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	<title>CALOGERO PARLAPIANO &#187; Not Magazine</title>
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	<description>VIAGGIO, AMORE, VITA, SCIACCA. PUNTI DI SVISTA</description>
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		<title>Cuore da Leoni (Sicani)&#8230; L&#8217;importanza dello Sport</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 10:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Parlapiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Lo sport è tante volte pieno di belle storie, di storie a lieto fine. Una di queste è rappresentata dal team dei Leoni Sicani, la prima squadra di wheelchair hockey nata in provincia di Agrigento, che ha acceso i riflettori su uno sport e su una problematica non sempre al centro delle attenzioni della [...]
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Il wheelchair hockey, ossia l’hockey su carrozzina elettrica, è uno sport straordinario: divertente da vedere e da giocare, utile, perché permette di fare sport a persone con disabilità, appassionante e spettacolare. Ci giocano in particolare, ma non solo, atleti con distrofia muscolare e patologie neuromuscolari. Ha le regole dell&#8217;hockey ma si utilizzano carrozzine elettriche. Chi riesce usa una mazza, chi non riesce un attrezzo a croce, chiamato stick, fissato ai bordi della carrozzina, che permette di colpire la palla. E’ nato negli anni Settanta nei Paesi scandinavi quale disciplina scolastica per favorire l&#8217;attività fisica di persone con gravi disabilità. Abbiamo parlato di questo e dell’attività dei Leoni Sicani col capitano e anima della squadra Giuseppe Sanfilippo.</p>
<p><strong>Giuseppe Sanfilippo, lei è capitano della squadra dei “Leoni Sicani”. Di che cosa si tratta?<span id="more-2121"></span></strong></p>
<p>Si tratta per prima cosa di un sogno realizzato, la prima squadra di hockey su carrozzina elettrica in provincia di Agrigento, la quarta in Sicilia. Per cinque anni ho praticato questo sport a Palermo, ma il desiderio era quello di costituire una squadra nel mio paese, Santa Margherita di Belice, e che comunque rappresentasse l’intero comprensorio di città come Sciacca, Menfi, Sambuca o Montevago. Ci siamo riusciti coinvolgendo ragazzi affetti da diverse patologie neuromuscolari, facendoli appassionare a questa disciplina sportiva, che è l’unica che permette a chiunque abbia una disabilità riguardante la deambulazione nel cimentarsi in questo sport.</p>
<p><strong>Come e quando avete deciso di fondare questa splendida realtà agonistica?</strong></p>
<p>E’ avvenuto tutto in fretta nel giro di dodici mesi, nell’aprile 2010 ho conosciuto Luca Garofalo, un ragazzo in carrozzina di Sciacca che aveva voglia di fare sport, da lì ci siamo cominciati a muovere per trovare altri atleti, nelle scuole, nelle associazioni, fino a che, nel mese di Luglio è nata l’Associazione Sportiva Dilettantistica Leoni Sicani. Dopo un anno esatto, questa squadra ha in rosa ben dieci atleti e ha appena disputato la sua prima trasferta interregionale in campionato.</p>
<p><strong>Un problema che dovete affrontare tante volte è la mancanza di strutture sportive adeguate nel territorio agrigentino dove potervi allenare e giocare i vostri match. Come sopperite? Quali prospettive vi attendete in merito per il prossimo futuro?</strong></p>
<p>Per quanto riguarda le strutture sportive siamo stati in un primo momento molto fortunati nell’avere a disposizione, sia per gli allenamenti che per le partite, il palasport di Sambuca, che per le nostre esigenze è una struttura eccezionale. Da un mese però l’impianto è gravemente danneggiato e ci siamo dovuti spostare nel pallone tenda di Sciacca che il comune ci ha messo a disposizione per le ultime giornate di campionato. Per il futuro speriamo che le istituzioni possano rimettere in sesto la struttura sportiva di Sambuca sia per la nostra attività che per tutte le associazioni che disputavano le proprie gare in quel palazzetto.</p>
<p><strong>Elencaci tutti i componenti della squadra: giocatori, staff, allenatore, dirigenti, accompagnatori…</strong></p>
<p>Gli atleti sono: Luca Garofalo, Giuseppe Bivona, Emanuele Bellitti e Francesca Nicolosi di Sciacca; Aurelio Licari, Francesca Massimino e Mariapia Mendolia Calella di San Giuseppe Jato; Giacomo Palmeri di Menfi; Giuseppe Sanfilippo di Santa Margherita di Belice; Antonio Armato di Sambuca di Sicilia.<br />
L’allenatore è Salvino Sanfilippo, il vice allenatore è Salvatore Bellitti. I dirigenti invece sono: Francesca Massimino &#8211; Presidente dell’Associazione, Margherita Porcaro &#8211; Vice Presidente, Giuseppe Sanfilippo &#8211; Segretario, Giorgio Garofalo &#8211; Direttore Generale, Ettore Mendolia Calella &#8211; Direttore Sportivo, Angelo Massimino &#8211; Team Manager.</p>
<p><strong>Dal punto di vista agonistico come sono andate le vostre prime partite ufficiali? Puntate ai vertici alti della classifica?</strong></p>
<p>Le nostre prime partite sono andate abbastanza bene, oltre tutte le nostre aspettative. Abbiamo perso la prima giornata e vinto la seconda, contro le Aquile Palermo, con il medesimo risultato di 8 a 2 in entrambe le partite. Abbiamo vinto contro gli All Blacks Genova per 7 a 0 e abbiamo perso contro la favorita del girone, la Vitersport Viterbo per 6 a 3. Adesso abbiamo le gare di ritorno in casa contro Genova e Viterbo in cui daremo tutto per vincere.<br />
Per quanto riguarda l’obbiettivo stagionale, abbiamo sempre detto che questo era l’anno in cui si partiva per fare esperienza contro squadre più attrezzate di noi, e poi si puntava molto al piano organizzativo, quindi, ricerca di fondi per acquistare le carrozzine elettriche per tutti i ragazzi che sono in squadra, visto che molti di loro non ne sono in possesso. Adesso dopo un anno, posso solo dire che questo gruppo è riuscito a fare dei “miracoli” ricevendo tantissimi complimenti da altre squadre di tutta Italia, abbiamo un enorme potenziale tecnico e sono sicuro che nei prossimi anni ci toglieremo tante soddisfazioni.</p>
<p><strong>Lo sport è un aspetto fondamentale sia per socializzare che per rendere visibile agli altri una realtà spesso posta poco sotto attenzione come quella dei diversamente abili. Quali sono i vostri obiettivi, oltre a quello di giocare e divertirsi?</strong></p>
<p>I Leoni Sicani hanno già raggiunto importanti vittorie su questo punto, adesso le istituzioni, la gente dei nostri piccoli paesi, sanno che ci sono dieci ragazzi in carrozzina che escono di casa, che fanno sport, che studiano o lavorano, che hanno dei diritti e dei doveri come tutti! Questa squadra fa “vedere” a tutti i Comuni che ci sono dei cittadini che vogliono andare in un bar, in una piazza, in una chiesa e a causa dei soliti scalini non possono entrare. Questa squadra dimostra alla gente comune che i disabili non sono dei “marziani” ma persone che hanno sentimenti, passioni, pregi e difetti anche, come tutte le persone che si reputano “normali”. Io credo che i Leoni Sicani possano servire da stimolo ai nostri paesi, per crescere tutti, sotto il profilo culturale e mentale, avendo così nel nostro piccolo una società migliore in cui vivere.</p>
