II Edizione Premio “V.Licata – Sciacca” 2010: Ballo, Malatesta e Cuticchio tra gli ospiti

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Articoli, Letteratura e Poesia

II Edizione “V.Licata – ” 2010: Ballo, Malatesta e Cuticchio tra gli ospiti.

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Parole sotto le stelle

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Letteratura e Poesia

Parole sotto le stelle nasce dall’idea di voler riproporre al pubblico saccense l’opportunità di incontrare scrittori contemporanei che si fanno apprezzare da un vasto pubblico per le loro importanti produzioni letterarie. Avere la fortuna di condividere momenti di discussione o riflessione su tematiche varie, su opinioni diverse, su esperienze di vita raccontata, può essere una grande opportunità per la nostra crescita. Per questo ringraziamo chi interverrà nelle tre serate, gli scrittori, i musicisti, i moderatori ed il gentile pubblico; ringraziamo inoltre l’Assessore Carmelo Brunetto che ha creduto nel valore di questa idea e tutte le attività commerciali che ci hanno sostenuto. In un contesto esclusivo come l’Atrio Superiore del Palazzo Comunale, si avvicenderanno tre scrittori che per le loro rispettive esperienze rappresentano una indubbia opportunità di stimolo per la nostra mente. Godiamoci questi incontri, accompagnati da suggestive melodie, sotto le stelle del cielo di .
L’ingresso è a titolo gratuito.
Direzione Artistica – Antonio Di Marca e Salvatore Monte
PROGRAMMA DEGLI INCONTRI
26 LUGLIO 2010 – Ore 21.00 – ATRIO SUPERIORE DEL COMUNE
SIMONETTA AGNELLO HORNBY
Nata e cresciuta a Palermo, Simonetta Agnello Hornby ha sposato un inglese dopo aver conseguito il dottorato in giurisprudenza nel 1967. Da allora ha vissuto all’estero, dapprima negli Usa e in Zambia, e dal 1970 a Londra. Avvocato minorile e giudice, ha insegnato diritto dei minori all’universita’ di Leicester, è stata Presidente del Tribunale di Special Educational Needs and Disability. Ha fondato uno studio legale nel quartiere londinese di Brixton, che si occupa prevalentemente delle comunità immigrate musulmane e nere. Nel 2000 inizia a scrivere romanzi e ha pubblicato La Mennulara (2002), La zia marchesa (2004), Boccamurata (2007) e Vento Scomposto (2009) con Feltrinelli. Tutti i suoi libri sono stati dei best sellers e sono tradotti in molte lingue. Dal 2008 Simonetta Agnello Hornby, pur continuando a esercitare l’avvocatura, si dedica principalmente alla scrittura.
VENTO SCOMPOSTO L’autrice di origine siciliana ha scritto questo libro prima in inglese e dopo in italiano, rielaborando con cura il ritmo, tono e lessico della narrazione, infatti l’opera, come sostiene la stessa autrice “non è stata una mera traduzione”. La Hornby per questo nuovo romanzo abbandona la caratteristica ambientazione siciliana per addentrarsi nella
Londra moderna, passando con facilità dalla descrizione dei quartieri benestanti della City a quelli più poveri e multietnici.
Moderatore Massimo D’Antoni
_____________ Letti tutto…

Atto di fede

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Varie

Ho visto belle donne, spesso da lontano,
ognuno ha il proprio modo di tirarsele vicino,
e ho visto da vicino, chi c’era da vedere,
e ho visto che l’amore cambia il modo di guardare.

Ho visto film di guerra e quelli dell’orrore,
e si vedeva bene che non erano invenzione
Ho visto mari calmi, e mari tempestosi e
ho visto in sala parto la potenza delle cose

E’ tutto scritto, ed è qui dentro,
e viene tutto via con me.
Tu che cosa vedi?
Tu che cosa vedi?
c’è ancora un orizzonte lì con te?
Di tutta la vita passata, questo è il momento,
di tutta la vita davanti, questo è il momento.

Vivere è un atto di fede, mica un complimento.
Questo è il mio atto di fede, questo è il tuo momento

Ho visto tanti giuda, tutti in buona fede,
e ho visto cani e porci fatturare a chi gli crede
ho visto la bellezza che ti spacca il cuore, e
occhi come il mare nel momento del piacere.

E’ tutto scritto, ed è qui dentro,
e viene tutto via con me.
Tu che cosa vedi?
Tu che cosa vedi?
c’è ancora un orizzonte lì con te?

