Nota di sollecito del sindaco Vito Bono alla società Girgenti Acque per “dare
seguito nel più breve tempo possibile alle tante richieste di intervento, già
prontamente avanzate dal Comune di Sciacca nei giorni scorsi, per il ripristino dei guasti agli impianti di propria competenza (acqua e fognature)”. Il sindaco Vito Bono ha sollecitato, in particolare, di “provvedere alla urgente riparazione delle numerose perdite idriche alle condutture cittadine, per evitare disagi ai cittadini e possibili situazioni di pericolo per la pubblica
incolumità”.
“Sono diversi – scrive il sindaco Vito Bono nella nota – i guasti lungo le vie
cittadine. La più disagiata risulta essere la Via Lido, dove si segnalano
almeno cinque perdite idriche accertate. Ma si segnalano guasti nelle Vie
Morandi, Ghezzi, Mazzini, Kronio, Amendola, Verona, Croazia (zona Sovareto),Nastasi, Germi ecc.”
Il sindaco Vito Bono rammenta, a tal riguardo, le richieste di intervento
urgente inviate a Girgenti Acque dal Settore Ecologia e Impianti del Comune di Sciacca nelle ultime settimane: nota del 2 novembre, nota 28 ottobre, nota 27 ottobre, nota 21 ottobre, nota 5 ottobre 2010.
Con la nota del 2 novembre, si sono richiesti interventi per le perdite in via
Morandi (di fronte civico 22), in Via Ghezzi (nei pressi del negozio Di Caro
Big). Si sollecitava il completamento dell’intervento nella via Mazzini di
fronte al bevaio (Porta San Calogero per la formazione di una pericolosa buca).
Si sollecitavano inoltre le riparazioni idriche nelle vie: Kronio n. 4 (di
fronte il negozio di frutta); Via Lido, nei pressi di abitazioni private (con
conseguente allagamento a valle dei terreni e della stradella di accesso al
mare). Si segnalava il disservizio nella condotta “Ficarella-San Calogero, Case
Nadore.
Con la nota del 28 ottobre, si segnalavano le perdite idriche nelle vie Pietro
Germi (contrada Carbone) e nella Via Amendola, nei pressi del panificio. Si
sollecitavano, inoltre, le riparazioni: nella Via Verona, nei pressi del
negozio di frutta; nella Via Kronio n. 4 di fronte al negozio di frutta; nella
Via Croazia (zona Sovareto); nella Via Nastasi n. 3 E.
Con la nota 27 ottobre si comunicava la perdita idrica nella Via Ariosto n.2;
nella Via Lido in cinque punti diversi. Si sollecitavano inoltre le riparazioni
nelle vie: Nastasi, Cava Dei Tirreni, Via Kronio n. 4 ed ancora nella Via Lido
nei pressi di un’abitazione privata.
Con la nota del 21 ottobre si comunicavano le perdite idriche nelle vie Dei
Ciliegi n. 10, Nocera Inferiore (angolo Via Miraglia), Via Nastasi n. 3 E. Si
richiedevano inoltre le riparazioni nelle vie: Verona e Croazia.
Il sindaco Vito Bono ha inviato oggi una nuova lettera a Girgenti Acque
(trasmessa anche all’ATO Idrico di Agrigento) per sollecitare “per l’ennesima
volta e con la massima urgenza gli interventi di riparazione richiesti, dove
ancora si registrano guasti agli impianti, disservizi, disagi ai cittadini e
situazioni di pericolo”.
RECUPERO CREDITO EAS
SI PROCEDERA’ CON ATTO STRAGIUDIZIARIO
NEI CONFRONTI DELLA REGIONE SICILIANA
“L’Amministrazione comunale procederà a formulare un atto stragiudiziario nei confronti della Regione Siciliana per la riscossione del credito di 4 milioni e 200 mila euro vantato dall’Eas e frutto di una transazione stipulata con il
Comune di Sciacca nel 2005”. È quanto annunciano il sindaco Vito Bono e l’
assessore agli Affari Legali Gianfranco Vecchio. “Intimeremo alla Regione
Siciliana – spiegano – un termine entro il quale la Regione Siciliana dovrà
onorare il debito dell’Eas, ente da anni in liquidazione. L’azione
stragiudiziaria che intendiamo portare avanti ha già avuto il parere positivo
del dirigente del Primo Settore Affari Legali del Comune di Sciacca che ha
formulato proposta di deliberazione con nota numero 24 dello scorso 8 ottobre 2010. Adesso l’atto, nella sua articolazione, sarà vagliato e deliberato dalla Giunta Municipale”.
