Roberto Saviano - Che tempo che fa 11-apr-2010 from Gennaro Giugliano on Vimeo.
Da ascoltare e seguire con attenzione. Una pagina, una volta tanto, di bella televisione.
Roberto Saviano - Che tempo che fa 11-apr-2010 from Gennaro Giugliano on Vimeo.
Da ascoltare e seguire con attenzione. Una pagina, una volta tanto, di bella televisione.
Bel video creato dalla lettera del cittadino di Adro contro il razzismo leghista. Ascoltatelo con attenzione.
tratto da “Not Magazine”. di Calogero Parlapiano
Incontrare Fanny Vaccaro è come immergersi in un mondo fatto di inventiva, fantasia ed originalità. Fanny è una giovane artista di Sciacca, nonché apprezzato avvocato, che ha scoperto da un po’ di anni di avere una dote particolare: quella di saper realizzare gioielli. E ne crea davvero di tutti i tipi e di tutte le dimensioni sbizzarrendosi tra orecchini, collane, spille, bracciali e persino portachiavi in un alternarsi di colori, stili e materiali che sanno rendere ogni cosa unica nel suo genere.
Il mondo della moda, l’arte della manualità, l’unicità dei colori, la voglia di stupire e di stupirsi dinanzi all’immaginazione sono tutti elementi che caratterizzano la vita e le creazioni di Fanny.
La abbiamo voluto quindi conoscere meglio per renderci conto, più da vicino, come e da dove nasce il suo estro.
Quando ha scoperto di avere questa eccezionale manualità?
Devo dire che tutto è iniziato nel periodo universitario, a Bologna, la città nella quale ho studiato. Adesso io sono un avvocato a tempo pieno mentre la realizzazione dei gioielli è la mia più grande passione oltre che un hobby che intendo portare avanti in tutti i ritagli di tempo possibili. A casa mia ho ritagliato uno spazio espositivo, un angolo, dove collocare le mie creazioni. Sicuramente la permanenza a Bologna mi ha molto influenzata per ciò che concerne l’ispirazione, lì ci sono tantissime boutique, c’è la possibilità di vedere e confrontarsi con altri pezzi artigianali. Insomma è proprio una bella città.
Con cosa ha iniziato e quali sono i materiali che utilizza di solito?
Ho iniziato con gli orecchini, la mia prima grande passione. Ne ho un paio per ogni vestito. Tutti pezzi unici e realizzati a mano. All’inizio devo ammettere che ero più rudimentale nella creazione, adesso, con la pratica e con l’esperienza maturata, sono sicuramente molto più brava. I materiali che uso sono tra i più disparati, qualsiasi cosa è buona, qualsiasi cosa può essere trasformata in arte: vetro, plastica, perline, fili di rame, pezzi di lampadari, cose spesso non preziose ma particolari che rendono la creazione originale ed il pezzo unico e mai in serie. Ultimamente però ho cominciato ad utilizzare anche materiali più preziosi come l’argento rosato, l’argento bagnato nell’oro, l’agata, alcune pietre preziose ma ciò che più conta è l’originalità. A volte penso che non saprei come sarebbe stata la mia vita se avessi scoperto prima questa passione per la creazione, magari avrei cambiato corso di studi, magari sarebbe stato, quello della realizzazione dei gioielli, un lavoro a tutti gli effetti. Ma alla fine, provenendo da una famiglia di avvocati ed avendo già lo studio ben avviato, ho preferito la strada più sicura. I gioielli invece, facendo una battuta, sono un hobby a tempo pieno.
Ha un laboratorio e quali sono i principali strumenti che usa per creare?
Il laboratorio è a casa mia, ho una valigetta che mi porto sempre dietro, a seconda della stanza nella quale mi sposto grazie alla quale creo in tutti i ritagli di tempo che la mia professione mi lascia liberi. Anche per quanto riguarda gli strumenti utilizzo di tutto. Tutto quello che può essere adatto alla creazione, soprattutto pinze e tronchesine. Poi naturalmente col passare del tempo e sviluppando ancora di più questa passione, mi sono documentata, ho appreso le varie tecniche ed ora sono un’esperta del settore. Da qualche tempo ho cominciato anche a comprare alcuni materiali su internet, presso alcuni siti specializzati, quindi è una passione che comporta anche alcune spese per me.
Conosciamo meglio Fanny Vaccaro. Ha qualche curiosità da raccontarci?
Beh, sono una ragazza di 29 anni. Faccio l’avvocato, ho fatto il liceo classico mentre mi sono laureata nel 2004 ed abilitata alla professione nel 2007. Ma mi è sempre piaciuto il mondo della moda, vedere creazioni nuove ed originali, adoro i vestiti infatti e tutti i miei amici mi chiamano “fashion”. Non è un caso quindi se un mio amico ha deciso di realizzare un sito con le mie creazione che si chiama, per l’appunto, www.fannyfashion.it E’ un sito carino ma che vorrei rendere ancora più professionale, inserendo di volta in volta tutte le foto delle mie creazioni. Purtroppo, come detto, il mio tempo libero è limitatissimo. La voglia di creare a dire il vero l’ho sempre avuta fin da bambina. Poco tempo fa, non ricordavo nemmeno di averli ancora, ho ritrovato una ventina di disegni che avevo fatto quando ero piccola e nei quali sono raffigurati degli abiti con le borse ed i gioielli abbinati. Fin da piccola ho sempre avuto una spiccata manualità ed a tutt’oggi adoro il bricolage, i puzzle, le miniature, mi sono persino dipinta la casa. E’ come se avessi avuto da sempre questa dote, solamente che per un lungo periodo della mia vita l’ho messa da parte perché tutti mi dicevano che ero brava a scuola, ed era davvero così, e che quindi dovevo fare tutt’altro. Poi nel periodo universitario è ricominciato tutto e ne sono felice.