<p><strong>Il mondo della politica e delle istituzioni in generale, fa abbastanza per la vostra realtà? C’è qualcosa che, a suo parere, si può fare e ancora non è stato fatto?</strong></p>
<p>Diciamo che ci aspettavamo una risposta più concreta e sensibile da parte delle istituzioni, in primis da parte di alcuni comuni che ad oggi non hanno dato alcun contributo di qualsiasi natura alla nostra associazione. Stiamo partendo da zero e ciò comporta specie per il primo anno, grandi spese, soprattutto per l’acquisto delle carrozzine elettroniche. Abbiamo avuto l’appoggio dell’Unione dei Comuni Terre Sicane, ma nulla si è mosso ad esempio a livello regionale o provinciale, malgrado siamo l’unica squadra presente in tutta la provincia di Agrigento. Speriamo in tempi migliori, e soprattutto in “cervelli” più aperti e sensibili nei confronti della nostra attività.</p>
<p><strong>Un auspicio per il futuro?</strong></p>
<p>L’auspicio è quello che questa squadra possa diventare il fiore all’occhiello del nostro territorio, che possa ricevere l’attenzione che merita, che possa essere un punto di riferimento per tutti quei ragazzi che nel 2011 stanno ancora chiusi nelle proprie case, per vergogna della propria disabilità, e credetemi ce ne sono parecchi. Il nostro obbiettivo è quello di far capire ai disabili e non, che la vita si vive, si affronta così per com’è, e l’hockey su carrozzina è uno sport che dimostra che “se si vuole, si può” dipende da noi, dipende da quanto saremo bravi nell’abbattere le nostre barriere mentali. Poi è chiaro che un altro auspicio è quello di salire prima possibile in Serie A1 e magari tra qualche tempo puntare allo scudetto. Le premesse ci sono tutte.</p>
<p><strong>Vuole lanciare un appello per sostenere le attività dei Leoni Sicani?</strong></p>
<p>Con piacere. Vista la recente costituzione stiamo cercando possibili nuovi atleti. Ognuno può aiutarci nel coinvolgere un proprio familiare, parente, amico o semplice conoscente. E’ uno Sport che come dico sempre io, può cambiare o ridare la vita ad ognuno di noi.<br />
Inoltre, aspettando che le istituzioni ci diano una mano, siamo sempre alla ricerca di aziende che siano intenzionate a sponsorizzarci, investendo in qualcosa di “diverso”, non la solita squadra di calcio, ma un gruppo di ragazzi in carrozzina che partecipano ad un campionato nazionale, affrontando trasferte in tutta Italia. Chiunque fosse interessato può contattarci per qualsiasi informazione all’indirizzo e-mail: leonisicani@libero.it , per eventuali donazioni invece, il nostro codice Iban è il seguente: IT18H0879683140000030300834.<br />
Oppure potete sostenerci destinando il vostro 5&#215;1000 ai Leoni Sicani inserendo nell’apposito modulo il codice fiscale dell’associazione, 92020760846, sia nella sezione dedicata alle Onlus o in quella per le Associazioni Sportive Dilettantistiche. A voi non costa nulla, per noi è un aiuto importante. I Leoni Sicani tornano in campo sabato 14 maggio prossimo contro il Vitersport Viterbo. Si gioca a Sciacca presso il pallone tenda di contrada Perriera. Una nuova occasione per sostenerli e apprezzarli in tutto il loro amore per lo sport e per la vita.</p>
<p>Calogero Parlapiano &#8211; tratto da <strong><a href="http://www.calogeroparlapiano.com/tag/not-magazine/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Not Magazine">NOT MAGAZINE</a></strong> (di qualche numero fa&#8230;)</p>
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		<title>In edicola il nuovo numero di NOT MAGAZINE</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 10:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Parlapiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In edicola nuovo straordinario numero di Not Magazine. Dopo il successo delle precedenti edizioni, Not Magazine torna in edicola con nuove inchieste e nuove straordinarie storie. La copertina di questo numero è dedicata all’ex ministro Calogero Mannino. Per decenni protagonista della politica italiana, in una lunga intervista, parla della Democrazia Cristiana, di un nuovo soggetto [...]
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Dopo il successo delle precedenti edizioni, Not Magazine torna in edicola con nuove inchieste e nuove straordinarie storie.<br />
La copertina di questo numero è dedicata all’ex ministro Calogero Mannino. Per decenni protagonista della politica italiana, in una lunga intervista, parla della Democrazia Cristiana, di un nuovo soggetto politico, ma anche di diversi personaggi della politica di oggi e di ieri: Cuffaro, Miccichè, Berlusconi, Romano, Alfano e Cimino.<br />
Da non perdere l’intervista a Totò Schillaci. Il capocannoniere dei Mondiali di Italia 90, si confessa a Not Magazine. Tra rimpianti e rivincite, l’ex calciatore ci racconta la sua vita dentro e fuori i terreni di gioco.<br />
Ricco anche lo spazio dedicato alle inchieste, con un viaggio nelle tre province dove il mercato della prostituzione non conosce crisi e all’interno dei penitenziari siciliani, dove si vive una sconvolgente realtà.<br />
Anche questa volta, tanti i personaggi che conosceremo da vicino: il giornalista di Tele Jato, Pino Maniaci; gli attori Serena Autieri, Giulio Base e Sarah Maestri; il cestista trapanese Giancarlo Di Simone; i musicisti saccensi de “Le antiche serenate notturne”; l’artista agrigentino Marco Savatteri; ed ancora, il giornalista del Tg5 Carmelo Sardo, i “picciotti” racalmutesi di “Malgrado tutto” e il canicattinese Angelo Sferrazza.<br />
Queste e tantissime altre storie su Not Magazine<br />
<strong>In vendita in tutte le edicole delle province di Agrigento, Trapani e Palermo.</strong></p>
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		<title>Che tempo che fa con Giuseppe Parinisi. La passione per il Meteo</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 11:42:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Parlapiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura e Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Not Magazine]]></category>
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<strong>Lei ha installato sul tetto della sua casa una stazione meteorologica amatoriale? Di cosa si tratta? E perché proprio a Caltabellotta?</strong><br />
Ho deciso di installare tutto a Caltabellotta per un motivo molto semplice. Lì c’è la casa che una volta era dei miei nonni, una casa isolata dove sicuramente non reco disturbo a nessuno mentre a Sciacca abito in un condominio e non era possibile sfruttare la terrazza dell’edificio, per evitare problemi con gli altri vicini. La mia stazione meteorologica è amatoriale, è dotata di una consolle, all’esterno ci sono dei sensori mentre è tutto collegato attraverso la rete wireless e le porte usb. I sensori captano dei valori che vengono elaborati in dati: mi riferisco soprattutto alla temperatura, alla pressione ed all’umidità. In realtà si tratta di un software tutto sommato abbastanza semplice, esso crea la pagina html, legge i dati in tempo reale e li salva automaticamente. Naturalmente la presenza umana è fondamentale, infatti, quando posso, mi reco spesso a Caltabellotta a controllare il perfetto funzionamento del sistema ma è chiaro che non posso stare sempre dinanzi a quel computer. I dati meteo forniti dalla mia stazione sono consultabili costantemente presso il mio sito personale www.caltabellottameteo.com  , oppure anche sul sito di un mio amico www.caltabellotta.com all’interno del quale ci sono degli appositi link che rimandano ai miei dati.<br />
