Gioacchino Genchi impetuoso sull’agenda rossa e l’omicidio di Paolo Borsellino.
Buon ascolto e buona visione
Le iniziative di Angelino Alfano pro Ignazio Cutrò
“Plauso al Guardasigilli Angelino Alfano per l’annuncio che lo stato garantirà una copertura assicurativa per i beni delle vittime del racket che avranno il coraggio di ribellarsi alle estorsioni” .Questa è la dichiarazione dell’imprenditore Ignazio Cutrò, che nei mesi scorsi aveva sollecitato proprio lo scudo assicurativo per quegli imprenditori che quotidianamente combattono contro la mafia ed il racket. Cutrò negli anni passati, e recentemente, ha subito decine di intimidazioni, con danneggiamenti di mezzi e strutture, che hanno messo in seria crisi la sua azienda.“Il Ministro con questa azione – dichiara Cutrò – sta mostrando grande sensibilità a una questione molto sentita dagli imprenditori che vivono in territori disagiati e che spesso debbono, purtroppo, confrontarsi con le associazioni criminali. Lo scudo assicurativo non è uno strumento demagogico ma una risorsa per garantire il futuro di imprese sane che cercano sviluppo ma nel rispetto delle leggi e respingendo l’aggressione di mafia e associazioni criminose. Già in un incontro avuto col Ministro Alfano- continua Cutrò – avevo notato, proprio parlando della possibilità dello scudo assicurativo, una grande sensibilità e una voglia di ascoltare le problematiche che ponevo. Ho avuto subito la certezza che a quell’incontro sarebbero seguiti i fatti. Così è stato, e di questo gli imprenditori debbono ringraziare l’impegno preso dal Guardasigilli. Per noi l’azione dello Stato è fondamentale per comprendere che non siamo soli nella lotta giornaliera a chi vuole aggredire le nostre aziende con intimidazioni e pesanti minacce. Spero di incontrare un’altra volta il Ministro per parlare di temi che mi sono, e che so gli sono, molto cari”.
Interrogazione Parlamentare dell’Onorevole Barbato sul caso Cutrò
Interrogazione Parlamentare sul caso dell’imprenditore di Bivona Ignazio Cutrò.
Buona visione
Il Governo che (fa finta) combatte la mafia
Come se la lotta alla Mafia fossero gli 8-10 mafiosi che Maroni si vanta di arrestare ogni giorno. “I quindici mesi di governo Berlusconi sono stati finora il periodo più felice nella lotta alla mafia”, aveva detto qualche mese fa il Ministro dell’Interno.
Maroni crede che fare la guerra alla Mafia vuol dire fare la guerra ai nomi dei capi, ma dimentica o ignora il potere dei “prestanome”, quelli a cui sono intestati gli ingenti capitali economici dei boss.
Come se spuntire una matita significhi spezzarla. Come se annullare un tentacolo significi uccidere la piovra.
Con lo scudo fiscale e con la vendita dei beni confiscati alle criminalità organizzata, il Governo non si rende conto di aver raddoppiato se non triplicato il potere dei clan.
Il Ministro Maroni dimentica di fare i “conti” con il Ministro Tremonti.
Ma mettiamo il caso io fossi un mafioso, con un miliardo di euro in un paradiso fiscale, se quel miliardo lo rimpatriassi con lo scudo fiscale per ricomprare all’asta uno dei miei beni confiscati: il Ministro Maroni ed il Ministro Tremonti cosa ne saprebbero? Se l’è posta il Governo questa domandina semplice semplice?
Secondo l’associazione Libera sono 3500 i beni immobili confiscati, e non ancora destinati, che potrebbero essere venduti all’asta, su Vita.it è possibile scaricare anche l’elenco di questi beni.
La verità è un’altra, molto più infame e più meschina.
Come ha sottolineato il questore di Napoli Santi Giuffrè un paio di settimane fa, questi beni sequestrati ai clan nessuno li vuole, e quindi vanno in malora.
Come potete leggere qui, il Governo, in seguito a tutte le polemiche delle associazioni antimafia, non ha fatto altro che inserire un diritto di opzione per le cooperative costituite da operatori delle forze armate e delle forze dell’ordine per rilevare gli immobili confiscati alla mafia, e una prelazione per gli enti locali interessati a mantenere il possesso e la proprietà dei beni confiscati sul proprio territorio.
E’ ovvio, è palese che quelle case e quelle auto ritorneranno in possesso dei clan.
Cutrò in aula per il processo “Face Off”
Buona visione.




