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Intervista a Marco Bersani, del Forum Movimenti per l’Acqua. Da lunedì 19 aprile 2010 via alla raccolta firme per l’acqua pubblica in Italia.
La settimana che inizia lunedì 19 aprile 2010, si annuncia molto importante per il diritto all’acqua. La battaglia in Italia contro la privatizzazione delle reti idriche arriva a un punto di svolta: il 24 aprile prossimo inizia la raccolta di firme per richiedere l’indizione di un referendum che abroghi le leggi che privatizzano una risorsa comune nel Paese. Oggi, in Bolivia, comincia a Cochabamba la Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico e i Diritti della Madre Terra che, fino al 22 aprile, affronterà tra i tanti temi anche quelli inerenti all’accesso alle risorse idriche. PeaceReporter ne ha parlato con Marco Bersani, del Forum Movimenti per l’Acqua.
Come presentare in modo chiaro l’iniziativa che parte in questi giorni?
Dal 24 di aprile partirà una grande raccolta firme per i tre referendum che hanno un obiettivo molto preciso: la ripubblicizzazione dell’acqua e del servizio idrico. La grande coalizione sociale che propone questi tre quesiti intende intaccare tutte le normative che in questi anni hanno introdotto il processo di privatizzazione in questo paese. Il primo quesito è, ovviamente, sull’ultima legge del governo Berlusconi, il cosiddetto decreto Ronchi, che costituisce l’accelerazione finale di questo processo, nel senso che l’articolo 23 bis della norma approvata nel novembre scorso, concepisce come forma ordinaria di affidamento del servizio idrico la gara o la spa mista, pubblico privato. Elimina, quindi, qualsiasi modalità di gestione diretta o pubblica.
Gli altri due quesiti?
Il secondo quesito andrà invece ad abrogare una normativa del governo precedente, cioè l’articolo 150 del decreto ambientale 152. In buona sostanza l’articolo che diceva che i servizi idrici possono essere gestiti solo attraverso la forma societaria della spa. Come stabilisce il codice civile, la spa è un ente di diritto privato, il cui unico scopo è produrre profitti e utili per gli azionisti. Sostanzialmente una mercificazione del bene comune acqua.
Il terzo quesito, infine, va a incidere direttamente sulla tariffa. Pochi cittadini sanno che nella tariffa dell’acqua che pagano periodicamente è compreso un 7 percento che, come previsto dalla legge, va a renumerare il capitale investito. Cosa vuole dire? Che vengono così garantiti i profitti per chi investe sull’acqua. Questo è garantito dal decreto 154 del decreto ambientale 152. Una volta abrogata quella norma, non ci saranno più profitti sull’acqua e, a quel punto, siamo curiosi di vedere quanti saranno i privati che faranno la coda per poter gestire un servizio idrico una volta che non viene più garantito per legge il profitto.
La privatizzazione dell’acqua, dunque, è un orientamento che è stato seguito sia dal centro-sinistra che dal centro-destra in Italia, vero?
Noi diciamo molto chiaramente che la cultura delle politiche liberiste, quelle che per venti anni hanno sostenuto il mercato come unico regolatore sociale, sono assolutamente trasversali. L’unica differenza tra uno schieramento e l’altro è il diverso accento con cui vengono praticate le politiche liberiste, ma c’è stata una forte condivisione di fondo. Tanto è vero che non è l’ultimo decreto del governo Berlusconi ad aver avviato le privatizzazioni. Questo le accelera, ma i processi di privatizzazione in questo Paese sono cominciati quindici anni fa e hanno avuto una sostanziale continuità, pur nell’alternanza dei governi nel Paese. Anche per questo pensiamo che la battaglia per la ripubblicizzazione dell’acqua sia più che una battaglia di destra o di sinistra, una battaglia dal basso verso l’alto. Una sorta di riappropriazione sociale dal basso dei beni comuni, dell’acqua tanto quanto della democrazia, da parte di comitati, comunità locali, territori eccetera che dicono: bisogna invertire la rotta. Il mercato come unico regolatore sociale comporta la giungla, la legge del più forte, rompe i legami sociali, costringe le persone alla solitudine competitiva. Per ricostruire legami sociali, diritti eccetera è necessario che ci sia una reintegrazione sociale dal basso e in questo senso tutta l’esperienza del movimento per l’acqua , come quella del comitato promotore dei referendum (che è molto più grande del forum dei movimenti per l’acqua,), ha proprio le caratteristiche di un grande laboratorio sociale, di riappropriazione dell’acqua e dei beni comuni Letti tutto…
Tratto da "Che tempo che fa"