Vertenze Sap, Sam e Bono
VERTENZA DITTE SAM, SAP E BONO SINDACO SCRIVE A SOGEIR E COMUNI ATO AG1 “SFORZO COMUNE E SOLUZIONI IMMEDIATE”
“Uno sforzo comune per chiudere definitivamente una vertenza che si trascina da troppo tempo, creando incertezza e disagio economico a numerose famiglie”. È quanto chiede il sindaco di Sciacca Vito Bono in una lettera inviata al presidente e ai revisori dei conti di Sogeir e ai sindaci dei comuni aderenti all’Ato Ag1. “Ci sono 30 lavoratori fortemente preoccupati – scrive il sindaco Vito Bono – che hanno proclamato lo stato di agitazione perché non ricevono da 4 mesi lo stipendio. È a loro che dobbiamo, con grande senso di responsabilità, rivolgere le nostre attenzioni e indirizzare il massimo sforzo per trovare, ognuno per la propria parte, le soluzioni più adatte e urgenti per definire positivamente il contenzioso in atto tra la Sogeir e le ditte SAM s.r.l, SAP s.p.a e Bono s.l.p”. “La Sogeir – chiede il sindaco Vito Bono – deve, intanto, rispondere alle esigenze delle imprese creditrici e metterle nelle condizioni di liquidare quanto dovuto ai propri dipendenti. I Comuni aderenti all’Ato AG1, dal canto loro ed in attesa dell’auspicata riforma legislativa sull’intero sistema dei rifiuti, dovranno trovare le soluzioni più consone e soprattutto celeri per saldare i debiti vantati dalla Sogeir (il Comune di Sciacca, per fare ciò, è già ricorso a un’anticipazione di cassa richiesta alla Regione Siciliana)”. “In questa delicata vicenda – continua il sindaco Vito Bono – deve prevalere il buon senso da parte di istituzioni e imprese private, affinché si restituisca serenità ai lavoratori, si liquidino le spettanze già maturate, si tutelino i livelli occupazionali, si continui a garantire la qualità dei servizi nel nostro territorio. Ognuno faccia fino in fondo la propria parte affinché si normalizzi una situazione che potrebbe altrimenti deteriorarsi con grave danno per tutti. In questi giorni si sono susseguiti vari incontri tra le parti. L’ultimo lo scorso 8 febbraio 2010 nell’aula consiliare del Comune di Sciacca alla presenza, tra gli altri, degli amministratori della Sogeir. Lo scopo comune, in un momento di crisi generale, deve essere quello di salvaguardare il lavoro che c’è, le professionalità maturate e l’attività svolta dal nostro Ambito Territoriale Ottimale che, pur tra mille e note difficoltà finanziarie di carattere generale, è ritenuto tra gli Ambiti migliori della Regione. Ma il sistema va ripensato fin nelle sue fondamenta perché così non si può più continuare. Occorre cambiare per non soffocare ulteriormente gli Enti Locali e non caricare il peso finanziario di un sistema che non funziona sui cittadini. Il Governo della Regione Siciliana sta per fortuna correndo ai ripari, esitando in questi giorni un disegno di legge di riforma della legislazione vigente. Ma in attesa dell’auspicata e urgente modifica del sistema – conclude il sindaco Vito Bono – occorre pensare al presente e alle 30 famiglie che attendono gli stipendi arretrati. Impegniamoci pertanto tutti a riportare la situazione ad uno stato di normalità”.
Discarica abusiva a Sciacca scoperta dalla Guardia Ambientale
Buona visione (in questo caso…si fa per dire…)
Rifiuti: allarme in Sicilia
Ci sarà una catastrofica emergenza rifiuti in Sicilia in periodo estivo, come, e peggio, di Napoli? L’ex deputato regionale e nazionale – e persona che studia – Franco Piro, lo teme. I dati costitutivi ci sono tutti: gli Ato di tutta la regione economicamente in ginocchio, nonché funzionanti a basso regime, con addosso l’insopportabile fardello di 900 milioni di euro di deficit; le società di igiene ambientale delle grandi città siciliane con i bilanci in rosso, e l’organizzazione “industriale” trasandata, a cominciare dalla disastrosa vicenda dell’Amia di Palermo (almeno 155 milioni di euro); l’esaurimento progressivo della capacità di poter stoccare rifiuti delle discariche (parapubbliche e private) disseminate nelle nove province.
Dopo anni di “follie Ato”, e proprio mentre il governo della Regione parrebbe orientato ad una drastica riduzione degli Ato in Sicilia, la commissione Ue ha annunciato di avere aperto l’ottava istruttoria per infrazione alle regole dell’Unione contro la Sicilia in materia di rifiuti.
Stavolta si tratta, pare, di qualche decina di discariche non a norma. Di sicuro, agli organismi responsabili siciliani di discariche “non in regola” ne risultavano già 13. Tra queste vale la pena di raccontare la storia di quella di Castellana Sicula, che serve ben due Ato: Cefalù- Termini Imerese, e Madonie. Era, materialmente, franata addosso al mondo per la maniera beota con cui era stata organizzata e gestita. Per tentare di sfuggire alla mannaia amministrativa europea, l’hanno chiusa. Adesso, i due Ato cointeressati al fatto, devono conferire i loro rifiuti territoriali addirittura alla discarica privata di Mazzarrà Sant’Andrea, in provincia di Messina, pochi centinaia di chilometri oltre Castellana.. Ma, paradosso dei paradossi, gli amministratori dei due Ato palermitani, hanno scoperto che versare lì i rifiuti, in quella discarica privata, costa 30 euro meno a tonnellata. Come è possibile?
Sorride amaro Franco Piro: “è una delle costanti contraddizioni del sistema rifiuti in Sicilia, le tariffe di conferimento nelle discariche pubbliche costano quasi sempre di più di quelle private. Loro se la cantano, e loro se la suonano”.
Ma la Ue avrà il cuore di colpire la Sicilia con una maxi multa?
“La Ue non fa sconti – spiega Piro – intanto perché, ovviamente, pretende che si rispettino le leggi comunitarie, per di più se recepite pure dal Parlamento nazionale. E poi in tutte le analisi dei tecnici della Ue, uno dei più temuti pericoli considerati è l’esplosione dei sistemi regionali di gestione dei rifiuti, ordinari e speciali, al pari delle cose della crisi economica e del crescere delle criminalità organizzate a livello continentale. La Ue, non può, e non vuole, chiudere alcun occhio . Specie di fronte ad un comportamento sfacciato, schizofrenico ed apparentemente masochistico, della Regione Siciliana negli ultimi tre anni”.
E’ il caso di raccontarvi che le multe per infrazioni alle disposizioni comunitarie sono pesantissime. Partono, per infrazioni palesemente piccolissime e di quelle imprevedibilmente necessitate, da 100mila euro al giorno; poi, si assestano mediamente sui 300mila al dì; ma possono arrivare sino ai 700mila euro quotidiani, a decorrere dal giorno in cui viene notificata la sentenza passata in giudicato, conseguente all’infrazione comunitaria contestata dalla commissione Ue. Un ammontare di denaro in grado di mettere in ginocchio il Bilancio della Regione siciliana. “E poi ci sono le possibili interconnessioni mafiose” conclude Piro,”ma lì ti devi rivolgere ad un esperto; ma che sia esperto”.
Il vostro cronista, secchione, l’esperto l’ha trovato. Uno dei più preparati di una delle centrali nazionali della Sicurezza nazionale,impegnato nel contrasto alle attività economiche della criminalità organizzata.




















