Legambiente sul ddl bavaglio. «Le ecomafie festeggiano»

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Varie, Vita Politica

 Il presidente di , Vittorio Cogliati Dezza, chiede al governo di non limitare le indagini sui reati in campo ambientale. «Questi crimini causano gravi danni al territorio e alimentano il business delle ecomafie»

Il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo aveva garantito il suo impegno personale per stralciare gli illeciti in campo ambientale dai reati per i quali è prevista la stretta sulle . Ma stando alle ultime versioni del ddl, con la blindatura di oggi da parte di Berlusconi le norme che riducono ai minimi termini il ruolo delle nelle indagini sono ancora tutte lì. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, spiega quali sono i timori legati alle indagini sul crimine albientale.

“Solo le intercettazioni hanno permesso di scoprire e bloccare alcuni pericolosi traffici di rifiuti industriali, soprattutto al Nord Italia, gestiti dalla criminalità organizzata insieme a imprenditori collusi e ‘colletti bianchi’ senza scrupoli, che ora queste norme impediscono di ascoltare. Se il testo della legge sulle intercettazioni non prevederà la possibilità di indagare in quella “fascia nebulosa” dei collusi non prettamente mafiosi, le ecomafie festeggeranno, in attesa di guadagnare cifre anche superiori ai 20,5 miliardi di euro intascati nel 2009”.

Per il presidente di Legambiente le intercettazioni ambientali e telefoniche sono uno strumento fondamentale per contrastare i crimini contro l’ambiente. “Crimini che non causano solo gravi danni al territorio ma che alimentano il business dell’illegalità gestito dalle cosche, devastano i settori legali del turismo e delle produzioni agroalimentari di qualità; aumentano l’incidenza di malattie gravi e spesso irreversibili, minano il futuro dell’intero Paese.

Le Forze dell’ordine fanno un lavoro straordinario per contrastare l’ecomafia – ha concluso Cogliati Dezza, ma hanno bisogno dell’impegno del Governo per poter consolidare i risultati, a partire dalla possibilità di usare le intercettazioni e dall’urgenza di introdurre i delitti contro l’ambiente nel Codice Penale”.

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