Perdite idriche & Sistema sanitario inglese cerca medici in Sicilia

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: sanità

bene Continuano i disagi determinati dalla ormai atavica perdita idrica di via San Paolo.
Con una novità però. Stavolta, a differenza delle settimane passate, non si tratta più di acqua potabile ma di acqua di fogna, ed il cattivo odore, che fortunatamente a voi telespettatori non giunge, sta lì a dimostrarlo.
Una situazione ormai esasperante per tutti i residenti della zona.
Questa volta il punto di origine nella fuoriuscita dell’acqua sembra essere riscontrabile in mezzo al terriccio ed agli alberi attigui alla strada.
L’acqua si perde lungo tutta la discesa San Paolo fino ad arrivare al quartiere marina ed in molti casi lambisce, durante il suo percorso, le abitazioni per la disperazione di tutti coloro che vi abitano. Naturalmente trattandosi di acqua di fogna questo causa anche una condizione precaria dal punto di vista igienico sanitario proprio in un’area, quella della marina, che invece dovrebbe essere continuamente salvaguardata e riqualificata sotto ogni punto di vista.
E’ chiaro che questo liquido mette a rischio la sicurezza dei conducenti dei mezzi a motore, soprattutto dei motociclisti per i quali una scivolata è sempre dietro l’angolo.
Questa situazione non è più sostenibile ed urge che l’amministrazione comunale prenda seri provvedimenti sia per quanto concerne la risoluzione del problema sia per quanto riguarda il farsi sentire in maniera decisa e concreta presso la Girgenti Acque.
Di perdite idriche la nostra città è piena, da giorni ne è sorta un’altra lungo la via Amendola che, proseguendo con la discesa, si va a riversare anche nella vicina via Dante Alighieri, anche in questo caso, per la felicità, si fa per dire, di residenti ed utenti dell’arteria stradale.
Alcuni residenti dell’area in questione sospettano che pure questa perdita sia costituita da acqua di fogna.
Giriamo tutto a chi di competenza nell’attesa che si possa fare finalmente chiarezza e risolvere in modo definitivo questi problemi che di certo ledono l’immagine di Sciacca.


Il servizio sanitario inglese cerca medici in Sicilia. Servono medici specialisti in anestesia , rianimazione, terapia intensiva, medicina d’urgenza, pronto soccorso e pediatria con esperienza.
Ma anche giovani medici che si stanno specializzando in medicina d’urgenza e di pronto soccorso, anestesia e rianimazione e terapia intensiva, pediatria e chirurgia generale iscritti ad una scuola di specializzazione da almeno 2 anni e disponibili ad implementare la specializzazione in Gran Bretagna.
E’ questa la curiosa notizia che giunge dall’Inghilterra e che è stata ripresa anche dal sito della regione siciliana.
Proprio in un territorio ad elevata disoccupazione, dove tantissimi professionisti delle più variegate competenze lavorative si ritrovano senza occupazione o costretti ad emigrare, proprio nell’età della fuga dei cervelli dalla Sicilia, giunge questa offerta inglese che apre uno squarcio importante sul ruolo della regionale.
Una bella iniezione di fiducia per il comparto medico siciliano e provinciale spesso bistrattato ed altrettanto spesso coinvolto in notizie negative concernenti la malasanità.
Nell’offerta si legge testualmente che
“Sono necessarie una forte motivazione al trasferimento in Gran Bretagna e la fluente conoscenza della lingua inglese mentre la peculiarità per gli specializzandi è quella che potranno concludere il loro corso nelle strutture sanitarie britanniche”.
Il contratto prevede una retribuzione di circa 30 mila sterline l’anno, quasi 35 mila euro, e benefit vari. La società garantisce l’assistenza per la registrazione presso l’ordine professionale dei medici britannico. Per candidarsi occorre inviare esclusivamente per email ed entro il più breve tempo possibile un curriculum in inglese a eures@regione.sicilia.it all’interno del quale siano anche indicati un paragrafo di presentazione in inglese, numero di telefono e orari disponibili per essere contattati.
Insomma ancora una volta la certezza che l’estero, oltre che il nord Italia, offre molte più occasioni ed alternative di crescita lavorativa e questa invece non è una bella notizia per tutti coloro che vorrebbero crescere di pari passo con la propria terra: la Sicilia.

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