Lotta alla Mafia & Progetto Legalità alla “Scaturro”

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Articoli

mafia11 “Alla rete del pizzo in provincia di Agrigento non è sfuggito e non sfugge proprio nessuno. Hanno pagato tutti, anche sir Rocco Forte, gli imprenditori della Sigenco, la Fauci Laterizi e la ditta che sta realizzando l’acquedotto Favara di Burgio”. Lo ha dichiarato Calogero Rizzuto, il collaboratore di giustizia originario di Sambuca di Sicilia durante le ultime deposizioni tenutesi a Roma presso l’aula bunker del carcere di Rebibbia. Dopo l’intervento nel processo Camaleonte che si celebra al tribunale di Agrigento, Rizzuto è stato ascoltato quindi anche sul processo Scacco Matto dove tra le altre cose ha confermato che il clan Capizzi e lo stesso boss latitante Giuseppe Falsone volevano sopprimerlo. Con queste dichiarazioni possono ritenersi concluse le deposizioni di Rizzuto come pentito. Il sambucese ha spiegato inoltre come è stato iniziato alla famiglia di Cosa Nostra, ossia tramite la cosiddetta punciuta, insieme al rito della santina bruciata ed al giuramento su una specie di regolamento al quale gli appartenenti della famigghia devono attenersi fino alla morte.
Storie di tangenti insomma, tanti tanti soldi pagati e riutilizzati per i loschi traffici della mafia in provincia di Agrigento e nel resto della Sicilia.
Il superlatitante Matteo Messina Denaro – dichiara il Rizzuto – aveva deciso anche l’uccisione degli stessi uomini del clan Capizzi poiché questi si comportavano male con gli esponenti di spicco di Cosa Nostra. Il pentito ha spiegato agli inquirenti le dinamiche mafiose di due omicidi compiuti nel 1996 e nel 2003 ad opera della mafia di Burgio-Lucca Sicula. Due delitti di cui si immaginava la matrice mafiosa ma per i quali restava solo il sospetto in mancanza di prove precisie. Rizzuto Ha svelato movente, vittime, autori e mandanti degli omicidi, persistendo su una linea di rivelazioni grazie alla quale sta facendo piazza pulita dei suoi ex capi ed ex gregari. Gli omicidi di cui ha parlato Rizzuto solo quello di Filippo Riggio, uomo mafioso di Burgio, compiuto nel gennaio 2003 e quello del giovane Pinelli, sempre di Bugio, ucciso in auto e poi gettato nelle campagne intorno a Villafranca Sicula.
Storie di sangue e mafia, storie di appalti e pizzo spalmati in modo capillare su tutta la nostra provincia e a Sciacca. Chi diceva che la mafia era stato debellata o che addirittura dalle nostre parti non esisteva dovrà ricredersi. In fretta.


Progetto Legalità: è questo il titolo di un ciclo di incontri che stanno coinvolgendo le terze medie dell’Istituto Comprensivo Ignazio Scaturro.
I temi principali di questi incontri sono: le origini e la storia della Costituzione Italiana, la celebrazione della festa della Madonna Virgo Fidelis, Patrona dei Carabinieri, il rispetto delle regole, quali sono i principali organi giurisdizionali e come funzionano, il bullismo nonché i reati concernenti alcol e sostanze stupefacenti.

Questo progetto, coordinato dalla professoressa Segreto, risulta essere di fondamentale importanza poiché le nuove generazioni devono essere educate alla legalità ed al rispetto delle leggi fin da tenera età.

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