Il sindaco Vito Bono e l’assessore agli Affari Legali Gianfranco Vecchio
ricordano che il 21 novembre del 2005 il Comune di Sciacca e l’Eas hanno
sottoscritto una transazione per comporre una disputa insorta in merito all’
imputazione dei costi per interventi eseguiti dallo stesso Comune sulla rete
idrica comunale. In virtù dell’accordo, l’Eas si è impegnata a corrispondere al
Comune di Sciacca l’importo di poco più di 8 milioni di euro entro il primo
novembre 2006. Allo scadere del termine, però, l’Eas ha corrisposto solo in
misura parziale il debito, rimanendo inadempiente per il pagamento di 4 milioni e 200 mila euro. Da allora, nonostante le intimazioni e il collegio arbitrale, il Comune di Sciacca continua a vantare il cospicuo credito. Da qui la decisione da parte dell’Amministrazione comunale, di chiedere direttamente alla Regione Siciliana il pagamento del debito come responsabile solidale.
Intervista a Marco Bersani, del Forum Movimenti per l’Acqua. Da lunedì 19 aprile 2010 via alla raccolta firme per l’acqua pubblica in Italia.
La settimana che inizia lunedì 19 aprile 2010, si annuncia molto importante per il diritto all’acqua. La battaglia in Italia contro la privatizzazione delle reti idriche arriva a un punto di svolta: il 24 aprile prossimo inizia la raccolta di firme per richiedere l’indizione di un referendum che abroghi le leggi che privatizzano una risorsa comune nel Paese. Oggi, in Bolivia, comincia a Cochabamba la Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico e i Diritti della Madre Terra che, fino al 22 aprile, affronterà tra i tanti temi anche quelli inerenti all’accesso alle risorse idriche. PeaceReporter ne ha parlato con Marco Bersani, del Forum Movimenti per l’Acqua.
Come presentare in modo chiaro l’iniziativa che parte in questi giorni?
Dal 24 di aprile partirà una grande raccolta firme per i tre referendum che hanno un obiettivo molto preciso: la ripubblicizzazione dell’acqua e del servizio idrico. La grande coalizione sociale che propone questi tre quesiti intende intaccare tutte le normative che in questi anni hanno introdotto il processo di privatizzazione in questo paese. Il primo quesito è, ovviamente, sull’ultima legge del governo Berlusconi, il cosiddetto decreto Ronchi, che costituisce l’accelerazione finale di questo processo, nel senso che l’articolo 23 bis della norma approvata nel novembre scorso, concepisce come forma ordinaria di affidamento del servizio idrico la gara o la spa mista, pubblico privato. Elimina, quindi, qualsiasi modalità di gestione diretta o pubblica.
Gli altri due quesiti?
Il secondo quesito andrà invece ad abrogare una normativa del governo precedente, cioè l’articolo 150 del decreto ambientale 152. In buona sostanza l’articolo che diceva che i servizi idrici possono essere gestiti solo attraverso la forma societaria della spa. Come stabilisce il codice civile, la spa è un ente di diritto privato, il cui unico scopo è produrre profitti e utili per gli azionisti. Sostanzialmente una mercificazione del bene comune acqua.
Il terzo quesito, infine, va a incidere direttamente sulla tariffa. Pochi cittadini sanno che nella tariffa dell’acqua che pagano periodicamente è compreso un 7 percento che, come previsto dalla legge, va a renumerare il capitale investito. Cosa vuole dire? Che vengono così garantiti i profitti per chi investe sull’acqua. Questo è garantito dal decreto 154 del decreto ambientale 152. Una volta abrogata quella norma, non ci saranno più profitti sull’acqua e, a quel punto, siamo curiosi di vedere quanti saranno i privati che faranno la coda per poter gestire un servizio idrico una volta che non viene più garantito per legge il profitto.
La privatizzazione dell’acqua, dunque, è un orientamento che è stato seguito sia dal centro-sinistra che dal centro-destra in Italia, vero?