Di tutta la vita passata, questo è il momento,
di tutta la vita davanti, questo è il momento.
Vivere è un atto di fede, mica un complimento.
Questo è il mio atto di fede, Questo è il tuo momento.

E come la vedi, la vedi.. ma è tutto in come la vedi..
C’è chi vuol solo passare ad un altro rimpianto.

Ho visto tanti pezzi per un mosaico solo.
e certi giorno ho visto che c’è niente da capire,
ho visto solo per come io sapevo..
e c’era luce anche nelle notti più cattive.

E’ tutto scritto, ed è qui dentro,
e viene tutto via con me.
Tu che cosa vedi? Tu che cosa vedi?
c’è ancora un orizzonte lì con te?

Vivere è un atto di fede, mica un complimento.
Questo è il mio atto di fede, Questo è il tuo momento.
E come la vedi, la vedi.. ma è tutto in come la vedi..
C’è chi vuol solo passare ad un altro rimpianto.
E vivere è un atto di fede,
nello sbattimento.

Questo è il mio atto di fede, questo è un giuramento.

Nemmeno le auto sono tutte uguali… immunità per autisti ed auto blu

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Articoli, Ironia

E’ ufficiale: l’emendamento choc in discussione in questi giorni in , quello del senatore Cosimo Gallo (Pdl) che ha proposto l’esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di , è stato approvato noostamte il fatto si tratti si una vera e propria immunità a qualsiasi tipo di infrazione e le tante polemiche scatenate.

“Sull’emendamento che istituisce una patente speciale per chi guida le auto blu – spiega infatti ul capogruppo del PD in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Marco Filippi – ci siamo battuti in Commissione, ed abbiamo votato contro. Ma siamo riusciti solo ad ottenere che la norma sia soggetta ad un preciso regolamento del Ministro dei Trasporti.”

La proposta stupisce per due motivi: il primo è legato al fatto che va in senso opposto a tutti i tentativi di rendere più sicure le nostre strade (con relativi aumenti di sanzioni per tutti), il secondo perché arriva proprio nel momento in cui si discute sulla necessità di eliminare le auto blu. Non si è infatti ancora placata la polemica sulle troppe vetture di servizio visto che nel 2009 il parco vetture della pubblica amministrazione è cresciuto del 3,1% passando da 607.918 a 626.760 unità. E solo tre anni fa erano 574 mila. Un numero di mezzi che ci spiazza sempre più rispetto al resto del mondo dove l’ batte gli Usa (ma anche Francia, Inghilterra e Germania) dieci a zero nel rapporto di macchine del Palazzo. Un rapporto incredibilmente alto perché, a fronte delle nostre oltre 600 mila auto blu, ce ne sono 72.000 negli Usa, 61 mila in Francia, 55 mila nel Regno Unito e 54.000 mila in Germania, fino ad arrivare alle 22 mila del Portogallo, fanalino di coda nella top ten delle auto di rappresentanza, che ogni anno vede l’ in testa.

Ma non è solo una questione di rapporto: più di 600 mila auto blu sono un numero impressionante anche in assoluto visto che corrispondono alla metà dei mezzi che circolano a Milano e a un numero di veicoli che potrebbero coprire tutte le corsie, nord e sud, della Roma-Milano.

In ogni caso il senatore Gallo difende il suo emendamento: “Ma che casta e casta!”, spiega, “spesso è il politico a chiedere all’autista di accelerare, magari perché l’aereo è arrivato in ritardo e c’è un appuntamento importante. Non è giusto che la fretta del datore di lavoro ricada sull’autista”. A lui ribatte il capogruppo in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Marco Filippi: “La norma proposta dal PDL non è vero che tutela il lavoratore, è anzi un ulteriore incentivo per chi viaggia sulle auto blu a chiedere all’autista di violare il codice della strada. Già ora esistono delle norme per tutelare chi guida, per esempio facendo presente le motivazioni della violazione ed evitando così, solo se le motivazioni sono fondate, il taglio dei punti. Con la nuova norma non esisterà alcun freno a richieste improprie da parte dei politici e gli autisti sostanzialmente non potranno più rifiutarsi. Questa norma fa il paio con quella sull’aumento della velocità massima in autostrada, la filosofia che anima chi propone queste cose è che chi può corre, gli altri, i meno privilegiati, rispettano le norme e la sicurezza. Ma troppo spesso chi sulla strada non rispetta le norme di sicurezza fa danni più agli altri che a se stesso.” (La Repubblica)

