto autunnale di cui si vocifera da qualche tempo e che dovrebbe prevedere forse una maggiore rappresentanza del Partito Democratico in Giunta.
Chi sono le papabili? Tiziana Russo? Mariolina Bono? Forse qualche assessore tecnico donna ancora sconosciuta?
La presenza di esponenti del genere femminile in Giunta non è quindi solamente un problema politico, ma anche di rispetto delle norme approvate dallo stesso consiglio comunale all’interno dello statuto nonché delle direttive nazionali alle quali il TAr della Puglia, con la sua sentenza, ha dato dignità alimentando anche la letteratura giurisprudenziale.
Insomma più intelligenze femminili per aiutare tutte gli enti che, questo va al di là di qualunque sentenza, hanno senz’altro bisogno dell’arguzia e della fantasia del gentil sesso.
NUOVI ALLACCI IDRICI AL FERRARO, CONFERENZA STAMPA DEL SINDACO VITO BONO
Nuovi allacci idrici nel quartiere di contrada Ferraro. È l’oggetto della conferenza stampa che il sindaco di Sciacca Vito Bono ha indetto per domani, venerdì 25 settembre 2009, alle ore 11,30 presso l’Ufficio di Gabinetto.
CANTIERE ANAS SU STATALE 115: DISPOSTO POTENZIAMENTO SERVIZI P.M. LUNGO LA VIA LIONI PER ALLEVIARE DISAGI AL TRAFFICO VEICOLARE
Il sindaco Vito Bono e il vice sindaco e assessore alla Polizia Municipale Carmelo Brunetto hanno disposto il potenziamento dei servizi di controllo della viabilità nella Via Lioni, principale via di ingresso della città. Agenti della Polizia Municipale a partire da domani andranno a potenziare i servizio di vigilanza e disciplina del traffico con particolare attenzione alla via Lioni, al fine di alleviare i disagi provocati alla circolazione veicolare dai lavori che l’Anas ha in corso lungo l’area della statale 115 in contrada Seniazza.
CANTIERE ANAS SU SS 115, SINDACO VITO BONO CONVOCA DIRETTORE DEI LAVORI E CHIEDE APERTURA URGENTE STRADA ALTERNATIVA (RAMO “E”) PER NON ARRECARE PREGIUDIZIO ALL’ATTIVITÀ DELL’OSPEDALE
“L’apertura urgente di una strada alternativa che consenta l’agevole accesso all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca e non ostacoli o limiti la piena funzionalità di un servizio pubblico sanitario indispensabile”. È quanto ha richiesto all’Anas il sindaco Vito Bono al termine della conferenza di servizi che si è tenuta ieri presso l’Ufficio di Gabinetto del Comune convocata per fare il punto sui lavori in corso per l’eliminazione degli attraversamenti a raso nella statale 115 e per rendere più sicura la strada. Alla conferenza di servizi, convocata dal sindaco Vito Bono, hanno preso parte tra gli altri l’ingegnere dell’Anas Sergio Cicero (direttore dei lavori), una delegazione di titolari di attività commerciali situate in prossimità dell’area del cantiere, l’assessore ai Lavori Pubblici Antonino Turturici e l’assessore alla Polizia Municipale Carmelo Brunetto. L’amministrazione comunale e i commercianti, nell’evidenziare la necessità delle opere in corso e i benefici che deriveranno in termini di sicurezza alla viabilità, hanno chiesto ai tecnici Anas presenti all’incontro un impulso all’attività di cantiere per ridurre al minimo i disagi in un’area dove – è stato sottolineato – opera un importante presidio sanitario. Il sindaco Vito Bono, a conclusione della riunione, ha scritto e inviato una lettera alla direzione regionale dell’Anas di Palermo (“Area Progettazione e Nuove Costruzioni”) per ribadire le richieste dell’Amministrazione comunale ai vertici dell’ente. “L’avanzamento dei lavori del cantiere Anas sulla S.S. 115 – scrive il sindaco Vito Bono nella lettera inviata all’Anas Sicilia – sta creando notevoli disagi in un’area molto ampia, che interessa l’ingresso occidentale della città. In tale area, si trovano servizi pubblici importanti come l’ospedale, ma anche numerose attività commerciali e quartieri densamente abitati. La chiusura dell’accesso dalla statale 115 alla Via Pompei, per esigenze di cantiere, ha in particolare provocato rilevanti difficoltà di movimento ai mezzi d’emergenza dell’ospedale. Le ambulanze, a causa della chiusura della Via Pompei e del conseguente aumentato volume di traffico nelle arterie circostanti, impiegano per l’intervento di soccorso un tempo ritenuto eccessivo e che potrebbe mettere seriamente a rischio la salute dei pazienti trasportati ma anche di coloro che, utilizzando propri mezzi, hanno a diverso titolo bisogno di assistenza e cura presso il nosocomio saccense. Al fine, dunque, di non arrecare pregiudizio alla regolare attività dell’Azienda Ospedaliera e soprattutto al fine di non mettere a repentaglio la vita di coloro che si trovano in stato di emergenza, si richiede l’apertura urgente – entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della lettera – di una strada alternativa (che i tecnici Anas presenti alla conferenza di servizi hanno indicato come “Ramo E”, “Ramo F” e “Ramo C”) che, congiungendo la S.S. 115 alla Via Pompei, garantisca al massimo l’efficienza e la funzionalità dei servizi ospedalieri soprattutto quelli di emergenza, mitighi i disagi alla circolazione veicolare e non danneggi le numerose attività commerciali”.