Intervista all’artista Sabah Benziadi: “Una danza per l’integrazione”

dicembre 29, 2009 · Posted in Articoli · Comment 

 Sabah Benziadi è una delle danzatrici e delle coreografe più famose e conosciute non soltanto in Italia ma anche all’estero. E’ nata ad Algeri ma vive in Italia e in Sicilia da tempo. Mora, tipica bellezza mediterranea, corpo sinuoso, è considerata l’ambasciatrice della danza orientale nel mondo. Nei suoi spettacoli la danzatrice si muove, parla col suo corpo, stupisce per la grazia delle movenze, per l’atmosfera che riesce a creare e per la gioia di vivere che ogni movimento trasmette. Con la stessa classe e la stessa gentilezza mi racconta un po’ di sé, della sua vita, del mondo della danza e della cultura orientale, un mondo solo apparentemente lontano da noi e invece presente nella nostra terra, nei nostri geni, nella nostra storia.

Come si è avvicinata al mondo della coreografia in generale e alla danza orientale e del ventre in particolare?

Io provengo da una famiglia di artisti molto vicina al mondo della danza e dello spettacolo ma la mia esperienza è anche frutto di una grande passione personale. Ritengo la danza un modo di esprimere e la mia è Teatro Danza Orientale. Per quanto riguarda lo stile ho fatto mia la componente algerina alla quale ho aggiunto alcuni movimenti personali, creati da me, mentre ho diminuito gli influssi provenienti dall’Egitto poiché quel tipo di danza è più affine al ramo del cabaret. Inoltre nella mia danza ho deciso di togliere anche i passi più erotici, pur rimanendo molto sensuale, per renderla adatta agli spettacoli.

Chi sono stati i suoi primi maestri e quali le esperienze più gratificanti che ha vissuto nel mondo dello spettacolo?

Mi posso definire un autodidatta poiché non ho avuto maestri nella mia crescita professionale. Osservavo semplicemente le altre danzatrici durante i loro spettacoli, nelle feste, nei matrimoni e ho cominciato ad apprendere i movimenti tipici creandone al contempo di nuovi. Credo che l’osservazione e la gestualità siano fondamentali nel mio ambito. I momenti più importanti e piacevoli della mia carriera sono sicuramente il premio di merito che ho ottenuto a Babilonia in Iraq, alcuni anni fa, dove mi sono esibita in un tempio e poi, il tour che ho fatto con Battiato e lo spettacolo “Mille e un velo” portato in scena in occasione del festival Tao Art a Taormina e di cui ho curato sia la regia che la coreografia. Ricordo con piacere l’esperienza che ho vissuto accanto a Battiato perché mi sono divertita molto durante gli show, mi ha trattato come una grande amica. E’ una persona davvero amabile, colta, studiosa, si comprende subito che non è uno qualsiasi e che è aperto a tutte le altre culture. Davvero splendido.

Quali sono i suoi prossimi impegni professionali?

Il mio prossimo spettacolo si chiamerà “La palma clandestina” e parla del punteruolo rosso. Devi sapere che a Palermo ho creato un gruppo, “Teatro Danza Sperimentali e Orientali”. Ormai non faccio solamente spettacoli e basta ma cura la regia dell’evento. “La palma clandestina” sarà portata in scena a marzo in un festival negli Emirabi e sarò ospite d’onore anche a Fanawsa, in Giordania, ho messo a punto nuovi movimenti e designato anche i costumi che ho fatto realizzare da alcuni maestri in Algeria e in Siria. Quella del punteruolo rosso è una tematica che mi sta particolarmente a cuore perché penso che la Sicilia senza le sue palme perderà un po’ della sua bellezza, quindi ho pensato di creare delle coreografie ad hoc per parlare di quello che ritengo un disastro e per sensibilizzare le amministrazioni.

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