Dove sei, Matteo? Viaggio dentro gli affari (sporchi) del latitante Matteo Messina Denaro

Posted by: Calogero Parlapiano  :  Categoria: Articoli, Sicilia, Vita Politica

Viaggio negli affari di Matteo Messina Denaro, l’erede di Riina e Provenzano, al vertice della Cupola mafiosa. Droga, appalti, cemento, racket, traffico di donne e di clandestini, grandi opere, la che spara di meno e si trasforma in S.p.A. Un boss ricco ma braccato dalle forze dell’ordine. Sarebbe ancora nel trapanese per gestire affari e mandamenti in prima persona. Qualcuno lo tradirà?

 

E ora è rimasto soltanto Matteo Messina Denaro da catturare. Il numero uno, la Primula Rossa, Diabolik, l’uomo che “con tutte le persone che ho ucciso si ci potrebbe fare un cimitero”. È Matteo Messina Denaro, dopo l’arresto di Bernardo Provenzano, Giuseppe Falsone, Gerlandino Messina e del camorrista Michele Zagara, ad essere stato posto in testa ai latitanti più pericolosi d’Italia. Messina Denaro, dai molteplici soprannomi, è lui il capo operativo del cartello dei mafiosi siciliani. Il reggente della Cupola. Il collegamento tra la vecchia e la nuova concezione di criminalità organizzata. E’ lui che ha ricevuto l’investitura direttamente da Provenzano prima del suo arresto. Cemento, droga, armi, traffico di prostitute, racket, gioco d’azzardo, centri commerciali, appalti e grandi opere pubbliche, non c’è profumo di denaro che non attiri il boss e i suoi mandamenti.
Matteo Messina Denaro non è un boss all’antica, è un manager, un imprenditore, un cultore della bella vita, delle donne e del lusso, è stato capace di pretendere che la sua Castelvetrano divenisse un luogo capace di diffondere tranquillità, adatta per la sua latitanza, e un posto che faccia da propulsore attento e efficiente per le sue aziende. Letti tutto…