Cutrò: “Ho sacrificato tutto quello a me più caro”

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Articoli

“I questi lunghi anni di lotta e contro il racket, il mio unico obiettivo è stato sempre quello di salvaguardare la mia famiglia dalle ingiustizie e dalle calunnie” lo dichiara oggi l’imprenditore di Ignazio .
“Sono e siamo stanchi di proseguire una battaglia – continua Cutrò – che sembra essere contro i mulini al vento.
Sembriamo soli contro tutto e tutti, e, alle volte, non riesco nemmeno più a distinguere contro chi sto combattendo, se contro la mafia o contro pezzi dello Stato.
In questa battaglia – prosegue l’imprenditore – ho sacrificato e sto sacrificando tutto quello che ho di più caro: i miei affetti, il mio lavoro, la mia attività, i miei amici e la mia situazione finanziaria da tempo non è florida.
Lo Stato dovrebbe aiutarmi, lo Stato dovrebbe aiutare tutte quelle persone che, con coraggio, decidono di percorrere la strada più tortuosa e difficile che è quella della giustizia e della legalità.
Io mi sono fidato dello Stato, ho messo la mia vita e quella dei miei cari nelle loro mani, mi auguro che questa non debba essere la mia unica colpa.
Il tempo si dice che sia galantuomo e quindi non resta che aspettare che la giustizia faccia il suo corso ma non posso accettare che chi sta perdendo tutto come me debba passare da chi ha denunciato a chi è indagato.
Invito tutti coloro che lo vogliano a venire a vedere come vivo io da quando ho intrapreso questa battaglia: da solo, accerchiato, senza più l’affetto di parenti e amici, quasi senza più dipendenti che vogliano lavorare per me, quasi senza più lavoro.
Qual è la mia colpa? Cosa ho fatto per meritarmi questo? Cosa abbiamo fatto per meritarci questo?
Abbiamo e stiamo combattendo la mafia, conclude Cutrò, voglio sperare che non sia questa la mia colpa.
”Sto valutando la possibilità di lasciare Bivona, in questa terra, è impossibile combattere la mafia e, allo stesso tempo, lavorare con tranquillità.”

Ignazio Cutrò

Chiusa la terza edizione dello SciaccaFilmFest

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Articoli, Varie

SCIACCA FILM FEST 2010
COMPETIZIONE INTERNAZIONALE DI CORTOMETRAGGI E DOCUMENTARI
RASSEGNA INTERNAZIONALE DI FILM D’AUTORE.

19-25 AGOSTO 2010
COMPLESSO MONUMENTALE BADIA GRANDE

Si è conclusa ieri sera nella splendida cornice dell’Arena Giardino del Complesso Monumentale Badia Grande, la terza edizione dello Sciacca Film Fest.
Di seguito i vincitori di questa ambita competizione internazionale di cortometraggi e documentari:
- Concorso internazionale dei documentari
Vincitore: “Strade di casa” di Alberto Antonio Dandolo
Motivazione: racconta con schizzi veloci e appassionati i ritratti di chi abita un luogo occupato, perché avere una casa è un diritto talmente primario da mettere in gioco l’esistenza. Inoltre, ascolta gli echi di convivenze multiculturali e prova ad avviare un discorso sull’idea stessa dell’abitare.
FICE (Federazione Italiana d’Essai – sezione ): “Iblei. Storie e luoghi di un parco” di Vincenzo Cascone
- Concorso internazionale dei cortometraggi
Vincitore:“Habibi” di Davide Del Degan
Motivazione: racconta con sorprendente intensità, e senza retorica, la storia di due orfani che vivono di espedienti in una zona di guerra, la loro umanità ruvida, l’equilibrio sottile della pietà e un desiderio feroce di libertà e felicità.
Premio del pubblico: “41” di Massimo Cappelli
Menzione speciale giuria: “Intercambio” di Antonello Novellino e Antonio Quintanilla

La Sicilia non vuole le trivelle

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Articoli, Sciacca

Continua la minaccia per la probabile costruzione di nuove piattaforme per le trivellazioni in mare al largo delle coste siciliane, nelle zone sud-occidentali della .Ma i sindaci dei comuni costieri della Meridionale e Occidentale non stanno a guardare. E si mobilitano riunendosi in seduta straordinaria nella città di Sciacca, su convocazione dell’Assessore al e Giovanni Roberto Di Mauro, per discutere. E decidere sulle prossime mosse da contrapporre alle richieste di permessi per le trivellazioni delle coste sicule avanzate da svariate società. La questione è assai spinosa, se si considera che le società hanno ottenuto autorizzazioni alla ricerca petrolifera in terra e nel mare prospiciente le rive siciliane.

