Norma antiracket e usura & Sfugge all’arresto Gerlandino Messina
La proposta di legge di Ignazio Cutrò arriva alla Camera dei Deputati Entro la prossima settimana, il deputato del Partito democratico, Angelo Capodicasa, presenterà la proposta di legge di Ignazio Cutrò sottoforma di emendamento nell’ambito della “Norma antiracket e antisura”. L’idea di Cutrò, che ha ricevuto anche l’approvazione da parte del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, istituirebbe una copertura assicurativa totale, a costo zero, per i beni degli imprenditori che denunciano le richieste di pizzo. “E’ una risposta importante che la politica sta dando alla nostra battaglia antiusura, afferma Ignazio Cutrò. La presentazione della proposta di legge rappresenta, e rappresenterà sempre più con il passare del tempo, una maggiore vicinanza dello Stato agli imprenditori che denunciano il racket. Anche in momenti finanziari difficili come questi, mi preme ringraziare il prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione, e il comandante dei carabinieri della Compagnia di Cammarata, Alessandro Trovato, che, nonostante le difficoltà, hanno aiutato me e gli amici dell’associazione “Libere terre”.”
Un altro latitante pochi giorni fa stava per essere assicurato alla Giustizia. Si tratta di Gerlandino Messina, inserito tra i trenta ricercati più pericolosi d’Italia dal ministero dell’Interno e numero due della mafia in provincia di Agrigento, secondo solo a Giuseppe Falsone.
Gli uomini della squadra mobile di Agrigento guidati da Alfonso Iadevaia hanno individuato il covo ancora caldo del boss, a Favara, in piena città, ma il latitante, è riuscito a fuggire in tempo e le forze dell’ordine, una volta fatta l’irruzione non hanno potuto far altro che recuperare un po’ di materiale appartenente a Messina, materiale che tornerà utile per il proseguo delle indagini.
Anche in questo caso si aprono interessanti riflessioni sul fatto che il Messina si trovasse proprio a Favara, regno incontrastato di Falsone e nel recente passato in mano al collaboratore di giustizia Maurizio Di Gati. Sicuramente Gerlando Messina si serve di una fitta rete di picciotti, fiancheggiatori e fedelissimi che gli consentono di spostarsi di covo in covo e di proseguire gli affari di Cosa Nostra nel territorio.
Dopo l’arresto una settimana fa di Domenico Raccuglia in quel di Calatafimi, è lecito aspettarsi che la lotta alla mafia ed alla criminalità organizzata non subisca ulteriori battute d’arresto.
Il cerchio si stringe comunque.
Del resto l’elenco dei criminali che ancora regnano indisturbati in Sicilia è ancora lungo e molti mesi di intercettazioni e pedinamenti attendono le forze dell’ordine nella speranza che vi sia più aiuto e partecipazione tanto dalla società civile quanto dalla politica e dalle istituzioni.
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