<strong>Ma nel dettaglio quali sono gli strumenti di cui è dotata la sua stazione meteorologica?</strong><br />
Posseggo diversi strumenti ormai. L’anemometro che registra la velocità e la direzione del vento, il pluviometro che misura la quantità di pioggia caduta, il termoidrometro che analizza invece la temperatura ed il livello di umidità, il sensore UV che registra l’intensità della luce ultravioletta: se i valori registrati da questo apparecchio sono elevati significa che maggiore è il rischio di subire scottature cutanee. Comunque è bene dire che la mia stazione è utile soprattutto per il monitoraggio delle condizioni meteo, non per le previsioni a lunga scadenza per le quali mi servirebbero attrezzature più sofisticate e più costose. La mia strumentazione garantisce, nonostante tutto, una previsione valida al massimo entro le ventiquattro ore e per un raggio di 35-40 kilometri.<span id="more-1768"></span><br />
<strong>A quando risale la sua passione per il meteo?</strong><br />
Non ho una risposta precisa per questa domanda. Sono un ragazzo al quale appassiona molto l’informatica. Alcuni anni fa, durante il periodo natalizio, ero alla ricerca di uno sfizio bizzarro da potermi togliere ed ho scelto questo. Ho trovato tutte le apparecchiature in mio possesso su e-bay ed ho speso in totale all’incirca 250 euro, 150 solamente per la consolle ed i sensori. Si tratta di un’ottima stazione amatoriale, una Oregon. Da quel momento la passione è aumentata. Ho cominciato a documentarmi sempre di più sulla materia, mi sono iscritto a diversi forum meteorologici per poter affinare le mie conoscenze attraverso lo scambio di idee e di consigli. Successivamente mi sono iscritto anche al CMS, ossia al Centro Meteorologico Siciliano: si tratta del servizio di ricerca e monitoraggio climatico in Sicilia, costituito da tutti i dati che raccolgono dalle tante stazioni meteorologiche amatoriali presenti sull’isola tra cui la mia. Che io sappia in questa zona dell’agrigentino è presente soltanto la mia stazione ma, in generale, ce ne sono davvero parecchie e nemmeno così distanti rispetto a Sciacca o a Caltabellotta.<br />
<strong>Quali sono i prossimi obbiettivi che intende raggiungere attraverso questa sua passione?</strong><br />
Sicuramente mi piacerebbe entrare a far parte dell’OMM, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale. Per far realizzare questo sogno devo avere un sensore che analizza la temperatura collocato dentro uno schermo solare. Questo sensore deve essere sistemato in un punto al buio stando a contatto, allo stesso tempo, con la luce. Se i dati registrati vengono considerati attendibili, allora la mia stazione sarà ritenuta a norma. L’attendibilità dei miei dati e della mia stazione sarà ottenibile grazie al Centro Meteo Network che è un centro di analisi delle condizioni meteo a livello nazionale. Anche i responsabili di questo Centro mi devono mandare quel sensore specifico. Se i dati del mio sensore corrispondono o sono molto simili a quelli registrati dal loro sensore, allora avrò superato la prova. Se supererò questa prova, cosa che cercherò di ottenere entro le prossime settimane, non solo entrerò a far parte dell’OMM, ma sarò inserito anche nella famosa rete Epson Meteo. Quindi quello che è nato quasi come un gioco, rischia, e ne sono contento, di trasformarsi in qualcosa di più serio ed importante. Questi eventuali risultati non mi garantiscono alcuna retribuzione né dalla Epson né dal Comune, è una cosa che cercherò di ottenere soprattutto per mia soddisfazione e gratificazione personale. La mia stazione meteorologica amatoriale nella rete Epson Meteo: magari!<br />
<strong>Oltre alla grande passione per il meteo, quali sono i suoi principali hobby?</strong><br />
A me piace qualsiasi cosa che sia legata con la tecnologia, con l’informatica, con l’elettronica, con i computer. Come si dice in Sicilia, adoro “smachiniari”, costruire, montare, smontare, realizzare. Per esempio un’altra mia grande passione sono le tartarughe. Ne ho cinque e sono stato io a sistemare il loro acquario. Mi intendo di razze e cerco di capire la gestione del loro ecosistema.<br />
<strong>Pensa un giorno di poter acquistare apparecchiature tali da avere una stazione meteorologica maggiormente professionale?</strong><br />
Si, ci ho pensato e ci penso tuttora. La professionalità si può raggiungere con strumenti che permettono rilevazioni migliori e più dettagliate. Che io sappia, la stazione migliore è quella Davis il cui costo si aggira tra le 900 e le 1200 euro, una bella cifra, seppur non proibitiva. Ma per arrivare a quel livello mi occorrono maggiori motivazioni: se l’interesse verso questa scienza aumenta, allora potrei pure prendere in esame questa eventualità. La differenza comunque tra la mia stazione e quella più costosa non è tanta, l’altra permette soltanto di leggere i dati all’infinitesimale, sono un po’ più precise, più cablate e più sensibili nella lettura dei dati. Si parla sempre di stazioni che garantiscono il monitoraggio delle condizioni meteo e non tanto la previsione. In realtà, nella mia stazione collocata a Caltabellotta c’è all’interno del software un programmino che permette di poter fare le previsioni inserendo determinate condizioni, soprattutto per quanto concerne la pressione che, come sappiamo, può essere alta (col bel tempo) o bassa ( col brutto tempo). Infine sulla mia stazione ho installato una web cam, accesa perennemente tutte le ore del giorno e della notte: in futuro mi piacerebbe avere web cam che garantiscono immagini più nitide e vorrei poter installare anche nuove web cam in altri punti di Caltabellotta. Ma per fare questo servono le autorizzazioni e soprattutto la consapevolezza che questa è una strada che voglio seguire in modo sempre più professionale.</p>
<p>Claude Adrien Helvetius scriveva: “Si vive solo il tempo in cui si ama” e non c’è dubbio che Giuseppe ama quello che fa, ama il tempo e soprattutto, riscopre nell’alternarsi delle belle e delle brutte stagioni, un po’ di sé. Un po’ di noi.</p>
<p><em><strong>Calogero Parlapiano &#8211; tratto da &#8220;<a href="http://www.calogeroparlapiano.com/tag/not-magazine/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Not Magazine">Not Magazine</a>&#8221;</strong></em></p>
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		<title>In edicola il nuovo numero di Not Magazine</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 12:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Parlapiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In edicola il nuovo straordinario numero di Not Magazine Dopo il successo della precedente edizione, Not Magazine torna in edicola con nuove inchieste e nuove straordinarie storie. È la bellissima Clizia Incorvaia la ragazza copertina di questo nuovo numero. La giovanissima show girl empedoclina, che ha fatto innamorare Chiambretti e Vanzina, svela a Not tutti [...]