Noi diciamo molto chiaramente che la cultura delle politiche liberiste, quelle che per venti anni hanno sostenuto il mercato come unico regolatore sociale, sono assolutamente trasversali. L’unica differenza tra uno schieramento e l’altro è il diverso accento con cui vengono praticate le politiche liberiste, ma c’è stata una forte condivisione di fondo. Tanto è vero che non è l’ultimo decreto del governo Berlusconi ad aver avviato le privatizzazioni. Questo le accelera, ma i processi di privatizzazione in questo Paese sono cominciati quindici anni fa e hanno avuto una sostanziale continuità, pur nell’alternanza dei governi nel Paese. Anche per questo pensiamo che la battaglia per la ripubblicizzazione dell’acqua sia più che una battaglia di destra o di sinistra, una battaglia dal basso verso l’alto. Una sorta di riappropriazione sociale dal basso dei beni comuni, dell’acqua tanto quanto della democrazia, da parte di comitati, comunità locali, territori eccetera che dicono: bisogna invertire la rotta. Il mercato come unico regolatore sociale comporta la giungla, la legge del più forte, rompe i legami sociali, costringe le persone alla solitudine competitiva. Per ricostruire legami sociali, diritti eccetera è necessario che ci sia una reintegrazione sociale dal basso e in questo senso tutta l’esperienza del movimento per l’acqua , come quella del comitato promotore dei referendum (che è molto più grande del forum dei movimenti per l’acqua,), ha proprio le caratteristiche di un grande laboratorio sociale, di riappropriazione dell’acqua e dei beni comuni Letti tutto…
Consiglio Comunale approva documento per il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua
Il sindaco Vito Bono esprime viva soddisfazione per l’approvazione del Consiglio comunale di Sciacca della proposta di legge di iniziativa popolare e dei Consigli Comunali su “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Disposizione per la ripubblicazione del servizio idrico in Sicilia”.“L’acqua – dichiara il sindaco Vito Bono – è un bene pubblico essenziale che non può in alcun modo essere consegnato ai privati. La gestione dell’acqua e di tutti i servizi connessi deve ritornare ad essere pubblica. L’esperienza di questi anni del privato è stata disastrosa. Ha portato tanti danni e non so quali benefici. I disservizi sono sotto gli occhi di tutti, con i cittadini che sono disperati e le Amministrazioni comunali che sono esasperate. Occorre cambiare, voltare subito pagina. Per tale motivo, le istituzioni locali e la società civile si sono da tempo mobilitate. Il Consiglio comunale di Sciacca ha in questo senso approvato all’unanimità un documento importante per sostenere una battaglia di civiltà. È un atto di grande rilevanza che ha accomunato tutte le forze politiche”.
Girgenti Acque: il caso delle bollette pazze a Sciacca
“Sospendere urgentemente le bollette pazze”. Il sindaco di Sciacca Vito Bono protesta ancora una volta contro la Girgenti Acque, chiedendo un tempestivo intervento al Presidente dell’Ato Idrico Eugenio D’Orsi per eliminare con estrema urgenza il disservizio e valutare anche la possibilità di risolvere il contratto con la società che ha la gestione del servizio idrico della città di Sciacca e dell’intera provincia. Il motivo sono le bollette che sono arrivate in questi giorni a utenti saccensi con cifre ritenute non corrispondenti all’effettivo consumo d’acqua. “Un caso, quello delle bollette ‘pazze’ con importi stratosferici – dice il sindaco Vito Bono – che avevo già sollevato lunedì scorso nel corso della riunione del Consiglio di Amministrazione dell’Ato Idrico e su cui il Cda ha pure deliberato. La protesta dei miei concittadini monta giorno dopo giorno. Dopo Agrigento e Canicattì, non vorrei che il fenomeno ‘cartelle pazze’ colpisca pesantemente anche a Sciacca. I cittadini, che giustamente si sentono vessati, mi riferiscono di avere avuto recapitate richieste di pagamento per consumi d’acqua che mai in passato hanno ricevuto, con cifre a dir poco irreali. Per tale ragione, sono imbestialiti. È una situazione che va esaminata accuratamente e a cui bisogna porre subito un freno, per evitare che gli utenti siano costretti a subire il peso emotivo del disservizio ed a pagare per errori macroscopici”. Il sindaco Vito Bono chiede al presidente dell’Ato Idrico Eugenio D’Orsi di intervenire con tempestività verificando quanto denunciato dagli utenti di Sciacca. “In attesa delle opportune e urgenti verifiche – dice il sindaco Vito Bono – chiedo la sospensione delle bollette anomale di prossima scadenza e contemporaneamente di valutare se, alla luce dell’ennesimo, inaccettabile disservizio, si possano attivare le procedure per la risoluzione del contratto con Girgenti Acque. Se la società non è nelle condizioni di garantire un servizio normale deve andare a casa. Non possiamo, ogni giorno, andare dietro ai disservizi della società”.Oltre a sollevare nuovamente la questione della risoluzione del contratto, il sindaco Vito Bono ritorna a sollecitare l’apertura di uno “Sportello d’Utenza” a Sciacca “degno di un paese civile”. “Girgenti Acque – dice il sindaco Vito Bono – deve attrezzarsi per aprire a Sciacca un ufficio distaccato accogliente e funzionale, rispettoso delle esigenze dei miei concittadini. La Provincia Regionale di Agrigento deve prendere atto che la generosa ospitalità concessa temporaneamente al personale di Girgenti Acque nei propri locali dell’Urp di Corso Vittorio Emanuele sta purtroppo danneggiando la città di Sciacca. Fino a quando Girgenti Acque avrà all’Urp la sicurezza di uno spazio, sia pure angusto e inefficiente, non si porrà mai seriamente il problema di trasferirsi in una sede propria”.
