Un sito internet da 8milioni di euro italia.it , firmato ministero del turismo

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Italia, Varie

 È l’anno del turismo. Almeno per la Presidenza del Consiglio dei ministri che, nei mesi della crisi finanziaria internazionale, ha deciso l’8 maggio 2009 di creare un ministero ad hoc, farlo gestire a Michela Vittoria Brambilla, e rivedere le proprie previsioni di spesa: dagli iniziali 642.960 euro fissati con Tremonti, ai 15 milioni e mezzo finali, con un aumento di 14.892.052. Un vero e proprio successo per un ministro “senza portafoglio”. Tra le voci più interessanti per il solo “funzionamento” ci sono i 378.360 euro spesi per il solo trasporto in e all’estero del ministro e dei responsabili del dicastero da maggio a dicembre (già più di metà del budget iniziale complessivo, e quattro volte gli 88.360 euro previsti), i 3 milioni di euro per “iniziative di rilancio dell’immagine dell’” e i 2 milioni e 900mila susseguenti per la “struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’”. A questi si aggiungono i 75mila euro per il funzionamento “della segreteria permanente del comitato mondiale per l’etica del turismo”, i 72.652,93 euro per uffici e interpreti, i 22mila euro per le “spese di rappresentanza” e gli 85mila per “esperti e incarichi speciali, ivi comprese le indennità e il rimborso spese di trasporto”.

La cifra maggiore, però, parliamo di 8 milioni e 600mila euro, è quella pagata per la resurrezione del sito www.italia.it, portale del Turismo, già inaugurato da Lucio Stanca con un investimento faraonico di 45 milioni di euro, e immediata pioggia di polemiche, e chiuso l’anno seguente da Francesco Rutelli (all’epoca ministro ai Beni Culturali), che pure aveva provato a rilanciarlo da par suo, per l’evidente scarso rapporto tra costo e benefici. La nuova e dispendiosa vita di italia.it, portale che la rete non ama, collocandolo al posto 4562 del rank italiano e al 184.594 di quello internazionale, ben al di sotto dei portali turistici degli altri paesi e anche, sia detto, del sito www.enit.it, non sembra giustificarsi con il proprio contenuto. Anche perchè le quattro informazioni “turistiche” che fornisce si limitano a un “cosa vedere”, “cosa fare” e “cosa assaggiare”, senza dar conto, ad esempio, di “dove dormire” (sul sito dell’Enit ovviamente presente). A volte, inoltre, l’informazione si limita a qualcosa di meno che una cartolina. Imbarazzante, ad esempio, la voce dedicata allo “shopping in Italia”: dopo aver segnalato la presenza di via Condotti a Roma e via Montenapoleone a Milano, afferma, sprezzante del ridicolo “andare a fare shopping in Italia non significa soltanto negozi e boutique: esistono più di 3700 outlet e spacci aziendali”. E il sottotesto è: andateveli a cercare. Oltre al sito “fratello” dell’Enit (decisamente meglio costruito) , d’altronde, italia.it può contare anche su innumerevoli portali messi su da regioni, enti locali ed enti per il turismo territoriali. Il risultato è una inutile somma di informazioni che spesso non dialogano nemmeno tra loro. In fondo, però, non di soli siti internet si vive. Perché, se 15 milioni è la spesa per il solo funzionamento del dicastero, la spesa complessiva del ministero del Turismo quest’anno è costata alle casse dello Stato 189.611.361,56 euro, con una variazione complessiva rispetto alle previsioni di circa 113 milioni di euro.

La sproporzione dei conti è dovuta essenzialmente all’assistenza che il ministero ha dovuto dare a un settore che quest’anno ha dovuto fare i conti con la crisi. Oltre alla cifra fissa data all’Eni t (33.556.000 diventati 33.838.624), ci sono i 5.115.198 investiti per l’erogazione dei “buoni vacanze” e i 118 milioni investiti per “l’incentivazione dell’adeguamento dell’offerta delle imprese turistico-ricettive e della promozione di forme di turismo ecocompatibile”. La cifra prevista all’inizio per questo investimento in conto capitale era di 26.900.279 euro. Alla fine c’è stata una “leggera” variazione di 91.164.777 euro. Nel decreto di istituzione di questi fondi, si pensava al turismo montano, al turismo in bicicletta e al turismo legato all’attività sportiva e ricreativa del golf. Che si sia speso un po’ troppo? (Il Fatto Quotidiano)

Storia: politica e mafia, la Trattativa. Ultimi 20 anni di Repubblica

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Articoli, Vita Politica

buon ascolto