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<a href="http://www.calogeroparlapiano.com/wp-content/uploads/2010/10/Cover_Not7.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1766" title="NOT_7_Cover.indd" src="http://www.calogeroparlapiano.com/wp-content/uploads/2010/10/Cover_Not7-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a> Dopo il successo della precedente edizione, Not Magazine torna in edicola con nuove inchieste e nuove straordinarie storie.<br />
È la bellissima Clizia Incorvaia la ragazza copertina di questo nuovo numero. La giovanissima show girl empedoclina, che ha fatto innamorare Chiambretti e Vanzina, svela a Not tutti i suoi segreti.<br />
Da non perdere l’inchiesta esclusiva riguardante l’ex numero uno di Cosa Nostra agrigentina, Giuseppe Falsone. In Francia non era da solo: gli aiuti arrivavano da molti paesi. Sono in molti, adesso, a tremare.<br />
“Vi racconto la mia Dc: Andreotti, Moro, Cossiga e quei mafiosi troppo vicini agli ambienti politici siciliani”: intervista all’ex Sottosegretario del Governo Andreotti, Calogero Pumilia. Intervista esclusiva all’autore del libro sul bandito Vallanzasca da cui è stato tratto il film di Michele Placido.</p>
<p>Tra i personaggi che conosceremo da vicino: l’empedoclino Aldo Sinesio, produttore di una delle più grandi etichette Jazz del mondo; l’attore Massimo Ciavarro; il giornalista Matteo Collura; il leader dei Tinturia, Lello Analfino, l’attore Alessandro Mario.<br />
Tra le storie di questa edizione, quella di  Mohamed Alì Ndiaye, da clandestino a campione di boxe grazie all’amore di una ragazza di Sciacca, e di Antonello Nicosia, da detenuto a laureato e studioso dei percorsi di recupero dietro le sbarre. Viaggio a San Giovanni Gemini per raccontarvi quella che fu la prima donna telefonista siciliana.<br />
Assolutamente da non perdere il nuovo straordinario racconto del vice direttore di Raitre, Nuccio Dispenza.</p>
<p>Queste e tantissime altre storie su  Not Magazine</p>
<p>In vendita in  tutte le edicole della provincia.</p>
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		<title>Gioielli che passione. Le creazioni di Fanny Vaccaro</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 10:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Parlapiano</dc:creator>
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<p><a href="http://www.calogeroparlapiano.com/wp-content/uploads/2010/04/fanny-vaccaro-4.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1572" title="fanny vaccaro 4" src="http://www.calogeroparlapiano.com/wp-content/uploads/2010/04/fanny-vaccaro-4-300x292.jpg" alt="" width="300" height="292" /></a>Incontrare Fanny Vaccaro è come immergersi in un mondo fatto di inventiva, fantasia ed originalità. Fanny è una giovane artista di Sciacca, nonché apprezzato avvocato, che ha scoperto da un po’ di anni di avere una dote particolare: quella di saper realizzare gioielli. E ne crea davvero di tutti i tipi e di tutte le dimensioni sbizzarrendosi tra orecchini, collane, spille, bracciali e persino portachiavi in un alternarsi di colori, stili e materiali che sanno rendere ogni cosa unica nel suo genere.<br />
Il mondo della moda, l’arte della manualità, l’unicità dei colori, la voglia di stupire e di stupirsi dinanzi all’immaginazione sono tutti elementi che caratterizzano la vita e le creazioni di Fanny.<br />
La abbiamo voluto quindi conoscere meglio per renderci conto, più da vicino, come e da dove nasce il suo estro.<br />
<strong><em>Quando ha scoperto di avere questa eccezionale manualità?<br />
</em></strong>Devo dire che tutto è iniziato nel periodo universitario, a Bologna, la città nella quale ho studiato. Adesso io sono un avvocato a tempo pieno mentre la realizzazione dei gioielli è la mia più grande passione oltre che un hobby che intendo portare avanti in tutti i ritagli di tempo possibili. A casa mia ho ritagliato uno spazio espositivo, un angolo, dove collocare le mie creazioni. Sicuramente la permanenza a Bologna mi ha molto influenzata per ciò che concerne l’ispirazione, lì ci sono tantissime boutique, c’è la possibilità di vedere e confrontarsi con altri pezzi artigianali. Insomma è proprio una bella città.<br />
<em><strong>Con cosa ha iniziato e quali sono i materiali che utilizza di solito?<br />
</strong></em>Ho iniziato con gli orecchini, la mia prima grande passione. Ne ho un paio per ogni vestito. Tutti pezzi unici e realizzati a mano. All’inizio devo ammettere che ero più rudimentale nella creazione, adesso, con la pratica e con l’esperienza maturata, sono sicuramente molto più brava. I materiali che uso sono tra i più disparati, qualsiasi cosa è buona, qualsiasi cosa può essere trasformata in arte: vetro, plastica, perline, fili di rame, pezzi di lampadari, cose spesso non preziose ma particolari che rendono la creazione originale ed il pezzo unico e mai in serie. Ultimamente però ho cominciato ad utilizzare anche materiali più preziosi come l’argento rosato, l’argento bagnato nell’oro, l’agata, alcune pietre preziose ma ciò che più conta è l’originalità. A volte penso che non saprei come sarebbe stata la mia vita se avessi scoperto prima questa passione per la creazione, magari avrei cambiato corso di studi, magari sarebbe stato, quello della realizzazione dei gioielli, un lavoro a tutti gli effetti. Ma alla fine, provenendo da una famiglia di avvocati ed avendo già lo studio ben avviato, ho preferito la strada più sicura. I gioielli invece, facendo una battuta, sono un hobby a tempo pieno.<br />
<strong><em>Ha un laboratorio e quali sono i principali strumenti che usa per creare?<br />
</em></strong>Il laboratorio è a casa mia, ho una valigetta che mi porto sempre dietro, a seconda della stanza nella quale mi sposto grazie alla quale creo in tutti i ritagli di tempo che la mia professione mi lascia liberi. Anche per quanto riguarda gli strumenti utilizzo di tutto. Tutto quello che può essere adatto alla creazione, soprattutto pinze e tronchesine. Poi naturalmente col passare del tempo e sviluppando ancora di più questa passione, mi sono documentata, ho appreso le varie tecniche ed ora sono un’esperta del settore. Da qualche tempo ho cominciato anche a comprare alcuni materiali su internet, presso alcuni siti specializzati, quindi è una passione che comporta anche alcune spese per me.<br />
<em><strong>Conosciamo meglio Fanny Vaccaro. Ha qualche curiosità da raccontarci?<br />
