DisGuido Bertolaso…
Marco Travaglio – Annozero 18-02-1010
Disguido Bertolaso… protezione civile, appalti, cene, conflitti di interessi, fiducia mancante, tangenti e massaggi….
Da ascoltare con attenzione
Marco Travaglio – Annozero 18-02-1010
Disguido Bertolaso… protezione civile, appalti, cene, conflitti di interessi, fiducia mancante, tangenti e massaggi….
Da ascoltare con attenzione
CREAZIONE DI UNO SPORTELLO INTERISTITUZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE E AI MINORI GIUNTA MUNICIPALE DA IL VIA A PROTOCOLLO DI INTESA PER UNIRE FORZE DI COMUNE, TRIBUNALE, PROCURA, POLIZIA E CARABINIERI
L’Amministrazione comunale punta a creare in città uno sportello interistituzionale contro la violenza e l’abuso sulle donne e sui minori. È quanto rendono noto il sindaco Vito Bono e l’Assessore alle Politiche Sociali Gianfranco Vecchio. L’obiettivo è quello di creare una struttura operativa forte dove far convergere professionalità ed esperienze dell’Ufficio Affari Sociali del Comune di Sciacca, del Tribunale Civile e Penale, della Procura della Repubblica, della Compagnia dei Carabinieri e del Commissariato di Polizia. L’Amministrazione comunale, congiuntamente con la Procura della Repubblica, ha elaborato a tal fine un Protocollo d’Intesa per definire le finalità dell’iniziativa, regolamentare la collaborazione fra le varie istituzioni e stabilire modalità e tempi per l’attivazione dello Sportello contro la Violenza alle Donne e ai Minori. Il documento è stato approvato dalla Giunta Municipale e sarà adesso sottoposto, per il vaglio e la definitiva sottoscrizione, alle altre istituzioni che si intendono coinvolgere. “Vogliamo mettere in rete le energie migliori di tutte le istituzioni locali – dichiarano il sindaco Vito Bono e l’assessore Gianfranco Vecchio – per rendere più efficace l’azione di contrasto contro un fenomeno sociale disdicevole. La creazione di un gruppo tecnico interistituzionale avrà il delicato e importante compito di stare vicino alle vittime, analizzare e monitorare il fenomeno ed intervenire con strategie e iniziative efficaci per prevenire e reprimere il fenomeno della violenza e dei maltrattamenti rivolti contro soggetti deboli e inermi, al fine di rimuovere ogni forma di disagio o carenza da cui derivino situazione di grave pregiudizio di crescita e di sviluppo sociale”.
Interrogazione Parlamentare sul caso dell’imprenditore di Bivona Ignazio Cutrò.
Buona visione
Come se la lotta alla Mafia fossero gli 8-10 mafiosi che Maroni si vanta di arrestare ogni giorno. “I quindici mesi di governo Berlusconi sono stati finora il periodo più felice nella lotta alla mafia”, aveva detto qualche mese fa il Ministro dell’Interno.
Maroni crede che fare la guerra alla Mafia vuol dire fare la guerra ai nomi dei capi, ma dimentica o ignora il potere dei “prestanome”, quelli a cui sono intestati gli ingenti capitali economici dei boss.
Come se spuntire una matita significhi spezzarla. Come se annullare un tentacolo significi uccidere la piovra.
Con lo scudo fiscale e con la vendita dei beni confiscati alle criminalità organizzata, il Governo non si rende conto di aver raddoppiato se non triplicato il potere dei clan.
Il Ministro Maroni dimentica di fare i “conti” con il Ministro Tremonti.
Ma mettiamo il caso io fossi un mafioso, con un miliardo di euro in un paradiso fiscale, se quel miliardo lo rimpatriassi con lo scudo fiscale per ricomprare all’asta uno dei miei beni confiscati: il Ministro Maroni ed il Ministro Tremonti cosa ne saprebbero? Se l’è posta il Governo questa domandina semplice semplice?
Secondo l’associazione Libera sono 3500 i beni immobili confiscati, e non ancora destinati, che potrebbero essere venduti all’asta, su Vita.it è possibile scaricare anche l’elenco di questi beni.
La verità è un’altra, molto più infame e più meschina.
Come ha sottolineato il questore di Napoli Santi Giuffrè un paio di settimane fa, questi beni sequestrati ai clan nessuno li vuole, e quindi vanno in malora.
Come potete leggere qui, il Governo, in seguito a tutte le polemiche delle associazioni antimafia, non ha fatto altro che inserire un diritto di opzione per le cooperative costituite da operatori delle forze armate e delle forze dell’ordine per rilevare gli immobili confiscati alla mafia, e una prelazione per gli enti locali interessati a mantenere il possesso e la proprietà dei beni confiscati sul proprio territorio.
E’ ovvio, è palese che quelle case e quelle auto ritorneranno in possesso dei clan.