Tra le preoccupazioni dei sindaci sta, in primis, il pericolo di una concreta minaccia agli insediamenti e alle risorse naturalistiche. Secondo la relazione stilata dal consiglio dei sindaci infatti, pare che lungo le coste, nell’arco di tempo che va dal 2002 al 2010, siano state presentate al ministero dello Sviluppo Economico più di 40 richieste di permessi di ricerca Idrocarburi in mare. Autorizzazioni che insistono su un’area superiore ai 20mila kmq coinvolgendo un territorio che va da Trapani a Siracusa. E pare che ad oggi ben 20 su 40 concessioni abbiano ricevuto il via libera da parte dei ministeri competenti.

In concreto, i piani di ricerca prevedono una prima fase realizzata con indagini sismiche condotta con pistole ad aria, chiamate airgun, che creano onde sonore ad alta intensità. Nella seconda fase si procede poi alla vera e propria estrazione del petrolio.Siti Patrimonio dell’umanità dell’Unesco, città a forte vocazione turistica, templi, riserve e aree marine protette oltre a grandi porti pescherecci, come Sciacca e Mazara del Vallo, rischiano molto se si considera che la distanza dalla costa della maggior parte dei pemessi di ricerca arriva a pochi metri dalla terraferma. E il problema si fa ancora più complicato se si aggiunge che le piattaforme petrolifere saranno ben visibili dalla terraferma, in alcuni casi persino raggiungibili, con una conseguente compromissione non solo dei siti archeologici ma anche di resort di lusso e porti che sorgono affacciati al Mediterraneo. Tutte strutture che hanno ricevuto dalla Comunità Europea, dallo Stato e dalle Regioni capitali elevati per incentivare lo sviluppo turistico.

A turbare i sonni dei comuni sono poi i capitali sociali delle società richiedenti, alcuni dei quali arrivano a stento ai 10mila euro, pochi per coprire i possibili sversamenti accidentali di idrocarburi che causerebbero inquinamento e depauperamento dei fondali.E le azzurre coste meridionali italiane corrono grossi rischi anche per la presenza di vulcani attivi in prossimità delle coste. Come la bocca del vulcano dell’isola Ferdinandea, che si trova tra Sciacca e Pantelleria, a circa sei metri di profondità.
Proprio quel tratto di mare attira nuovi interessi commerciali: quelli della piccola compagnia petrolifera San Leon srl, che si accinge a cercare il greggio su un’area di 482 chilometri, vicinissimo ai tempi di Selinunte, e che ha già ricevuto la concessione ai sondaggi da parte del ministero dello Sviluppo Economico. Quasi impossibile per ora riuscire a contattare direttamente i dirigenti della San Leon, dato che la mediazione di una segreteria per concordare un appuntamento, non è ancora andata a buon fine e non ci ha concesso di intervistare “la controparte”. Ma di certo la Sicilia non sta a guardare: il comune di Sciacca ha già presentato un esposto alla Procura contro la San Leon. La società infatti oltre a garantire un capitale sociale minimo –che dovrebbe aggirarsi attorno ai diecimila euro- ha presentato uno studio dell’impatto ambientale in cui Ancona è accostata a Sciacca. “Uno studio propedeutico”- specifica la società, che sembrerebbe essere un mero copia-incolla del piano destinato al comune anconetano e semplicemente “riciclato”per la Sicilia.

E i comuni si sono riuniti e hanno firmato una mozione, approvata in Assemblea regionale all’unanimità e inviata al Presidente della Repubblica e alle massime autorità, per costituire un Organo di Coordinamento che “persegua lo scopo di impedire l’effettuazioni di ricerche petrolifere su tutto il Territorio ed il Mare di Sicilia”. Pur avendo sulla vicenda solo un parere non vincolante, le autorità siciliane sono determinate ad andare fino in fondo alla vicenda. Considerando che il voto unanime per la mozione anti-trivellazioni ha messo già incredibilmente d’accordo gli schieramenti siciliani di destra e sinistra, la corsa all’oro nero siciliano non sarà impresa facile per le società petrolifere. (www.tgcom.it/ Giuditta Avellina)

T.U. Onlus: Progetto “Avrai una casa”

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Articoli, Varie

Servizio di Calogero Parlapiano.
14-08-2010
T.U. Onlus: Progetto “
L’iniziativa è destinata ai bambini e ai ragazzi di strada del Burundi.
Vendita di prodotti artigianali, diffusione di video e materiale informativo.
“Quello che noi facciamo è soltanto una goccia nell’oceano ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno” Madre Teresa di Calcutta.

Premio Vincenzo Licata 2010 a Sciacca: ecco i vincitori

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Letteratura e Poesia

Servizio di Calogero Parlapiano
09-08-2010

2010 a Sciacca: ecco i vincitori. II Edizione
Pietro Ballo, Mimmo Cuticchio e Stefano Malatesta tra gli ospiti d’onore premiati per la sezione: “La magnifica identità siciliana”

http://www.rmk.it

http://www.calogeroparlapiano.com

http://www.vincenzolicata.it