</strong></em>Beh, sono una ragazza di 29 anni. Faccio l’avvocato, ho fatto il liceo classico mentre mi sono laureata nel 2004 ed abilitata alla professione nel 2007. Ma mi è sempre piaciuto il mondo della moda, vedere creazioni nuove ed originali, adoro i vestiti infatti e tutti i miei amici mi chiamano “fashion”. Non è un caso quindi se un mio amico ha deciso di realizzare un sito con le mie creazione che si chiama, per l’appunto, www.fannyfashion.it E’ un sito carino ma che vorrei rendere ancora più professionale, inserendo di volta in volta tutte le foto delle mie creazioni. Purtroppo, come detto, il mio tempo libero è limitatissimo. La voglia di creare a dire il vero l’ho sempre avuta fin da bambina. Poco tempo fa, non ricordavo nemmeno di averli ancora, ho ritrovato una ventina di disegni che avevo fatto quando ero piccola e nei quali sono raffigurati degli abiti con le borse ed i gioielli abbinati. Fin da piccola ho sempre avuto una spiccata manualità ed a tutt’oggi adoro il bricolage, i puzzle, le miniature, mi sono persino dipinta la casa. E’ come se avessi avuto da sempre questa dote, solamente che per un lungo periodo della mia vita l’ho messa da parte perché tutti mi dicevano che ero brava a scuola, ed era davvero così, e che quindi dovevo fare tutt’altro. Poi nel periodo universitario è ricominciato tutto e ne sono felice.<br />
<strong><em><span id="more-1571"></span>Ha mai avuto modo di fare apprezzare al grande pubblico queste sue splendide creazioni?<br />
</em></strong>Qualche tempo fa mi hanno invitato a prendere parte ad una mostra che ho realizzato presso il Circolo Garibaldi ed è stata una bella esperienza grazie alla quale ho avuto la possibilità di confrontarmi anche con l’occhio della gente. Un’altra volta invece ho partecipato ad una manifestazione a Porto Empedocle condotta da Rosy Abruzzo. Si trattava di una sfilata, vi hanno preso parte degli stilisti di abiti ed io che ho presentato, grazie ad alcune modelle, la mia collezione di gioielli. Un’altra esperienza davvero bella e gratificante per me. Comunque la mia è soprattutto una grande passione, un amore da continuare a coltivare, infatti mi capita spesso di regalare le mie creazioni ad amiche oppure a parenti. Anche questo mi gratifica.<br />
<strong><em>Cosa vede nel suo futuro?<br />
</em></strong>Senza dubbio mi piacerebbe continuare a portare avanti questa grande passione che ho ma mi rendo conto che, anno dopo anno, diventa sempre più difficile a causa del lavoro che faccio nella vita e che assorbe quasi tutto il mio tempo e le mie energie. A dire il vero mi piace fare entrambe le cose, tanto l’avvocato quanto realizzare gioielli, entrambi gli aspetti della mia vita mi danno soddisfazione e li vorrei portare avanti in simbiosi ed in sinergia. Tante volte mi sono chiesta se era possibile per me svoltare e cambiare completamente vita. Se un giorno dovessi capire che questa mia passione è diventata qualcosa di più, è diventata più forte della professione potrei davvero prendere decisioni drastiche e cambiare vita ma si tratta sicuramente di una scelta assai difficile e complicata, che, almeno per il momento, mi rende dubbiosa. Poi, parliamoci chiaro, Sciacca non offre grandi palcoscenici per me e per tutti quelli che hanno la mia stessa passione, quindi, vivendo a Sciacca, non so fino a che punto mi converrebbe abbandonare il lavoro per portare avanti solamente questa mia passione… a meno che non trovassi qualche canale giusto, fuori da Sciacca.</p>
<p><strong><em>Calogero Parlapiano</em></strong> &#8211; tratto<strong><em> &#8220;Not Magazine&#8221;</em></strong></p>
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		<title>La storia del &#8220;saccense&#8221; Craig Warwick. Non è facile essere Sensitivo.</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 10:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Parlapiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non e’ saccense di nascita ma lo e’ ormai di adozione. Si tratta di Craig Warwick, inglese, da anni residente a Sciacca, dove ormai in tanti lo conoscono semplicemente come Craig ma in pochi come sensitivo. Una dote che Craig scopre di avere già da ragazzino e che lo porta ad essere visto come qualcosa [...]
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Craig Warwick è dotato sicuramente di una spiccata sensibilità, qualità che gli permette di “mettersi in contatto”, di vedere e di parlare con gli Angeli, figure molto diverse da come vengono rappresentate dall’iconografia classica. Gli Angeli così diventano presenze che ci guidano e ci accompagnano durante la vita. La sua dote è stata utilizzata per diversi casi di cronaca giudiziaria: uno su tutti quello della morte di Lady Diana. Tutte le sue storie adesso sono state raccolte in un libro dal titolo “Sensitivo. Non è facile essere Craig Warwick”.<br />
Nelle ultime settimane Warwick è stato spesso ospite nella trasmissione di Rai1 “Festa Italiana“, condotta da Caterina Balivo, in cui ha parlato della sua esperienza, della sua collaborazione per la ricerca di bambini scomparsi ed anche della sua vita a Sciacca, città che lo ha accolto e che hanno salutato affettuosamente insieme alla conclusione di ogni puntata.<br />
Anche io ho voluto incontrarlo per cercare di cogliere nuovi aspetti tanto della sua esperienza di sensitivo quanto della sua personalità e del suo carattere. Un incontro che, di certo, non ha deluso le mie attese.<br />
<strong><em>Dove sei nato Craig?</em></strong><br />
Sono nato in un piccolo paese vicino Greenwich, la famosa città del meridiano. La mia è una famiglia molto numerosa, infatti sono l’ottavo di nove figli.<br />
<strong><em>Quando sei arrivato in <a href="http://www.calogeroparlapiano.com/tag/italia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Italia">Italia</a> e perché?</em></strong><br />
Sono arrivato in Italia dodici anni fa, nel 1997, semplicemente perché ritengo che l’Italia sia un posto meraviglioso. Comunque ho viaggiato tanto nella mia vita trascorrendo spesso diversi mesi in uno stesso luogo prima di spostarmi nuovamente.<br />
<strong><em>Quanto ti piace il mondo dello spettacolo e quali sono le tue principali esperienze?</em></strong><br />
Il mondo dello spettacolo mi piace ma dipende anche con chi devo intraprendere uno show, se percepisco che il conduttore o la conduttrice sono delle brave persone allora sono più contento di fare qualcosa insieme a loro. Ho avuto diverse esperienze nell’ambito dello spettacolo in giro per il mondo, ricordo che per un po’ di tempo ho fatto radio dove cercavo di dare risposte alle tante persone che mi telefonavano. A Manchester ho preso parte ad un programma televisivo nel 2002 per il quale all’inizio dovevo collaborare per due settimane mentre alla fine vi sono rimasto tre mesi. In America invece ho lavorato spesso insieme ai divi di Hollywood, con personaggi importanti come l’attrice Kate Winslet e con tanti altri di cui però non posso farti i nomi poiché sono ancora sotto contratto con loro. Sono in pratica il loro psicologo personale, mi chiedono dei consigli, vogliono sapere se accettare o meno l’offerta per un film, cose di questo tipo.<br />
