Tra pochi giorni Sciacca rinnoverà il legame con la Madonna del Soccorso. Un modo per pregare e per chiedere nuove Grazie a Maria. Un legame che è rimasto saldo anche con le comunità di saccensi che risiedono negli Stati Uniti d’America
Giorno 1 e giorno 2 febbraio, quest’anno mercoledì e giovedì, Sciacca rinnoverà il secolare momento di fede con la Madonna del Soccorso. Mercoledì il classico Voto – U Vutu – dove i fedeli a piedi, spesso scalzi, percorrono il tratto che va dalla chiesa di Sant’Agostino alla Basilica sita in piazza Duomo, il giorno seguente la tradizionale processione del simulacro a partire dalle ore 17 durante la quale la città affiderà il proprio mare, la propria terra e i propri cittadini a Maria.
Momenti molto sentiti dalla cittadinanza e che vengono vissuti con intensa devozione e partecipazione.
A febbraio, rispetto alla processione ferragostana, la manifestazione religiosa probabilmente conserva un background più intimo, più conforme al modo in cui il clero locale vorrebbe venisse vissuta l’esperienza di fede. Ad agosto infatti c’è molta più gente, molti più turisti e le luci, il caldo, il clima di festa, le bancarelle spesso finiscono per snaturare la valenza religiosa del momento. A febbraio invece, anche grazie al voto del giorno precedente, l’evento sembra meglio rispettare i canoni tradizionali, la folla è composta quasi esclusivamente da saccensi e si riesce a seguire la processione senza eccessivi patemi d’animo e calca.
Molto si è detto e scritto negli anni sulla Madonna del Soccorso di Sciacca, patrona della città al pari di San Calogero Eremita. Spesso la leggenda si è fusa con la realtà e gli episodi, con il passare del tempo, si sono intrecciati senza più distinguere l’una dall’altra. Una cosa è rimasta salda: la fede e l’amore dei cittadini verso Maria madre di Gesù. La solenne processione è anticipata come ogni anno dalla cosiddetta Quindicina periodo durante il quale il simulacro viene tolto dalla cripta e adagiato nei pressi dell’altare della Chiesa, quasi a “collegare” meglio la divinità con il fedele.
L’arciprete della Basilica Padre Carmelo Lo Bue ci tiene, ogni volta, a sottolineare l’importanza di prendere parte a tutte le funzioni religiose connesse con l’evento mariano e non soltanto ed unicamente alla processione, seppur importante. La messa è un momento di altrettanta importanza. Lo scorso agosto per il fatto di aver celebrato messa prima e non dopo la processione, con il ritardo che ne conseguì nell’avvio dell’evento, l’arciprete attirò su di sé parecchie critiche, anche da parte degli stessi portatori che fremevano dall’attesa di cominciare.
Come si ricorderà, per tradizione, i portatori del simulacro della Madonna che pesa diverse tonnellate sono di estrazione marinara per ricordare il fatto che la Madonna, secondo la leggenda, venisse dal mare e che la statua fosse stata ripescata da alcuni pescatori saccensi.
Altro aspetto fondamentale è la Fumata che avviene in via Giuseppe Licata. Momento religioso che consiste nello bruciare una notevole quantità d’incenso per ricordare quando la Madonna, portata in processione, attraverso un denso fumo bianco, aveva liberato la città termale da una terribile pestilenza, ormai diversi secoli fa.
Questo è stato il miracolo che Le è sempre stato attribuito e ancora oggi sono diverse le preghiere e le suppliche che i saccensi rivolgono allo sguardo amorevole di Maria nella speranza e nell’attesa di una Grazia.
Il giorno precedente alla ricorrenza, il Voto, è per i devoti occasione di penitenza, si digiuna e si svolge anche una processione a piedi scalzi. La statua, che è opera degli scultori carraresi Mancino e Birrittario e risale al 1503, viene, al termine della processione, ricondotta nel Duomo che la ospita permanentemente. Un momento molto importante non solo per la comunità saccense che risiede in città ma per i tanti saccensi in giro per il mondo, specie per gli italoamericani. In America infatti i saccensi hanno realizzato una copia della statua della Madonna del Soccorso e la portano in processione sempre il 2 febbraio e il 15 agosto. Un modo per non perdere le radici e il legame con la città e con la devozione mariana.