Solidarietà e vicinanza nei confronti dei familiari vittime della mafia: i due comunicati
L’associazione Antiracket Libere Terre ed il suo Presidente Ignazio Cutrò intendono esprimere tutta la propria vicinanza all’associazione Familiari vittime della mafia. “Non è accettabile che nel nostro paese ci siano vittime di serie A e di serie B, chiediamo alle Autorità civili, politiche e religiose di porre in esse tutte le azioni necessarie affinché si possono aiutare tutte le famiglie coinvolte loro mal grado dalle attività criminali delle mafie. Chiediamo che vi sia più supporto da parte di tutti e che vengano realizzate le leggi necessarie affinché chi denuncia e chi lotta per la Legalità venga aiutato e non lasciato mai solo.”
Associazione Familiari Vittime di Mafia esterna tutta la propria indignazione nei confronti del disinteresse mostrato dal Governo circa le problematiche relative alla l. 206/2004 sulle vittime del terrorismo, nella quale continuano a permanere ingiustificate disparità di trattamento tra queste e le vittime di criminalità organizzata. A distanza di due anni dalla protesta che i familiari delle vittime di mafia hanno condotto, in catene, davanti alla Prefettura di Palermo, iniziativa a partire dalla quale questa stessa Associazione ha preso vita, non abbiamo ancora avuto nessuna risposta da parte del Governo, nonostante la nostra richiesta fosse supportata con grande condivisione anche dalle altre associazioni e da comuni cittadini. Nonostante le modalità incisive, ma altrettanto “mortificanti”, della protesta prendiamo atto del fatto che il Governo, che dichiara di voler sconfiggere la mafia, continua a non mantenere quanto promesso circa un anno fa per bocca del sottosegretario al ministero dell’Interno, Alfredo Mantovano, che all’uopo aveva costituito un tavolo tecnico al quale i componenti dell’Associazione nazionale familiari vittime di mafia non sono mai stati invitati. In vista dell’approvazione della legge Finanziaria 2010 lanciamo un appello a tutte le forze politiche affinchè questa vergognosa disparità di trattamento venga quanto prima rimossa e i familiari delle vittime di mafia si vedano riconosciuti quei diritti che per anni sono stati loro negati. In caso contrario saremo pronti a manifestare il nostro dissenso e la nostra rabbia con le stesse iniziative che ci hanno visti umiliati protagonisti già due anni fa. Non è accettabile che nel nostro Paese ci siano delle vittime di serie A e delle vittime di serie B e, per questo, chiediamo anche il supporto degli organi di stampa affinchè sia dato il giusto risalto ad una questione lasciata per troppo tempo irrisolta.
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