<strong><em>In America hai anche collaborato per la risoluzione di casi importanti di cronaca nera.</em></strong><br />
Si, ho collaborato per 10 anni con l’FBI americano. Hanno chiesto il mio aiuto sia sulle scene del crimine che per i cosiddetti “cold case”, i casi rimasti insoluti da troppi anni. Ho aiutato l’FBI in molti casi di ritrovamento di bambini ma anche per casi di omicidi. Non sempre è piacevole intervenire in cose di questo genere poiché si avverte la negatività, è una cosa stressante ma voglio puntualizzare che ho lavorato sempre gratis per la risoluzione di questi gialli. Non ho voluto e non ho mai preso soldi.<br />
<strong><em>Ci resti male quando qualcuno si mostra diffidente nei tuoi confronti e ti dice apertamente che non crede alle tue doti ed a quello che vedi?</em></strong><br />
Per me non fa differenza, non è importante. Mi arrivano tante e-mail di persone che dicono di non credermi ma non mi devono credere per forza. I miei sono soltanto consigli e mai un comando. Ognuno deve fare quello che vuole con la propria vita. So benissimo che è difficile credere in quello che non si vede, del resto sono abituato da sempre alla diffidenza. Nemmeno i miei genitori mi credevano.<br />
<strong><em><span id="more-1454"></span>Le tue doti di sensitivo quindi ti hanno causato dei problemi in famiglia?</em></strong><br />
Si, ho avuto tanti problemi in famiglia sia con i miei genitori che con i miei fratelli e sorelle. Loro avevano paura a vivere insieme a me. Ti dico solo questo: vivevamo in camere separate, loro da una parte, io in un’altra, da solo. Mi hanno fatto visitare da tanti dottori quando ero adolescente. Ma non gliene faccio una colpa: per me gli Angeli esistono, per gli altri, che non riescono a vederli, no.<br />
<strong><em>Come sei arrivato a “Festa Italiana”?</em></strong><br />
Questa è una bella storia. Un anno fa ho fatto i provini per il Grande Fratello e dovevo anche entrare. In quella circostanza però ho conosciuto una giornalista Mara Parmegiani, molto vicina agli ambienti Rai. A lei è piaciuta molto la mia storia e mi ha messo sotto contratto per cinque mesi con il mensile che dirige “Chapeau”. Quindi in pratica ho scelto il giornale rinunciando al GF. In ogni uscita di quella rivista io avevo sempre uno spazio per raccontare le mie storie e rispondevo anche alle lettere che pervenivano per me in redazione. Grazie anche alla collaborazione con “Chapeau”, mi hanno notato a “Festa Italiana” e Caterina Balivo mi ha voluto fortemente. Ma hanno dovuto aspettare ben cinque mesi poiché io all’inizio non ero sicuro di voler partecipare alla trasmissione in quanto ho sempre timore che gli altri non mi credano e poi perché volevo essere sicuro che gli Angeli da me volessero questo. Adesso posso dire di aver fatto la scelta giusta, a “Festa Italiana” sono rimasti contenti di me, hanno deciso di mettermi sotto contratto per tanto tempo, non solo quindi per la conclusione di questa stagione televisiva ma credo anche per la prossima. E ne sono felice perché avrò la possibilità di portare la mia esperienza ed aiutare tante persone.<br />
<em><strong>Abiti da molti anni oramai a Sciacca. Non ti dispiace che i tuoi concittadini abbiano scoperto la tua sensibilità solamente dopo l’apparizione su Rai1?</strong></em><br />
Ho aiutato tante persone anche a Sciacca, quindi diversi saccensi hanno conosciuto il Craig sensitivo prima delle mie apparizioni in tv. Il problema è un altro: a Sciacca ho paura che qualcuno non capisca bene quello di cui parlo, molti, sbagliando, mi considerano una specie di mago. Questo tipo di mentalità è sbagliata, mentalità che comunque non ho osservato solamente a Sciacca ma anche in giro per l’Italia. Io non sono un veggente, anzi giudico male la cartomanzia e tutte le cose del genere. E’ come se volessimo considerare alla stessa maniera un angelo ed uno spirito. Angeli e Spiriti sono due cose totalmente diverse, gli Angeli sono una luce, un flash, un bagliore.<br />
<strong><em>Che rapporto hai con la Fede?</em></strong><br />
Io credo in Dio, vado a Messa in Chiesa almeno una volta a settimana, credo in Padre Pio, credo negli Angeli e soprattutto sono convinto che nell’Universo sia presente la mano del Signore.<br />
<strong><em>Pensi di avere anche tu un Angelo che guida le scelte della tua vita?</em></strong><br />
Assolutamente si. Ho anch’io i miei Angeli che mi guidano nel mio percorso di vita e nel mondo. La cosa che mi fa più piacere è quella di percepire che la gente ne vuole sapere di più, ha voglia di conoscere gli Angeli e vuole conoscere anche Craig come persona. Per me è importante non giocare con la sensibilità e con i sentimenti delle persone. Sono gli Angeli che comandano noi e mai viceversa e sono gli Angeli che decidono se e quando farsi scorgere e mettersi in contatto.<br />
<em><strong>Proprio per conoscere un po’ di più Craig come persona: che <a href="http://www.calogeroparlapiano.com/tag/musica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Musica">musica</a> ascolti? Che libri ti piace leggere?</strong></em><br />
Io adoro la musica, mi piace qualsiasi genere musicale, adoro le voci femminili ed ascolto anche musica inglese, spagnola e latinoamericana. Tra i cantanti italiani invece apprezzo soprattutto Tiziano Ferro per la voce e Renato Zero per i testi che sono molto profondi. Anche la lettura è uno dei miei hobby preferiti. L’ultimo libro che ho letto è quello di Patrizia De Blanck all’interno del quale parla della sua vita e spiega come ha tutto vi sia un perché. E’ uscito inoltre anche il mio libro dove racconto le mie esperienze da sensitivo. Mi piace realizzare dei progetti di grafica al computer, è un modo per scaricarmi da tutti i pensieri soprattutto quando mi sento molto stanco poiché se tu stai male, io lo avverto, e sto male anche io.<br />
<em><strong>C’è stato un momento nella tua vita in cui hai pensato: “Basta! Non voglio vedere più nulla”?</strong></em><br />
