“Forme d’Arte Correnti” & Una Chiesetta tra i rifiuti
“Forme d’Arte Correnti” nasce nell’estate del 2009 dall’esigenza di alcuni giovani saccensi di portare un deciso cambiamento a Sciacca attraverso l’arte e la cultura.
Si tratta di un’associazione culturale no profit che intende unire arte, cultura e sviluppo sociale.
L’obiettivo principale di questi ragazzi è quello di, oltre a coinvolgere la maggior parte di persone possibile, realizzare progetti, momenti di aggregazione, estemporanee di pittura, mostre ed eventi.
E si tratta proprio di un’estemporanea di pittura e di una esposizione quella che verrà realizzata oggi e domani dagli artisti di “Forme d’Arte Correnti”. Stasera saranno protagonisti Antonio Schittone, Filippo Maniscalco, Rossella Stravalli, Sam Designer e Roberto Rossaprimavera.
Domani sera invece in corrispondenza della notte di Halloween, altra serata a tema con mostre di pittura, decorazioni artistiche all’interno della Skalunata, con la presenza anche del famoso dj Rino Sparacino di Radio Time Palermo.
Ci troviamo in zona Santa Caterina, in via San Nicolò.
La chiesa di San Nicolò la Latina fiorì sotto la dominazione normanna,tra il 1100 e il 1136, dalla
Contessa Giulietta. E’ la chiesa più antica di Sciacca. Dedicata a S. Nicolò di Bari, prese il nome attuale nel 1172 perchè in quel periodo passò alle dipendenze dell’ abazia di S. Filippo di Argirò e del monastero benedettino di S. Maria la Latina di Gerusalemme.
La facciata è a capanna in pietra calcarea locale mentre L’interno è a croce latina in unica navata.
Ma come si è evinto anche dalle nostre immagini e come ci avevano segnalato, non vogliamo occuparci solamente di storia.
Com’è possibile che dinanzi una chiesa del XII secolo si possano trovare rifiuti per terra e soprattutto ben 6 cassonetti? Tre sono proprio adiacenti alle mura della chiesetta, altri tre invece si trovano poco più innanzi.
Sporcizia, odore nauseabondo, condizioni precarie dal punto di vista igienico sanitario e tutto a pochi passi dalla chiesa più antica di Sciacca, tutto immerso nella storia.
Non solo rifiuti comunque. E’ difficile accettare che l’area antistante alla chiesetta sia adibita a parcheggio improvvisato, alcune auto sono proprio appiccicate alle mura ed in generale sicuramente ne ostacolano la piena visione di uno degli angoli più caratteristici di Sciacca.
E che dire invece del tombino collocato dinanzi alla chiesa? Sembra in pessime condizioni e decisamente otturato. Cosa accadrebbe nell’eventualità di piogge copiose? Sembrerebbe facile ad immaginarsi. E i fili penzolanti? E le antenne?
Inoltre la Chiesa di San Nicolò la Latina avrebbe bisogno di certo un pronto restauro sia interno che esterno in quanto il tempo passa per ogni cosa e Sciacca non può perdere i propri beni monumentali.
Insomma in una città che vuole lanciarsi nel panorama turistico ancora siamo costretti a segnalare queste assurde cadute di stile.
Occorre educare l’occhio alla bellezza sia per i saccensi che per tutti i turisti che giungono in città.
I fatti invece dimostrano non solo che siamo immersi nel brutto ma che quasi non ci facciamo più caso e non ci indigniamo. Per una Sciacca turistica c’è ancora tanto da fare. Forse troppo.
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