Cutrò: “Ho sacrificato tutto quello a me più caro”
“I questi lunghi anni di lotta contro la mafia e contro il racket, il mio unico obiettivo è stato sempre quello di salvaguardare la mia famiglia dalle ingiustizie e dalle calunnie” lo dichiara oggi l’imprenditore di Bivona Ignazio Cutrò.
“Sono e siamo stanchi di proseguire una battaglia – continua Cutrò – che sembra essere contro i mulini al vento.
Sembriamo soli contro tutto e tutti, e, alle volte, non riesco nemmeno più a distinguere contro chi sto combattendo, se contro la mafia o contro pezzi dello Stato.
In questa battaglia – prosegue l’imprenditore – ho sacrificato e sto sacrificando tutto quello che ho di più caro: i miei affetti, il mio lavoro, la mia attività, i miei amici e la mia situazione finanziaria da tempo non è florida.
Lo Stato dovrebbe aiutarmi, lo Stato dovrebbe aiutare tutte quelle persone che, con coraggio, decidono di percorrere la strada più tortuosa e difficile che è quella della giustizia e della legalità.
Io mi sono fidato dello Stato, ho messo la mia vita e quella dei miei cari nelle loro mani, mi auguro che questa non debba essere la mia unica colpa.
Il tempo si dice che sia galantuomo e quindi non resta che aspettare che la giustizia faccia il suo corso ma non posso accettare che chi sta perdendo tutto come me debba passare da chi ha denunciato a chi è indagato.
Invito tutti coloro che lo vogliano a venire a vedere come vivo io da quando ho intrapreso questa battaglia: da solo, accerchiato, senza più l’affetto di parenti e amici, quasi senza più dipendenti che vogliano lavorare per me, quasi senza più lavoro.
Qual è la mia colpa? Cosa ho fatto per meritarmi questo? Cosa abbiamo fatto per meritarci questo?
Abbiamo e stiamo combattendo la mafia, conclude Cutrò, voglio sperare che non sia questa la mia colpa.
”Sto valutando la possibilità di lasciare Bivona, in questa terra, è impossibile combattere la mafia e, allo stesso tempo, lavorare con tranquillità.”
Ignazio Cutrò
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