Si, certo. Quando è morta mia madre. Volevo smettere di vedere, volevo fare finta di non vedere più nulla perché stavo male e soffrivo. Poi un giorno, dopo molti mesi, mi hanno contattato per la sparizione di un bambino. La famiglia di questo bimbo si era dapprima affidata ad un sensitivo francese che non faceva altro che chiedere soldi senza raggiungere alcun risultato. A loro non potevo dire di no, non potevo fare più finta di niente, si trattava di aiutare un bambino. Molte persone mi dicono spesso che io non assomiglio ad un sensitivo perché in tanti nel proprio immaginario identificano un sensitivo con una persona vecchia, bassa, calva, magari con la pancetta e rimangono sorpresi quando invece trovano me. Anche in Italia ed anche in Sicilia sono stato contattato spesso per casi importanti di cronaca nera e per sparizioni ma si tratta di vicende delicate ed ancora aperte, quindi di questo preferisco non parlare.<br />
<em><strong>Qual è la tua definizione del termine “Angelo”, se ne esiste una?</strong></em><br />
E’ molto difficile a dirsi. Io non ho mai visto Angeli con le ali come li immaginano tutti, non ci sono parole per descriverli. C’è qualcosa in più, c’è la consapevolezza che la nostra vita è meravigliosa, che non finisce qui, che continua e che ci attende qualcosa di bello oltre questa vita. Ogni Angelo è contento di essere un Angelo. Ma esistono anche gli angeli negativi quelli che si accompagnano a persone negative, io vedo anche queste cose ma preferisco mandarli via, non li guardo, non mi interessano perché mentono e dicono bugie, loro sono sempre molto arrabbiati, prendono in giro ed attorno a queste figure negative c’è tanto freddo, nessuna luce, nessun colore. Gli Angeli ci pensano, sono persone care che vogliono essere ricordate e che vogliono ricordarsi a loro volta di noi, cercano ogni modo per poter comunicare con noi. Tutti in realtà possiamo percepire la presenza degli Angeli, molti pensano ai sogni notturni ma io ritengo che spesso è più facile fare questi incontri durante i riposi pomeridiani oppure ascoltando una canzone che ci riporta indietro nel tempo, a qualcuno o a qualcosa.<br />
<strong><em>Quali sono i tuoi prossimi progetti?</em></strong><br />
Innanzitutto sono contento di proseguire la mia esperienza a “Festa Italiana” ma ho in itinere anche altri progetti, sempre con la Rai. Per la mia vita invece penso di continuare ad abitare a Sciacca. Nella città che mi ha ospitato vorrei presentare presto il mio libro e soprattutto devo aiutare un amico che è malato di cancro.<br />
<strong><em>Temi un giorno di non riuscire più a vedere gli Angeli?</em></strong><br />
Si, molto. Ho paura che possa capitare di non vederli più. Penso sempre che se un giorno io farò male a qualcuno, loro andranno via. Per questo cerco di aiutare quanti richiedono il mio aiuto e spero di comportarmi sempre bene con tutti.<br />
<strong><em>In migliaia, in Italia ed in Sicilia, in quel momento avrebbero voluto essere al mio posto e chiedere a Craig qualcosa sulla propria vita, così anch’io ho posto la fatidica domanda:<br />
“Anche io ho un Angelo che mi sta accanto?”<br />
</em></strong>Si. Ed è con te in questo momento.<br />
I dettagli che, in pochi minuti, mi ha raccontato sulla mia vita, su quella dei miei cari e su quella del mio Angelo mi hanno lasciato attonito e li tengo per me. E’ stato come sentirsi narrare squarci della storia della propria vita da una persona con la quale non avevo mai parlato prima di quel momento. Solo allora ho davvero compreso quanto sia difficile essere Craig Warwick.</p>
<p><strong><em>di Calogero Parlapiano</em></strong></p>
<p><em>Pubblicato sul mensile &#8220;<a href="http://www.calogeroparlapiano.com/tag/not-magazine/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Not Magazine">Not Magazine</a>&#8221; di dicembre. Direttore Michele Ruvolo.</em></p>
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		<title>Intervista all&#8217;artista Sabah Benziadi: &#8220;Una danza per l&#8217;integrazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 09:52:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Calogero Parlapiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Sabah Benziadi è una delle danzatrici e delle coreografe più famose e conosciute non soltanto in Italia ma anche all’estero. E’ nata ad Algeri ma vive in Italia e in Sicilia da tempo. Mora, tipica bellezza mediterranea, corpo sinuoso, è considerata l’ambasciatrice della danza orientale nel mondo. Nei suoi spettacoli la danzatrice si muove, parla [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.calogeroparlapiano.com/wp-content/uploads/2009/12/foto-di-Gianluca-Bonanno-Sabah6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1289" title="foto di Gianluca Bonanno Sabah6" src="http://www.calogeroparlapiano.com/wp-content/uploads/2009/12/foto-di-Gianluca-Bonanno-Sabah6-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></a> Sabah Benziadi</strong></em> è una delle danzatrici e delle coreografe più famose e conosciute non soltanto in <a href="http://www.calogeroparlapiano.com/tag/italia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Italia">Italia</a> ma anche all’estero. E’ nata ad Algeri ma vive in <a href="http://www.calogeroparlapiano.com/tag/italia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Italia">Italia</a> e in Sicilia da tempo. Mora, tipica bellezza mediterranea, corpo sinuoso, è considerata l’ambasciatrice della <a href="http://www.calogeroparlapiano.com/tag/danza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con danza">danza</a> orientale nel mondo. Nei suoi spettacoli la danzatrice si muove, parla col suo corpo, stupisce per la grazia delle movenze, per l’atmosfera che riesce a creare e per la gioia di vivere che ogni movimento trasmette. Con la stessa classe e la stessa gentilezza mi racconta un po’ di sé, della sua vita, del mondo della <a href="http://www.calogeroparlapiano.com/tag/danza/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con danza">danza</a> e della <a href="http://www.calogeroparlapiano.com/tag/cultura/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con cultura">cultura</a> orientale, un mondo solo apparentemente lontano da noi e invece presente nella nostra terra, nei nostri geni, nella nostra storia.</p>
<p><strong>Come si è avvicinata al mondo della coreografia in generale e alla danza orientale e del ventre in particolare?</strong></p>
<p>Io provengo da una famiglia di artisti molto vicina al mondo della danza e dello spettacolo ma la mia esperienza è anche frutto di una grande passione personale. Ritengo la danza un modo di esprimere e la mia è Teatro Danza Orientale. Per quanto riguarda lo stile ho fatto mia la componente algerina alla quale ho aggiunto alcuni movimenti personali, creati da me, mentre ho diminuito gli influssi provenienti dall’Egitto poiché quel tipo di danza è più affine al ramo del cabaret. Inoltre nella mia danza ho deciso di togliere anche i passi più erotici, pur rimanendo molto sensuale, per renderla adatta agli spettacoli.</p>
<p><strong>Chi sono stati i suoi primi maestri e quali le esperienze più gratificanti che ha vissuto nel mondo dello spettacolo?</strong></p>
<p>Mi posso definire un autodidatta poiché non ho avuto maestri nella mia crescita professionale. Osservavo semplicemente le altre danzatrici durante i loro spettacoli, nelle feste, nei matrimoni e ho cominciato ad apprendere i movimenti tipici creandone al contempo di nuovi. Credo che l’osservazione e la gestualità siano fondamentali nel mio ambito. I momenti più importanti e piacevoli della mia carriera sono sicuramente il premio di merito che ho ottenuto a Babilonia in Iraq, alcuni anni fa, dove mi sono esibita in un tempio e poi, il tour che ho fatto con Battiato e lo spettacolo “Mille e un velo” portato in scena in occasione del festival Tao Art a Taormina e di cui ho curato sia la regia che la coreografia. Ricordo con piacere l’esperienza che ho vissuto accanto a Battiato perché mi sono divertita molto durante gli show, mi ha trattato come una grande amica. E’ una persona davvero amabile, colta, studiosa, si comprende subito che non è uno qualsiasi e che è aperto a tutte le altre culture. Davvero splendido.</p>
<p><strong>Quali sono i suoi prossimi impegni professionali?</strong></p>
<p>Il mio prossimo spettacolo si chiamerà “La palma clandestina” e parla del punteruolo rosso. Devi sapere che a Palermo ho creato un gruppo, “Teatro Danza Sperimentali e Orientali”. Ormai non faccio solamente spettacoli e basta ma cura la regia dell’evento. “La palma clandestina” sarà portata in scena a marzo in un festival negli Emirabi e sarò ospite d’onore anche a Fanawsa, in Giordania, ho messo a punto nuovi movimenti e designato anche i costumi che ho fatto realizzare da alcuni maestri in Algeria e in Siria. Quella del punteruolo rosso è una tematica che mi sta particolarmente a cuore perché penso che la Sicilia senza le sue palme perderà un po’ della sua bellezza, quindi ho pensato di creare delle coreografie ad hoc per parlare di quello che ritengo un disastro e per sensibilizzare le amministrazioni.</p>
<p><strong><span id="more-1288"></span>Dove si trovano le sue scuole di danza orientale e chi sono coloro che decidono di iscriversi ad esse?</strong></p>
<p>Oltre a Palermo, ho aperto delle scuole a Roma, Napoli, Milano e Messina. Insegno anche presso l’accademia di danza orientale al Cairo in Egitto e ad Algeri in Algeria. Cerco di essere presente dovunque quando posso e mi avvalgo di valide e bravissime assistenti tra le quali mia sorella Khadra, anche lei danzatrice, coreografa e attrice. La cosa che mi inorgoglisce di più è che le mie scuole sono frequentate da donne di qualsiasi età e di qualsiasi estrazione sociale, dalla casalinghe, alla commessa, al manager, perfino giudici. Le mie scuole sono aperte a tutte le donne senza nessuna distinzione.</p>
<p><strong>Lei ormai è in Italia da diverso tempo.</strong> <strong>Com’è stato l’incontro tra le due culture, quella algerina e quella siciliana e quali sono i principali punti di contatto e le differenze?</strong></p>
<p>Devo dire che non ho avuto nessun problema e nessuna difficoltà. La Sicilia è molto simile all’Algeria e non ho riscontrato grosse differenze tra le due culture, anche perché in quella sicula ci sono storicamente influssi di quella araba. Inoltre quando sono arrivata ho preferito documentarmi, capire il contesto nel quale mi trovavo, ho analizzato documenti e fatto ricerche sulle feste tipiche.</p>
<p><strong>Cosa la affascina più della Sicilia e cosa invece non le piace dell’Italia?</strong></p>
<p>Della Sicilia mi affascina la bellezza della gente, le persone sono davvero accoglienti e amabili. Dell’Italia non condivido le ultime leggi approvate contro i clandestini e gli immigrati. Mi trovano totalmente contraria. Sono leggi antiumane, non dico che bisogna accettare tutti ma prima i governi dovrebbero togliere e azzerare il debito dei paesi del terzo mondo, cosa che contribuisce a far stare male la gente. Le attuali generazioni pagano tuttora i debiti e gli errori contratti dai loro nonni. Perché? Perché i paesi europei invece proteggono i leader corrotti? L’Italia ha versato tantissimi soldi a Gheddafi per limitare il fenomeno degli sbarchi, lui farà strage all’interno del suo stato e nei paesi vicini, eppure è stato pagato mentre il governo italiano ha deciso di chiudere gli occhi e voltarsi dall’altra parte. Come dire: “non ci interessa come risolverai il problema”. E’ questa l’umanità? Dove sono le leggi internazionali? Bisognerebbe affrontare il problema per risolverlo e non fare finta di nulla.</p>
<p><strong>Lei rappresenta un perfetto esempio di integrazione. Quanto è stato importante trovare un paese che ha favorito questo processo?</strong></p>
<p>L’integrazione è fondamentale. Ogni paese dovrebbe favorirla. Non è possibile mettere tutti gli immigrati dentro lo stesso fascio. Per esempio perché chi non ha il permesso di soggiorno deve essere portato in galera? Non capisco. E’ messo sullo stesso piano degli assassini? Ricordo inoltre che alcuni anni fa, credo nel 2003, piuttosto che regolarizzare le badanti già presenti in Italia, fecero una legge per favorire l’arrivo di altre persone dall’est. Perché? Poi ci si lamenta della presenza dei troppi irregolari? Penso che anche il Vaticano in quanto istituzione religiosa dovrebbe concretamente fare di più, far sentire la propria voce mentre conosco tantissimi preti che nel loro piccolo lottano tutti i giorni, danno la vita per fare del bene e sono per l’integrazione e l’umanità. La differenza a volte è abissale tra questi valorosi preti e la Chiesa in quanto istituzione. Occorre fare di più per l’integrazione tra le genti e le culture.</p>
<p><strong>Per lei è più semplice lavorare al nord o nel sud Italia?</strong></p>
<p>Anche se negli ultimi anni ho portato in scena degli spettacoli a Selinunte, a Caltanissetta e a <a href="http://www.calogeroparlapiano.com/tag/sciacca/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Sciacca">Sciacca</a>, devo dire che ho molte di più possibilità di esibirmi nel nord Italia. Il motivo è semplice: al nord il mio spettacolo è apprezzato per il suo valore, la sua bellezza, la sua qualità e questo comporta belle soddisfazioni mentre al sud, per esibirmi, dovrei chiedere raccomandazioni e aiuti al politico di turno. E questa è una cosa che non faccio.</p>
<p><strong><em>Calogero Parlapiano </em></strong></p>
<p><strong><em>“<a href="http://www.calogeroparlapiano.com/tag/not-magazine/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Not Magazine">Not Magazine</a>” (numero due, mensile diretto da Michele Ruvolo)</em></strong></p>
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